:: FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE, NON SOLO IL SOLE!
Sulla proposta di legge dei Radicali

Ho letto su queer-it che i Radicali inizieranno la raccolta di firme per la "Proposta di legge per le unioni civili" a Roma nei giorni 20 - 21 - 22 - 23 settembre 2001.

Oramai i tempi sono maturi, spero che tutto il popolo gay - trans - lesbico prenda coscienza dell'importanza di questa raccolta di firme e partecipi veramente in massa sia ad apporre la propria firma sia a collaborare con i Radicali a creare numerosi banchetti in tutti i comuni della nostra bella Italia.

E' importante che le associazioni omosessuali si attivino su questa iniziativa, augurandoci che non si accapiglino in discussioni rovinose quanto inutili, ma invece colgano il senso della proposta che è perfettamente in linea sia sulle legislazioni già approvate in molto paesi della Comunità Europea e sia sulle Direttive del Parlamento Europeo, direttive bellamente disattese dai governi di centrosinistra e dai governi di centrodestra.
Pare infatti che in Italia tutto quanto concerne diritti civili ed etici che abbiano attinenza con la sfera sessuale non siano autonomamente dibattuti e discussi dal Parlamento Italiano, ma vengono preventivamente decisi dallo Stato Città del Vaticano, il quale ordina alle proprie "quinte colonne" quali i Buttiglione, i Casini, i Castagnetti, i partiti cattolici di centrosinistra (Ppi, ecc.), e quelli cattolici di centrodestra (Ccd ecc, e via siglando), impedendo di fatto al nostro Parlamento di diventare veramente europeo anche nei diritti civili.
Siamo al solito replay vissuto con la legge sul Divorzio e quella sull'Aborto, su quest'ultima già il centrodestra torna alla carica proponendo, con i soldi delle tasse, di fare la carità di un milione al mese per tre anni alle donne povere e disgraziate che vogliono abortire, e così ingolosite o prese per fame non decidono più se abortire o meno in quanto "donne", ma a far decidere a "Dio" come suggerisce lo Stato Città del Vaticano.

Credo che con questa iniziativa, possiamo cominciare a raccogliere il consenso dei cittadini non solo omosessuali, ripeto "non solo omosessuali" presenti ai Gay Pride, dove sia a Roma, Milano, Padova, Catania, ecc. hanno sfilato in tanti, a centinaia di migliaia avendo contro le ire e gli strali del Papa, dei Cardinali, dei Vescovi, e dei Preti; esclusi i pochi sacerdoti, ma veramente "pochini" vicini alle nostre istanze.

Siamo, io penso, nella stessa situazione di trasversalità politica che si era verificata ai tempi del referendum sul divorzio nel lontano 1974 e sull'aborto, dove con la grande vittoria popolare, si colse la plateale distanza tra i cittadini sia laici che cattolici da una parte, e i loro rappresentanti politici nel Parlamento e religiosi delle Gerarchie Eclesiastiche, dall'altra.
Non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione. Dobbiamo capire che i tempi sono maturi e la maggior parte dei cittadini solo ne venisse a conoscenza sono con noi. Spetta quindi soprattutto a noi informarli diffondendo il messaggio di questa proposta di legge.

Glauco Bettera