Il supporto tedesco agli Stati Uniti: un problema spinoso

di Andy Eckardt ("NBC news", 19 febbraio 1998)

Alla conferenza sulla politica di sicurezza tenutasi questo mese a Monaco, il Cancelliere Helmut Kohl ha concluso il suo intervento sulla posizione nei confronti della crisi del Golfo, promettendo pieno appoggio alla decisione americana di usare la forza militare contro l'Iraq. Le osservazioni di Kohl hanno fornito un ulteriore elemento a sostegno del fatto che il tabù politico del dopoguerra del coinvolgimento della Germania in azioni militari si sta affievolendo.

"E' assolutamente chiaro che le basi aeree in Germania saranno messe a disposizione degli Stati Uniti" ha detto Khol, e ha aggiunto che "gli amici americani avranno il pieno supporto politico della Germania". Le dichiarazioni di Kohl hanno sorpreso molti, inclusi i suoi collaboratori. Ma le ragioni nascoste erano onestamente chiare. Nella conferenza sulla sicurezza, agli inizi di febbraio, 10 senatori americani che accompagnavano a Monaco il Segretario della Difesa Cohen, hanno ammonito i governi europei che il supporto del Congresso americano all’allargamento a est della Nato, tema che il Senato prevede di dibattere alla fine del mese, potrebbe essere messo in discussione se i leader europei non dovessero appoggiare le azioni militari. I senatori hanno inoltre ribadito le lamentele statunitensi sulla dipendenza europea dagli Usa nella soluzione della crisi bosniaca, proprio mentre veniva meno il supporto agli Stati Uniti ed ai suoi interessi all'estero. I paesi europei si sono già divisi sulla questione.

Mentre la Gran Bretagna ha offerto l'appoggio incondizionato agli Stati Uniti, la Francia è riluttante nel supportare l'azione di minaccia statunitense dell'uso della forza. Altri Paesi, inclusi Italia, Spagna, Portogallo hanno offerto l'uso delle loro basi.

Con Francia e Gran Bretagna in una certa misura divise, la posizione tedesca risulta più importante che mai. Ma i funzionari tedeschi sono tempestivi nel far notare che alla Germania non è stato chiesto di fornire uomini e fondi come durante la guerra del Golfo del 1991, quando i dragamine tedeschi si unirono nella perlustrazione del Golfo Persico ed il governo contribuì alla missione con 11,5 miliardi di dollari.

Immediatamente dopo le dichiarazioni di Kohl, il ministro della Difesa tedesco Volker Ruehe ha sottolineato che il supporto militare tedesco non rappresenta un problema e che le osservazioni del Cancellire riflettono niente altro che la solidarietà tedesca. Lewis Boone, portavoce Usa del Comando militare Europeo, sostiene che per gli Stati Uniti non sarebbe necessaria alcuna richiesta per l'utilizzo delle basi americane come quella di Rhein-Main a Francoforte e Ramstein nel sud della Germania.

Un argomento controverso

Se la Germania da un punto di vista politico è meno sensibile in materia miltare, questo rimane un argomento controverso per l'opinione pubblica tedesca. In un recente sondaggio pubblicato dal giornale tedesco Der Spiegel, il 58% dei tedeschi intervistati dice che l'esercito tedesco non dovrebbe essere coinvolto nel conflitto, mentre il 27% sostiene che la Germania dovrebbe fornire il supporto logistico. Solo il 14% invoca un intervento militare.

"Quello che è richiesto nella presente crisi non é una partecipazione dei soldati tedeschi, aereoplani e armi, ma semplicemente un supporto logistico alle forze statunitensi" afferma Harald Mueller dell'Istuto di Ricerche sulla Pace di Francoforte. "Questa è una forma di supporto che in Germania non solleverà rilevanti controversie, dimostrazioni di massa e simili".

Durante la guerra del Golfo del 1990-91, centinaia di migliaia di tedeschi scesero in piazza per protestare contro l'intervento militare in Iraq e per dimostrare la loro rabbia nei confronti del fallimento della diplomazia. Molti tedeschi accusarono gli Stati Uniti di agire in veste di "polizia mondiale" e di ignorare deliberatamente l'opposizione di altri Paesi alla soluzione militare. Ciò riflette soprattutto un'ideologia antimilitarista che attecchì nel secondo dopoguerra, qualcosa che è considerato un grande successo nella storia dell'occupazione alleata in Germania nel dopoguerra.

Il precedente della Bosnia

Tuttavia, dalla guerra del Golfo, il giudizio nei confronti della partecipazione tedesca alle operazioni militari e l'opinione pubblica hanno subito un cambiamento. Nel 1996, un lungo dibattito politico terminò con il voto favorevole da parte del Parlamento tedesco all'invio delle truppe in Bosnia per la missione di peace-keeping della Nato. Solo sei mesi dopo, l'esercito tedesco ricevette l'approvazione internazionale quando i soldati tedeschi eseguirono una spettacolare operazione di salvataggio di stranieri dall'Albania. Oggi, persino la leadership della SPD, che fortemente si oppose all'attacco in Iraq nel 1991, ha messo in evidenza il proprio supporto alla missione statunitense in Iraq.

"La Germania, con il suo passato nazista e il suo atteggiamento pacifista ha impiegato un po’ di tempo per capire di dover agire come un buon cittadino in una comunità internazionale di stati occidentali" dice Mueller, "quindi, siamo pronti, con mezzi modesti, a fare la nostra parte".