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sta veramente facendo una guerra biologica nel Golfo? Uno studio condotto l'anno scorso da un gruppo di ricerca medica di Harvard ha stimato in mezzo milione il numero di bambini iracheni morti o malati a causa delle sanzioni. "Ho visto bambini morire per insufficienza renale perché non avevamo bicarbonato di sodio." Malate e morenti nei loro letti di ospedale, le misere vittime delle sanzioni e di Saddam Di Maggie O'Kane The Guardian 19 febbraio 1998 C'è una nuova arma nell'arsenale delle potenze occidentali contro il dittatore iracheno Saddam Hussein. Non è ad alta tecnologia come il bombardiere Stealth, non ha la forza d'urto del missile Cruise ed è visibile solo con un microscopio. Viaggia sulla schiena della mosca di sabbia femmina e colpisce con più forza in primavera. Al secondo piano dell'ospedale al-Quadisiya, alla periferia di Baghdad, il reparto pediatrico ha in mostra alcuni dei danni collaterali provocati da questa nuova arma microscopica. Kena Azar è un bimbo di sei mesi, avvolto in una copertina color rosa e crema che lascia spuntare solo la sua testa. Il parassita è penetrato prima nel suo midollo spinale, divorando le cellule che formano il suo sangue, ed ora è passato al fegato e alla milza. Il bambino dorme tranquillo, perché il parassita uccide in modo indolore. L'ospedale, con i suoi materassi di gommapiuma sporchi, i suoi letti di metallo malconci e le sue lenzuola sudicie, non ha i farmaci a base di pentostan di cui Kena ha bisogno per aiutare il suo corpo di sei mesi a reagire. "Ha il 10 per cento di probabilità di sopravvivere. Prima delle sanzioni e con la medicina disponibile, la probabilità sarebbe stata del 90 per cento", ci dice lo specialista, dottor Alia Sultan. La leishmaniasi, nota anche come "peste nera", era diffusa in Iraq negli anni Sessanta, ma ora sta tornando. La scarsità di insetticidi (vietati dalle disposizioni delle nazioni Unite sulle sanzioni) ed il collasso del sistema fognario dovuto alla mancanza di pezzi di ricambio per le attrezzature (sempre a causa delle sanzioni) hanno riportato la mosca di sabbia a proliferare. Nel letto a fianco di Kena c'è il secondo figlio di Saleema Jura, in convalescenza dalla gastroenterite, l'infezione più comune tra i bambini iracheni, dovuta al cattivo stato del sistema fognario. La signora Jura, di trent'anni, chiama il dottore e gli chiede gentilmente di aiutare il suo primo figlio, Ali, di quattro anni, che è a casa. Gli mostra un foglio di carta con il nome di un'altra medicina introvabile. "Per favore, mi aiuti, se c'è qualsiasi cosa che posso dare al mio bambino. Camminava, parlava, e faceva tutto normalmente, poi si è ammalato ed ora non riesce più a parlare e a muovere le gambe." Il dottor Sultan spiega che Ali ha un'infezione virale al cervello che è incurabile in Iraq. "Ha bisogno di fisioterapia, terapia del linguaggio, cose che qui non abbiamo più." Mentre il dottore se ne va, la signora Jura si volta all'improvviso verso di noi e ci dice: "Può dire a tutta quella gente all'estero che Ali camminava e giocava veramente; poi improvvisamente ha preso questa malattia e io non ho niente da dargli. Questo è quello che la vostra gente ha fatto a mio figlio." Ora sta piangendo, e senza dire altro prende il suo bambino e lascia il reparto, firmando in uscita per tornare a casa dal suo primo figlio. Il dottor Sultan ci dice: "La settimana scorsa è venuta qui una donna con un bambino molto debole, che soffriva di diarrea e vomitava. Le ho detto che doveva stare qui con il figlio: non abbiamo personale, quindi le madri devono rimanere per accudire i figli. Mi ha risposto che non poteva. Dovrò lasciarlo morire, ha detto, a casa ho altri quattro figli da curare." L'arma delle sanzioni economiche, usata da sette anni nella convinzione che avrebbe indotto il presidente Saddam Hussein all'attuazione delle risoluzioni dell'ONU sul disarmo, ha provocato un aumento di sei volte della mortalità infantile, secondo il Fondo per l'Infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF). Uno studio condotto l'anno scorso da un gruppo di ricerca medica di Harvard ha stimato in mezzo milione il numero di bambini iracheni morti o malati a causa delle sanzioni. Almeno 10 letti su 15 in questo reparto pediatrico dell'ospedale al-Quadisiya - uno dei 12 ospedali di Baghdad - sono occupati da vittime delle sanzioni. In questo ospedale regna la disperazione assoluta. Il dottor Ali Rasim, 32 anni, il pediatra di guardia, ci dice: "Ho visto bambini morire per insufficienza renale perché non avevamo bicarbonato di sodio." Nel reparto prematuri, le incubatrici sono rappezzate con sacchetti azzurri da supermercato; le luci delle incubatrici non hanno lampadine, ed una madre tiene ferma una cannula per l'ossigeno, dello spessore di una matita, sotto il naso del suo bambino, del peso di tre libbre, con una testa grossa come una mela. "Non ci sono più maschere d'ossigeno per i bambini, e quelli sono i tubi più sottili che abbiamo", dice il dottor Rasim, come per scusarsi. Nel reparto a fianco un bimbo di nove mesi con una tutina rosa si lamenta, e sua madre deve tenergli legato il braccio all'intelaiatura di metallo del letto con un pezzo di corda. Non c'è altro modo per tenergli ferma la flebo in vena. Il dottor Juad Rashid, specialista pediatrico dell'ospedale, ci dice: "In sette anni di addestramento, avevo visto un solo caso di febbre tifoide, ed ora ne vedo ogni settimana. Prevedo un'epidemia per quest'estate. La Gran Bretagna e gli Stati Uniti sono sempre i maggiori sostenitori delle sanzioni economiche e di tutto ciò che ne deriva - ora, la rinascita della mosca di sabbia e della peste nera. "Sono un soldato senza armi", ci dice il dottor Rashid. "Le bombe e i missili che colpiscono i nostri bambini sono i virus e le epidemie, e io non ho niente con cui combatterle. Perché avete dichiarato guerra ai nostri bambini?" |