Italia: la mobilitazione contro la guerra
(comunicato del Comitato Golfo, 6 marzo 1998)

La minaccia di una nuova aggressione USA contro l'Iraq ha portato nuovamente in piazza i pacifisti, dopo anni di relativo silenzio e nonostante la campagna di disinformazione orchestrata, come nel 1991, dai media, che hanno censurato le posizioni dei pacifisti e ignorato quasi sempre le loro iniziative. Il 4 febbraio è stato lanciato dal "Comitato Golfo" l'appello "Non rassegnarsi alla guerra", firmato da numerose personalità e associazioni, con cui si chiedeva al governo italiano di condannare l'aggressione USA, di rifiutare le basi poste sul nostro territorio e di porre fine all'embargo contro l'Iraq. Questi obiettivi sono stati al centro della giornata nazionale di mobilitazione indetta il 21 febbraio con sit-in , manifestazioni, cortei a Milano, dove sono scese in piazza oltre 10.000 persone, a Roma, Brescia, Genova, Udine, Reggio Emilia, Firenze, Napoli, Gioia del Colle, Catania, Palermo e in numerosi altri centri italiani. Il 28 febbraio e il 1 marzo si è manifestato contro le basi USA a Gaeta, Sigonella, Aviano. Il 22 febbraio è partito per Baghdad su iniziativa di "Un Ponte per..." e del "Gruppo Mission" un primo gruppo che si è unito a quelli proveniente da altri paesi per fare da "scudi umani" al popolo iracheno. Altri sono andati nelle settimane successive. Un fatto importante è stata la formazione di un vasto fronte unitario esteso dalle associazioni antimilitariste, pacifiste , internazionaliste a quelle del volontariato, alle maggiori associazioni cattoliche e laiche, al sindacalismo di base, ai centri sociali, a forze di governo come il Partito della Rifondazione Comunista e i Verdi. Ciò ha messo in seria difficoltà il governo Prodi che, per evitare la spaccatura della sua maggioranza e la crisi di governo, ha dovuto rinviare ogi scelta, oscillando fra dichiarazioni favorevoli a una soluzione pacifica e il rifiuto di negare preventivamente le basi o ogni altro sostegno agli USA in caso di guerra. Si sono così poste alcune condizioni favorevoli per lanciare la Campagna promossa dal "Comitato Golfo" e da "Un Ponte per..." con cui si chiede la rottura unilaterale dell'embargo all'Iraq da parte italiana.