Casi di tumore in aumento nell’Iraq meridionale - documento dell’ONU

Dominic Evans - BAGHDAD, 21 giugno 1998 (Reuters)

I casi di tumore sono aumentati fino a sei volte in alcune zone dell’Iraq meridionale dopo la Crisi del Golfo del 1990-91, secondo un documento delle Nazioni Unite basato su dati del governo iracheno.

Il documento, ottenuto domenica 21 giugno dalla Reuters, mostra un tasso di crescita dei casi di tumore del 55 per cento a livello nazionale tra il 1989 e il 1994, con un picco nettissimo nelle province meridionali. Nelle province sudorientali di Thi-Qar, Missan, Basra e Muthanna si identificano "i più alti tassi di crescita dei casi di tumore fra tutti i governatorati." Secondo il documento, in questo quinquennio sono comparsi nuovi tipi di tumore, e la malattia colpisce persone più giovani.

L’Iraq dichiara di essere stato colpito da una diffusione di tumori a livello epidemico e da malattie prima sconosciute soprattutto nel sud, dove gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno utilizzato proiettili all’uranio impoverito (depleted uranium, DU)durante l’offensiva guidata dagli Stati Uniti nel 1991 per riconquistare il Kuwait. Il documento delle Nazioni Unite non avanza ipotesi sulle cause dell’aumento della diffusione di tumori.

Le province meridionali sciite sono tra le più povere del paese e presentano sempre dati allarmanti nelle statistiche sulle cure mediche, sulla malnutrizione, sulla frequenza scolastica e sulla depurazione delle acque. Con i suoi servizi sanitari devastati da otto anni di sanzioni imposte al paese per l’invasione del Kuwait, l’Iraq non può permettersi i costosi farmaci necessari per le persone colpite da tumore.

Baghdad ha dichiarato alle Nazioni Unite che si riserva il diritto a "un equo risarcimento per i danni spaventosi" provocati agli iracheni.

La settimana scorsa, l’ambasciatore della Gran Bretagna alle Nazioni Unite Sir John Weston ha negato che il suo paese abbia violato le leggi internazionali usando proiettili al DU, e ha dichiarato che questi proiettili sono stati sparati molto lontano dai centri abitati.

Weston ha citato una lettera del governo inglese, secondo la quale i proiettili al DU possono liberare "una piccola quantità di particolato radioattivo e tossico all’impatto con una superficie dura," ma è improbabile che persone non presenti nell’area del bersaglio siano state esposte a quantità di tali materiali abbastanza grandi da mettere a rischio la loro salute.

Weston ha dichiarato che la Gran Bretagna non può fare commenti sull’incidenza delle malattie nell’Iraq meridionale, perché non ha visto alcun risultato di ricerche epidemiologiche sulla popolazione.

Secondo il documento delle Nazioni Unite, i casi di tumore a Basra, al confine con il Kuwait, sono più che raddoppiati tra 1989 e il 1994, arrivando a 461. A Muthanna, al confine con l’Arabia Saudita, che è stato il punto di entrata in Iraq per parte delle forze della coalizione, i casi sono raddoppiati, arrivando a 59. Missan, a nord di Basra sul confine con l’Iran, ha visto un aumento dei casi di tumore di quasi sei volte, e Thi-Qar, incuneata fra Muthanna e Missan, ha visto un aumento di quasi sette volte nel 1994.

"Le tipologie di tumore che hanno avuto la crescita maggiore sono la leucemia, il cancro ai polmoni, ai bronchi, alla vescica, alla pelle e allo stomaco per gli uomini ed il cancro al seno per le donne," dice il documento, basato su dati del Ministero della Sanità iracheno. Dal Gennaio 1991, l’incidenza più alta è stata registrata nelle fasce di età 45-50 anni e 50-55, contro i 60-65 anni prima di quella data. Nello stesso periodo, il numero di casi in alcune province settentrionali non è quasi cambiato; il tasso di diffusione è probabilmente diminuito a causa dell’aumento della popolazione.