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Europa - 19--
Titolo: " storia dell'Anarchia dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale alla Guerra di Spagna"
Personaggio: Malatesta Errico, anarchici - Autore: Di Lembo Luigi
- Argomento: Anarchia
Descrizione breve: ricostruzione cronologica della situazione italiana dalolo scoppio del primo conflitto mondiale
 
Dati bibliografici o fonte bibliografica della notizia: Luigi Di Lembo, "Guerra di Classe e Lotta Umana. L'Anarchismo in Italia dal Biennio Rosso alla Guerra di Spagna (1919-1939), BFS edizioni, da pag.15 a pag.160
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Sito web:
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Classe tematica:
movimenti e controculture
Argomenti secondari: storia d'Italia stampa anarchica scioperi e insurrezzioni
Tipologia: Libro
Varie o autore dell'inserimento:
Raffaella Dazzi, sandrodazzi@interfree.it; proposta di argomento: storia d'Italia, stampa anrchica, scioperi e insurrezzioni
Testo completo:
No all’intervento: lo scoppio del I Conflitto Mondiale stravolse i punti di riferimento e la cultura stessa delle sinistre europee. La II Internazionale franò rovinosamente con la socialdemocrazia tedesca e il socialismo francese, in guerra l’uno contro l’altro. Dal punto di vista degli anarchici italiani mise a nudo le contraddizioni dell’antimilitarismo con il quale tenevano insieme le sinistre nel paese: i repubblicani erano contro il militarismo perché grazie ad esso casa Savoia aveva stretto un’alleanza con l’Impero Germanico e con quello Austrungarico, nemico della libertà italiana in quanto deteneva ancora il Trentino e Trieste. La Triplice Alleanza aiutò la monarchia a stabilizzare il proprio potere in un’Italia scossa dai fermenti repubblicani, sovversivi e socialisti. Ma quando il conflitto europeo aprì la possibilità di abbandonare quell’alleanza e di combattere contro le grandi potenze al fianco della Francia repubblicana, dell’antimilitarismo dei repubblicani italiani non rimase quasi nulla.
I socialisti affondavano il loro antimilitarismo in un pacifismo sentito che però non arrivasse a mettere in dubbio gli interessi generali del paese. Il gruppo dimostrò già la sua fedeltà alle istituzioni durante la Settimana Rossa e questa componente li porterà ad un atteggiamento subordinato al neutralismo del parlamento giolittiano.
L’ala oltranzista e quella giovanile, che facevano capo a Mussolini, vennero disorientate dall’improvvisa scelta del loro leader di passare all’interventismo in quanto Mussolini vedeva nel rovesciamento delle alleanze l’occasione unica per destabilizzare il sistema. Mussolini venne così espulso dalla direzione dell’”Avanti”, organo del partito socialista, e sostituito con Serrati.
Il PSI (Partito Socialista Italiano) si attestò sulla linea del né aderire né sabotare e uguale disorientamento nell’altra componente del socialismo, ben più agguerrita, quella dei sindacalisti rivoluzionari, che videro i loro capi, De Ambris in testa, percorrere il tragitto imboccato da Mussolini e portare l’ USI (Unione Socialista Indipendente) sull’orlo della dissoluzione.
Gli anarchici italiani non facevano dell’antimilitarismo un momento contingente o solo politico, ma un vero e proprio fatto di qualità di vita dandogli una valenza rivoluzionaria. Coloro che tra gli anarchici posero il problema dell’intervento, vennero subito zittiti a costo dell’ostracismo più duro. E’ vero però che in realtà si trovarono da soli, e non riuscirono a far sì che l’antimilitarismo e il profondo pacifismo delle masse italiane impedissero la guerra. Ciò non tolse però che si diedero da fare fino all’ultimo nella propaganda e negli scioperi contro la guerra e abbiamo da parte loro una così intensa agitazione che porta molti giovani, soprattutto socialisti, a passare nelle file anarchiche.
1914 - Malatesta, uno dei massimi pensatori e leader del movimento anarchico italiano, dal suo rifugio a Londra prese posizione contro gli interventisti scrivendo un articolo d'attacco che sarà pubblicato su “Freedom” nonché sarà alla base del Manifesto Anarchico Internazionale.
1914, 13 e 14 Settembre - Gli anarchici Italiani zittirono gli interventisti. A Parma, nel Consiglio Generale dell’USI, Borghi andò all’attacco dei sindacalisti rivoluzionari filointesisti, ottenendo la maggioranza tanto da diventare nuovo segretario dell’USI che da quel momento, in pratica, diventò il sindacato degli anarchici.
1915, 24 Gennaio - Gli anarchici organizzarono a Pisa un Convegno Nazionale per riaffermare l’avversione ad ogni guerra che non sia per l’emancipazione sociale. Ma nonostante tutto il loro impegno di fatto si ritrovarono da soli e non riuscirono ad impedire lo scoppio della Guerra.
1915, Marzo - Stesura del Manifesto Anarchico Internazionale che diventò la risposta dell’anarchismo mondiale al bellicismo dilagante.
1916 - A Londra Malatesta mordeva il freno. Aveva fiutato nell’aria la rivincita del proletariato e voleva rientrare in Italia. Ci provò con regolare passaporto, dicendo di volersi presentare al suo processo per i fatti della Settimana Rossa, ma Roma premeva sul governo inglese affinché gli impedisse il rientro. Ci provò allora con passaporti falsi, o pagando i comandanti, ma venne sempre scoperto dalla polizia. Finché ci riuscì grazie al comandante Giulietti, che mandò il proprio fratello a prenderlo a Cardiff. Malatesta così sbarcò a Taranto e indisturbato prese il treno per Genova.
1916, Settembre - Su “Il Libertario” venne pubblicato il motto dell’anarchico francese Sebastian Faure “Prepariamo il nostro dopoguerra durante la guerra” che gli anarchici italiani fecero loro, considerando la guerra un’interruzione momentanea al processo rivoluzionario in atto nel paese.
1916, Ottobre - Gli Anarchici organizzarono un’agitazione pubblica a favore dei militanti che negli Stati Uniti rischiavano la sedia elettrica.
1916, Giugno - L’USI riunì a Firenze il suo Consiglio Generale nel quale Borghi tenne una relazione che ridimensionava la passata fiducia nell’istinto di classe del proletariato e valorizzava il ruolo degli organismi rivoluzionari. Contemporaneamente il gruppo anarchico di Bologna, guidato da Fabbri, in stretto contatto con Malatesta, tenne un Convegno Anarchico nazionale e clandestino, e per sviare la polizia, che comunque alla fine lo scoprì, fece pubblicare le decisioni prese come deliberate da un fantomatico Convegno che si era tenuto a Ravenna nell’Agosto. E’ ovvio che un resoconto più veritiero e dettagliate circolò segretamente.
Ai Convegni venne deciso di darsi un’organizzazione nazionale aperta a tutte le correnti e di affrettare la fine della guerra facendo coincidere con questa l’inizio della Rivoluzione. Si istituirono quindi un’organizzazione clandestina di supporto e una palese denominata Cad’AIA, ovvero Comitato Anarchico d’Azione Internazionalista Anarchica, con il compito di rappresentare la collettività del movimento.
1917 - Francesco Pezzi, vecchio animatore della I Internazionale, si uccise nel parco delle Cascine a Firenze perché incapace di vivere in mezzo alla follia collettiva di coloro che volevano intervenire alla guerra e dimenticando i loro principi cominciavano ad usare vari distinguo su quale delle due coalizioni fosse meglio che vincesse. Simbolo, tutto ciò, della valenza rivoluzionaria che gli anarchici davano al loro antimilitarismo.
1917 - Scoppiata la guerra, gli anarchici furono costretti alla clandestinità e i disertori si contavano a migliaia. “L’Avvenire Anarchico” lanciò una sottoscrizione di solidarietà con i disertori dei quali i più fortunati trovavano rifugio in Svizzera dove però il Governo se ne voleva sbarazzare e li rinchiudeva nei campi di lavoro forzato tanto che Bretoni, anarchico che a Ginevra dirigeva “Il Risveglio”, promosse una vasta campagna di controindicazione e di protesta tanto che la polizia arrivò all’arresto di molti anarchici rifugiati nel paese, con Bretoni in testa, accusandoli di essere a preparare un attentato a Zurigo. Coloro che non furono altrettanto “fortunati” vennero assorbiti dalla mobilitazione sia civile che militare e i giornali dovettero ben presto dare la notizia dei compagni uccisi in una guerra contro la quale avevano combattuto con tutte le loro forze.
1917, Aprile - Entrarono in agitazione i minatori del Valdarno per ottenere le otto ore. Facevano parte della Confederazione Generale ma di fronte all’atteggiamento filogovernativo di questa passarono tutti e 5000 all’USI.
1917 - In Russia venne spazzato via lo zarismo e fu il campanello d’allarme della rivincita a portata di mano.
1917, Aprile - Il Cad’AIA si incontrò clandestinamente. Bisognava essere pronti al più presto, la Rivoluzione si poteva estendere in Germania e passare poi all’Italia. Si decise di approfittare della terza Conferenza Zimmerwaldiana prevista a Stoccolma per mettersi in contatto con i rivoluzionari Russi e Tedeschi.
1917, 22 Agosto - A Torino esplose la rabbia contro i sacrifici della guerra. La protesta si trasformò in scontri con la polizia che passò al fuoco e la risposta operaia fu uno sciopero generale in cui gli anarchici, seguiti dai socialisti di sinistra, usarono il loro metodo dei fasci rivoluzionari e trasformarono lo sciopero in insurrezione. Intervenne l’esercito e si combatté per quattro giorni. Quando il governo riprese il controllo, gli anarchici vennero arrestati in massa in tutto il paese e messi nell’impossibilità di agire.
1918, Giugno - Il governo degli Stati Uniti, in fase di reazione antioperaia, imbarcò forzatamente per l’Italia, tutta la redazione di “Cronaca Sovversiva” con in testa il suo redattore Galleani.
1918, 19 Luglio - Galleani e compagni arrivarono a Genova ma vennero arrestati ancora prima di scendere a terra. Diffusasi la notizia, la Federazione del Mare minacciò di bloccare lo scalo e nel giro di 24 ore tutti poterono sbarcare liberi in mezzo ad una vera e propria festa. Fu una prova del prestigio aquisito dagli anarchici.
1918, Settembre - Al Congresso del PSI a Roma, gli intransigenti e la sinistra, guidati da Bombacci e Gennari, misero sotto controllo il gruppo parlamentare guidato da Turati e costrinsero Rigola, mente del riformismo confederale, alle dimissioni. Il nuovo segretario della CGdL (Confederazione Generale dei Lavoratori), D’Aragona, accettò la guida del partito che si proponeva di coordinare le eventuali manifestazioni di malcontento e di incanalarle verso un programma d'espropriazione capitalistica borghese.
1918, 4 Novembre - Con il cessate il fuoco dal fronte era giunta per gli anarchici la resa dei conti.
1919, Gennaio - Aratari, in nome dell’UA (Unione Anarchica) fiorentina, lanciò un appello al Cad’AIA perché prendesse l’iniziativa di un convegno anarchico Nazionale.
1919, 12, 13 e 14 Aprile - Nella Camera del Lavoro a Firenze si svolse il Convegno in cui venne deliberato di riattivare l’Unione Anarchica Internazionale. I vari gruppi che ne fanno parte sono però organi decisionali autonomi e venne nominato un Comitato di Coordinamento e Corrispondenza che serva a rispondere alle questioni più urgenti. Passando poi al problema del rapporto con le organizzazioni dei lavoratori venne constatato che l’organizzazione dell’USI era quella che più attualmente si avvicinava alle direttive rivoluzionarie e che durante la guerra era stata la più fedele alla causa internazionalista. Si raccomandava quindi ai compagni operai di aiutare secondo le loro forze e nell’orbita delle proprie categorie di mestiere. Altro problema relativo agli organi di stampa, dove prevalse, dopo un lungo dibattito, l’idea di Molinari di dar vita ad un quotidiano che fosse espressione dell’intero movimento. Dichiarato finito il tempo dei dibattiti e delle polemiche era il momento di armarsi. Gli anarchici contavano molto sulle masse inferocite dalla guerra e galvanizzate dalla rivoluzione russa.
1919, 15 Aprile - Gli elementi del neonato fascio di Combattimenti di Mussolini distrussero la sede dell’”Avanti”. Due giorni dopo a Bologna si tenne lo sciopero di protesta, e Borghi propose una riunione tra tutti gli organismi nazionali classisti per gettare le basi di un accordo e di una preparazione, che consentisse di affrontare al meglio i prossimi scioperi generali. Era tempo di battaglia.
1919, 1 Giugno - Il gruppo promotore della nascita di un nuovo quotidiano tenne una riunione a Bologna assieme al Comitato UAI (Unione Anarchici Italiani). Venne proposta una condirezione Galleani-Malatesta e si diede il via ad una sottoscrizione per il finanziamento. Ad aprirla fu Molinari con il suo gruppo milanese.
1919, 5 Giugno - Il Consiglio dell’USI avvisò tutte le sue CDL ( Camere Del Lavoro) di tenersi pronte a uno sciopero generale in appoggio ai bolscevichi, da iniziare appena trovato un accordo con i socialisti.
1919, 9 Giugno - Anche i socialisti annunciarono l’imminenza di uno sciopero, non uno qualunque ma lo scioperissimo che doveva avvenire contemporaneamente anche in Francia e in Inghilterra.
1919, 11 Giugno - A La Spezia i commercianti si rifiutarono di vendere la merce al costo imposto dal governo. Le donne presero d’assalto i negozi, la polizia sparò e scoppiò in questo modo la rivolta generale che si estese prima a Genova e a Pisa, poi in tutta Italia.
1919, 21 Giugno - Boldrini definì il rivoluzionarismo di Serrati empirico-fatalista. Per Serrati la rivoluzione era un evento quasi sociologico.
1919, 9 Luglio - Da Parigi arrivò l’annuncio dello sciopero che però sarebbe stato da lì a 10 giorni, solo di 48 ore e solo in solidarietà con la Russia Sovietica.
1919, 14 Luglio - Borghi compì un estremo tentativo di promuovere un incontro di tutte le rappresentanze dell’USI, dell’UAI, dei gruppi socialisti di tendenza comunista, dei Ferrovieri, di alcuni circoli giovanili socialisti e con Gennari e Bombacci, della direzione del PSI. Andava cercando un accordo d’azione, ma i socialisti dichiararono di non potersi muovere senza il consenso di D’Aragona che aveva detto chiaramente che lo sciopero avrebbe avuto solo carattere dimostrativo. Lo sciopero ci fu, ma alla fine diedero la loro partecipazione solo USI e UAI e fu chiaramente una delusione. Gli anarchici erano particolarmente amareggiati perché sentivano di aver perso un momento difficilmente ripetibile.
1919, 16, 17, 18 e 19 Luglio - Gli anarchici venivano nuovamente arrestati in tutta Italia e Nitti, mentre loro erano occupati con i preparativo per lo sciopero, aveva avuto tempo per decidere come sbarazzarsi di loro e in più ordinò ai prefetti di chiedere ai vari fasci di Mussolini dimettersi a disposizione delle autorità. Per Mussolini era il primo riconoscimento al fianco della repressione.
1919, Ottobre - Nel Congresso di Bologna la direzione socialista portava il partito a ribadire gli obbiettivi della Repubblica Socialista, della dittatura del proletariato e dichiarava l’abbandono del programma riformista di Genova.
1919, Novembre - Tutto era pronto per dare il via al nuovo quotidiano che prese il nome di “Umanità Nuova”.
1919, 24 Dicembre - Malatesta riuscì ad arrivare a Genova.
1919, 25, 26 e 27 Dicembre - Malatesta si presentava ai lavoratori di Genova e la sera ebbe un colloquio con Borghi che gli assicurò il pieno appoggio del movimento a tutte le sue idee.
1919, 30 Dicembre - Malatesta si recò a Vercelli da Galleani.
1920, 3 Gennaio - Malatesta si recò a Corticella da Fabbri. Tutti questi incontri non erano casuali. Si stava preparando l’assalto a Roma. Era in atto la crisi di Fiume, dove le truppe che vi erano state mandate avevano finito per occupare, e una marcia su Roma avrebbe gettato il paese in convulsioni gravissime. Gli anarchici avevano molte possibilità di trascinare all’assalto dello Stato il sovversivismo diffuso.
1920, 19 Gennaio - A Roma si tenne l’incontro tra anarchici e vertici del PSI. Serrati rifiutò l’appoggio del partito socialista al piano e svanì l’occasione di colmare il solco tra interventismo di sinistra e rivoluzionarismo che avrebbe da lì a un anno aperto le porte alla guerra civile tra capitalismo e lavoratori. Probabilmente Serrati assunse questo tipo di atteggiamento per il timore che l’egemonia del movimento insurrezionale passasse agli anarchici anche perché i socialisti non disponevano né di un leader né di un’organizzazione pari a quelli anarchici.
1920, 26 Febbraio - Uscì “Umanità Nuova” che rappresentò un vero e proprio salto di qualità per il movimento. Ben presto diventò concorrenziale nei confronti degli altri giornali.
1920, 29 Febbraio - I carabinieri spararono sui tranvai che portavano a casa i partecipanti ad un comizio.
1920, 1 Marzo - Lo sciopero di protesta fu immediato, generale e compatto e si passò all’occupazione delle fabbriche. I socialisti si impaurirono di tutto questo attivismo anarchico.
1920, 24 Maggio - Lo SFI (Sindacato Ferrovieri Italiano) convocò a Milano USI, UAI, PSI e CGdL per decidere un boicottaggio ai rifornimenti per la Polonia, il cui esercito stava avanzando in Russia.
1920, 26 Giugno - La tensione esplose sulla costa Tirrenica e su quella Adriatica. Ci furono un’insurrezione a Piombino dove la gente assaltava i negozi, e una ad Ancona dove l’insofferenza esplose tra la gioventù sotto le armi dal momento che avevano avuto la conferma di dover essere inviati in Albania. Le caserme vennero occupate e anche se la sera dovettero arrendersi la città era intanto entrata in sciopero, seguita l’indomani da tutta la regione. Nella mattinata si era inoltre tenuto un vertice voluto dagli anarchici, con socialisti e repubblicani. Gli anarchici proponevano di proclamare una Repubblica Rivoluzionaria, ma i repubblicani si rifiutarono di collaborare e i socialisti decisero di appoggiarla ma senza prendere l’iniziativa. La mancata adesione dei due partiti permise al governo di parlare di insurrezione anarchica. I socialisti dopo il loro voltafaccia andarono alla ricerca di un governo che li potesse appoggiare e lo trovarono in Giolitti il quale intanto era tornato al potere.
1920, 1 Luglio - A Bologna si aprì il II Congresso dell’Unione Anarchica.
1920, Luglio - Malatesta espresse la sua linea d’azione al II Congresso dell’UAI di Bologna.
Quattro punti:
1) Necessità di armarsi;
2) Necessità di un fronte unico di sovversivi;
3) Necessità di far funzionare campi e officine in modo nuovo;
4) Necessità di passare dagli scioperi alle occupazioni.
1920, Agosto - Turati scrisse che la classe operaia gira con “Umanità Nuova” in mano. Era un vero e proprio successo per questo giornale che diventò il punto di riferimento dell’intero movimento anche se comunque pian piano cominciano a venire fuori una marea di riviste, più specifiche e in collaborazione tra loro.
1920, 31 Agosto - A Milano gli operai delle officine Romeo si trovarono davanti a quello che temevano: l’azienda non aveva nessuna intenzione di discutere il nuovo contratto e sbarrò i cancelli. Gli industriali volevano dare una lezione agli operai e a Giolitti che una volta tornato al governo decise finito il tempo dello strapotere industriale. Gli industriali quindi pensarono di provocare una forte resistenza sindacale. Invece l’USI da parte sua indicò la strada dello sciopero bianco, quindi occupare le fabbriche ma rimanere a braccia incrociate. In una settimana l’occupazione investì tutte le parti d’Italia. L’entusiasmo colpì gli anarchici e altri vari gruppi.
1920, 2 Settembre - L’USI avvertì le CDL di tenersi pronte allo scontro.
1920, 5 Settembre - L’USI ligure decise di convocare a Sampierdarena un Convegno di tutte le organizzazioni sindacali per decidere l’estensione dell’occupazione.
1920, 7 Settembre - Malatesta enunciò la linea per la nuova situazione. Vedeva l’occupazione delle fabbriche come il principio della trasformazione sociale. Al Convegno di Sampierdarena parteciparono mettalurgici, ferrovieri, marittimi, alimentari e socialisti che in realtà ci andarono con in tasca un accordo stipulato segretamente con Giolitti tramite il prefetto di Milano Lusignoli che poteva avvertire il presidente del Consiglio di aver trovato un accordo sulla base di aumenti salariali e dell’istituzione di una commissione mista per trattare dei Consigli operai.
1920, 10 Settembre - A Milano si aprirono gli Stati Generali del proletariato e D’Aragona puntò alla conquista del controllo operaio sulle aziende offrendo le proprie dimissioni nel caso che i dirigenti del partito intendessero imboccare la via dell’azione insurrezionale
1920, 11 Settembre - L’USI con lo SFI convocò un convegno interproletario per concordare il modo di sabotare il sabotaggio riformista. Intervennero UAI, la Federazione del mare, esponenti dell’estrema socialista e un delegato della CGdL per confermare che questa aveva scelto la sua linea. Per gli anarchici vi erano due ipotesi di sviluppo della situazione: il radicalizzarsi della sinistra socialista e/o l’intervento armato di Giolitti alle strette per l’intransigenza degli industriali. Ma la linea giolittiana si teneva comunque in modo tenace anche perchè gli venne in aiuto la compatezza operaia.
1920, 29 Settembre - Mussolini circa l’occupazione delle fabbriche parlò di una rivoluzione e di un rapporto plurisecolare che si era spezzato.
1920, 30 Settembre - CDC e UAI ricordavano ai vari gruppi l’impegno preso a Bologna e costituirono i gruppi d’azione del FUR.
1920, 4 Ottobre: - Gli anarchici riunirono il Comitato di Bologna e concordarono uno sciopero nazionale. Non avevano nessuna intenzione di aspettare che gli effetti della conquista operaia paralizzasse il movimento rivoluzionario. Intendevano muoversi su tre linee: utilizzare il risentimento dei proletari, mantenere la pressione sui socialisti, passare ad azioni preinsurrezzionali, sabotaggi e attentati.
1920, 12 Ottobre - Giolitti fece arrestare Borghi. Convinto dell’appoggio socialista si sentiva forte abbastanza da soffocare i due focolai del sovversivismo: anarchici e fiumani.
1920, 14 Ottobre - le guardie di Giolitti spararono sui manifestanti a Brescia e a Bologna dove parlava Malatesta che miracolosamente scampò alle pallottole, mentre a Trieste coprirono l’assalto dei fascisti alla sede de “Il Lavoratore”. A Milano furono gli anarchici a far fuoco sui fascisti che si apprestavano ad un pestaggio e la mattina dopo vennero arrestati tutti i redattori di “Umanità Nova”.
1920, 17 Ottobre - venne arrestato Malatesta.
1920, 18 Ottobre - Vennero arrestati Fabbri e gli esponenti emiliani mentre a Torino tentarono di arrestare Galleani.
1920, 20 Ottobre - Nonostante tutto non erano riusciti a mettere a tacere“Umanità Nuova” che lanciava il messaggio di tenere duro. La polizia non si capacitava di come il giornale potesse continuare ad uscire malgrado l’arresto dei redattori e a nulla valsero le intimidazioni. Nella rete, infatti, non era caduto Damiani che incontratosi con Malatesta sul treno, prima che questi venisse arrestato, si accordò come muoversi e scappò. Gli anarchici tennero veramente duro, ma le iniziative escogitate per agitare la questione dei prigionieri facevano muovere solo la guardia regia e allora si arrivò a cambiare tattica e si passò a chiedere per Malatesta e compagni un processo immediato e per tutta risposta la magistratura milanese riaprì per gli imputati il procedimento per complotto insurrezionale. A questo punto però la questione cominciò a far presa sulla stampa e sull’appena costituito partito comunista.
1920, 21 Ottobre - Vennero arrestati i segretari dell’USI in quanto esponenti del secondo sindacato di sinistra italiano. Il movimento anarchico venne così tolto di mezzo tra l’indifferenza dei socialisti, convinti di essere ormai un pilastro del sistema politico italiano. Nonostante il duro colpo ci volle però ben altro per stroncare il sovversivismo diffuso.
1920, 21 Novembre – I fascisti assaltarono il cuore del socialismo emiliano romagnolo che si lasciava subissare e Giolitti per evitare turbamenti all’ordine pubblico destituì le giunte legalmente elette in tutta la regione. Mussolini intanto si preparava ad entrare nelle prossime elezioni politiche e cominciava così la marcia parallela di Mussolini e Giolitti, l’uno convinto di usare l’altro. I fascisti, dove venivano coperti dalle autorità, cominciarono a picchiare duro.
1921, 16 Gennaio - A Pisa si tenne un Convegno Anarchico Toscano. 84 i gruppi presenti e Aratari per l’UAF (Unione Anarchica Fiorentina) propose un’agitazione a base di comizi a getto continuo per rendere il clima insurrezionale.
1921, 26 Gennaio- I fascisti bruciarono a Firenze la tipografia de “La Difesa” e grazie all’appoggio del prefetto imposero il tricolore sulla sede della provincia.
1921, 23 Febbraio - A Spinazzola una spedizione fascista venne respinta a fucilate da parte dei contadini, mentre le camere del lavoro e dell’USI si unirono in un comitato d’agitazione.
1921, 27 Febbraio - Gli studenti fascisti e nazionalisti diedero il via ad una manifestazione nel centro di Firenze e dal momento che la manifestazione fu presa in modo provocatorio venne lanciata una bomba sul corteo. Nel pomeriggio per rappresaglia i fascisti uccisero il ferroviere Mugnai e il comunista Lavagnini. A sera iniziò lo sciopero generale e i ferrovieri paralizzarono l’intera provincia. Nella notte Aratari diede il segnale dell’insurrezione e da questo momento in poi gli scontri furono per lo più in difesa dagli attacchi fascisti.
1921, 18 Marzo - Borghi, Malatesta e Quaglino, da dentro il carcere, iniziarono lo sciopero della fame per rompere il muro del silenzio delle autorità. Il giorno dopo in piena solidarietà si mossero “L’Ordine nuovo”, l’”Avanti”, il “Secolo” e “Il Popolo d’Italia”. In parlamento il socialista Buffoni e l’ora comunista Bombacci presentarono interrogazioni urgenti. La sera il giudice De Sanctis comunicò i capi d’accusa definitivi. I tre carcerati rimanevano ora colpevoli solo per reati a mezzo stampa e si aprì la via dell’assoluzione. Gli anarchici sottovalutano però gli aspetti positivi della questione e si fecero coinvolgere dall’ansia per la sorte di Malatesta dal momento che aveva già la sua età e uno sciopero della fame lo poteva anche portare alla fine.
1921, 19 Marzo - Sull’ultimo numero di “Grido della Rivolta” uscirono i lineamenti di tattica antifascista. Quasi sicuramente di Berneri che anticipava la linea degli Arditi del popolo e dava la misura del cambiamento della situazione.
1921, 22 Marzo - Per solidarietà con i carcerati entrarono in sciopero i lavoratori dell’USI.
1921, 23 Marzo - A prova della preoccupazione per Malatesta apparse un documento stilato da CDC e UAI che aumentava lo stato di fibrillazione. Entrarono in sciopero i marittimi e i marinai di Genova. La sera, a Milano, una dozzina di anarchici, tra cui Fedeli, Bruzzi e Grezzi, si ritrovarono a prendere accordi per fare della sera seguente una notte di fuochi con una serie di attentati dimostrativi che non dovevano nuocere a nessuno ma solo scuotere l’opinione pubblica. Dopo essersi riforniti di esplosivi si sparsero in tutta la città quando una terribile e improvvisa esplosione gli fece capire che altri si erano mossi. Era la strage scoppiata al teatro Diana. Pur non sapendone nulla gli anarchici tentarono subito di scappare ma non tutti ce la fecero e la polizia, trovando gli esplosivi, si convinse del fatto che a provocare la strage fossero stati loro. In due giorni furono arrestati a centinaia, i fascisti si scagliarono contro la sede di “Umanità Nuova” e la sede dell’USI venne occupata dalla polizia fino alla fine di Giugno. Mussolini sfruttò l’occasione per presentarsi alle elezioni come il salvatore e Giolitti ne approfittò per cercare di spazzare via l’intera sinistra. Contro l’USI venne sfruttato il documento in cui si incitava a passare alle azioni diluttuose, rinvenuto dai fascisti, e contro i comunisti si sfruttò il loro legame con Mosca e l’atteggiamento preso nei fatti di Milano. Il PC (Partito Comunista) solidarizzò con gli anarchici e portò sulla bilancia accanto ai morti del Diana, i proletari caduti per mano fascista.
1921, 26 Marzo - “La Tribuna”, portavoce del capo del governo, pubblicò un articolo in cui spiegava che il partito comunista aveva raccolto l’estremismo socialista e si era confuso nel vecchio anarchismo. Il fascimo, una volta diventato regime, approfittò della sovrapposizione comunisti anarchici per accusarli senza distinzioni.
1921, 17 Aprile - Bertoni accennò per la prima volta alla possibilità che gli attentatori fossero veramente anarchici. Quella notte Mariani, Boldrini e Aguggini avevano deciso di non limitarsi ad un atto dimostrativo, ma di eliminare la mente dell’operazione antianarchica, il questore Gasti, che a quanto ne sapevano alloggiava all’hotel Diana. Sistemarono così l’esplosivo accanto ad una saracinesca che si trovava sotto la stanza dell’hotel. Ma Gasti non si trovava più in quel luogo, e la saracinesca dava sull’adiacente caffè – teatro.
La scoperta dei veri autori non impedì comunque alle autorità di trattenere anche tutti gli altri.
1921, 27 Giugno - La sezione romana dell’Associazione Arditi costituì una sezione di “Arditi del Popolo”. Due i fattori da tenere presenti:
-I lavoratori di fronte all’offensiva padronale dimostrarono grande rabbia e tenacia nel difendere il proprio posto di lavoro. Crebbe l’esigenza di unità che si tradusse nella costituzione di Comitati di Difesa Proletaria (CDP).
- Inoltre l’esaurirsi della questione di Fiume liberò il nazionalismo e il sovversivismo dei legionari arditi di guerra di cui la parte sovversiva, anticapitalista e anarcointerventista si schierò contro il fascismo. Adottarono come loro organo “l’Avanguardia Sociale”. L’Animatore era Secondari accanto a Paolinelli.
1921, 3 Luglio - La sede di “Umanità Nuova” si trasferì a Roma e riprese le pubblicazioni quotidiane.
1921, 6 Luglio - Gli Arditi manifestarono all’orto botanico a Roma impressionando così fortemente la popolazione e vari altri che ben presto si sparsero in varie località. Una vera e propria organizzazione militare. I fascisti ora non si trovavano più davanti a gente inesperta. Ma la reazione dei partiti di sinistra fu però negativa al punto che, per non far arruolare i propri componenti tra gli arditi, cercò di creare organizzazioni proprie. Gli anarchici furono gli unici a sostenere gli Arditi.
1921, 3 Agosto - Mussolini firmò un patto di pacificazione con socialisti e confederali.
1921, 15 Agosto - CG e UAI emanavano un comunicato in cui esprimevano agli Arditi tutta la loro simpatia.
1921, Settembre - Fabbri riconobbe che il fascismo era diverso e autonomo dalla borghesia e dallo Stato. Suo scopo era eliminare la classe proletaria. Partito all’attacco al primo segno di cedimento acquisì appoggi e rappresentava la sepoltura della concezione democratica dello stato e dei suoi principi.
1921, 17 Ottobre - A Roma ci fu una manifestazione per la liberazione di Sacco e Vanzetti, anarchici emigrati negli USA e condannati alla sedia elettrica.
1921, Novembre - III Congresso dell’Unione Anarchica. Gli anarchici resistevano all’offensiva giolittiana e al di là delle polemiche per i fatti del Diana era in atto un processo di raggruppamento su altri organismi: comitati di Difesa proletaria e Comitati PVP. Venne messa in discussione tutta la linea precedente e rivisti i rapporti con la sinistra dopo la nascita del PC d’Italia. Il Congresso segnò un ridimensionamento delle posizioni classiste, un potenziamento delle tematiche di libertà e dell’azione come anarchici.
1921, 23 Novembre - Malatesta scrisse un articolo per “Umanità Nuova”: “Il fascismo non vuole morire…ma i suoi giorni sono contati…potè crescere…perché ebbe alimentatrice la grassa borghesia…perché ebbe complice il governo…perchè riuscì a prendere di sorpresa e disorientare le masse operaie…sarà abbandonato perché ormai costituisce un pericolo per la causa stessa che fu chiamato a difendere”
1922, 27 Gennaio - Mussolini e i suoi superarono velocemente la crisi. Il salto del fascismo da strumento della borghesia e dello stato a fattore propulsivo di questi venne accolto da Malatesta che lanciò un allarme su “Umanità Nova” e mentre sensibilizzava i compagni sparsi all’estero poneva il problema di riunire le forze di sinistra per impedire la dittatura.Prese corpo l’iniziativa del Sindacato Ferrovieri di opporre alle forze coalizzate della reazione l’alleanza delle forze proletarie avendo di mira la restaurazione dalla libertà pubblica e del diritto comune.
1922; 18/19 e 20 Febbraio - Lo SFI convocò un convegno tra CGdL, USI, UIL e Federazione Nazionale dei Lavoratori dei Porti. Ma tenere assieme la sinistra, che continuava a sottovalutare il fascismo, era impossibile.
1922, 1 Agosto - Venne proclamato uno sciopero generale. Gli anarchici si trovavano a sostenere l’urto decisivo contro i fascisti. La data doveva rimanere segreta ma i vertici confederali di Genova ne diedero l’annuncio al prefetto. Lo sciopero venne così presentato come ammonimento al governo perché ristabilisse l’ordine. Lo sciopero si trasformò in combattimento.
1922, 11 Agosto - “Umanità Nuova” commentava che il popolo era vinto ma non rinunciava e non era il fascismo a vincere ma lo stato perché se le forze dell’ordine non si fossero unite il fascismo sarebbe stato travolto. Ma fascismo e stato erano diventati tutt’uno e disfecero il movimento operaio.
1922, 22 Ottobre - Galleani si presentò al suo processo convinto di fare propaganda e pur riuscendoci si prese una condanna di 14 mesi.
1922, 28 Ottobre - Mussolini arrivò al governo. Intanto gli squadristi distruggevano a Livorno le sedi di CDC e UAI .
1922, 28 Novembre - Morì Novatore e la sua rivista “Il Proletario” cessò di vivere e ben presto cesseranno di vivere una marea di riviste anarchiche.
1922, 2 Dicembre - Venne distrutto tutto il materiale editoriale anarchico.
1923, Agosto -L’ufficio di corrispondenza dell’UAI inviava un rapporto ai compagni di altri paesi che non si capacitavano del crollo italiano. Affermava che dopo l’avvento del fascismo, l’anarchismo sarebbe potuto sembrare morto ma non era così e si assistette per cinque anni a sparatorie tra anarchici e fascisti e ad un sovversivismo diffuso.
1923, 16 Settembre - Damiani e Malatesta decisero di ricominciare da capo e fecero uscire “Fede! Settimanale Anarchico di Difesa e Cultura”, organo di riorganizzazione. In realtà in Fede avevamo anche l’offerta di una nuova linea politica e di lotta al fascismo. Damiani era uno dei più acuti osservatori e individuava il perno della situazione politica nel mussolinismo, cioè nella necessità per Mussolini di piegare non solo le istituzioni ma lo stesso fascismo e di creare una sorta di culto della sua personalità. Di ciò doveva approfittare l’antifascismo per fare il vuoto attorno al duce.
1924, 1 Gennaio - Usciva “Pensiero e Volontà, rivista quindicinale di studi sociali e cultura” di Malatesta che vedeva arrivato il momento di delineare un anarchismo realizzabile e realizzatore che segnasse un passo avanti su Bakunin e Kropotkin. Cominciava con una valutazione globale della società europea uscita dalla guerra, incapace di trovare un equilibrio e dilaniata dalla guerra di classe. Sosteneva che: 1) Tutte le istituzioni vigenti sono una risposta a necessità reali. 2) All’anarchismo non si arriva con una rivoluzione ma con un succedersi di rivoluzioni che gradualmente approssimino ad una società anarchica. 3)Ogni rivoluzione si approssimerà tanto più all’ideale quanto più gli anarchici riusciranno a immettervi soluzioni libertarie alle necessità della società moderna.
1924, 6 Aprile - Mussolini aveva indetto le elezioni e nonostante Damiani propose l’astensionismo agli altri raggruppamenti come unica mossa politica, i risultati furono favorevoli a Mussolini. A seguito di ciò per Fede la democrazia era ormai liquidata. Il parlamento era morto e sul suo spettro si levava lo spettro di un dittatore.
1924, 1 Maggio - Malgrado la proibizione a celebrare la festa dei lavoratori, in vigore dall’anno prima, usciva un manifesto. Non erano in pochi a credere che l’attuale organizzazione nazionale era dannosa. L’USI diffuse illegalmente un unico numero di “Calendimaggio” per colmare il vuoto lasciato dalla soppressione e lanciava la parola d’ordine di tornare a organizzarsi in nuclei di fabbrica.
1924, 10 Giugno - Si sparse la notizia del rapimento di Matteotti, segretario dei socialisti riformisti che aveva duramente denunciato le violenze dei fascisti durante le elezioni d’Aprile. Anarchici e comunisti chiesero uno sciopero.
1924, 13 Giugno - Mussolini, disorientato e nervoso per il rischio che correva il suo potere, affermava che solo un suo nemico poteva aver compiuto questo delitto. Era il momento di crisi tra borghesia e fascismo che per molti aveva esaurito il suo compito antiproletario e doveva tornare nei ranghi. Era evidente anche la crisi tra Mussolini e gli stessi fascisti.
1924, 14 Giugno - Dall’ufficio di corrispondenza dell’UAI arrivò l’appello affinché tutti partecipassero allo sciopero.
1924, 26 Giugno - Mussolini prometteva che giustizia sarebbe stata fatta e in questa data il senato gli riconfermò fiducia.
1924, 27 Giugno - Le opposizioni alla Camera meno la sinistra firmarono un manifesto in cui ponevano come prima condizione il ritorno alle legalità costituzionali. Formarono una sorta di fronte unico che prese il nome di Aventino. Mussolini cominciò un braccio di ferro , decretava misure sempre più limitative della libertà di stampa e di parola e rinsaldava i legami con i vertici del paese.
1924, Ottobre -Si avevano segni di ripresa da parte degli anarchici. L’USI si era data un nuovo organo, “Rassegne Sindacali” e svolgeva un ruolo attivo negli scioperi. Intanto si riunivano i gruppi UAI.
1925, Gennaio - Molaschi, Tisi, Bagni e Casinelli potevano garantire il funzionamento della commissione riorganizzatrice dell’UAI.
1925, 3 Gennaio - Continuava il braccio di ferro e una volta rinvenuto il cadavere di Matteotti giornali come il “Mondo” e il “Corriere della Sera” davano contro a Mussolini chiedendo le sue dimissioni e lui per tutta risposta li fece sequestrare assumendosi tutte le responsabilità e sfidando gli oppositori a sfiduciarlo. Ma questi non ci provarono, aspettando anzi il processo per l’uccisione di Matteotti, ma in questa maniera si immobilizzarono. Lui intanto varava una serie di decreti che gli permettevano la discrezionalità assoluta sulla vita delle associazioni e dei giornali. I fogli anarchici vennero sequestrati e Malatesta, Fabbri e l’UAI facevano forti pressioni affinché l’USI, ormai clandestina, tornasse in seno alla CGdL. Questa data era vista come l’inizio del regime fascista.
1925, 28 e 29 Giugno - I sindacalisti libertari tennero un Congresso clandestinamente e Giovanetti vi espresse la volontà di tutti di andare avanti. L’USI diventava il primo organismo sindacale clandestino.
1925, Luglio - Mussolini accanto ai mezzi di repressione cominciò a usare il sistema della provocazione e iniziò così il passaggio vero e proprio al regime totalitario.
1925, Novembre - Mussolini fu oggetto di un nuovo attentato. I gruppi antifascisti ci provavano sempre a farlo fuori.
1925, 5 Novembre - Entrarono in vigore delle leggi speciali, decretate da tempo, che prevedevano pena di morte, divieto di espatrio, confino, soppressione dei partiti e dei giornali antifascisti, creazione dell’OVRA. Tutto ovviamente contro gli antifascisti.
1926, 19 Gennaio - Fede ricominciò a circolare e avvertì i compagni che la nazione era sulla strada fascista. Logico andare verso la clandestinità e verso il pensiero di eliminare Mussolini, il traditore di tutti. Progetti del genere pullulavano soprattutto nei rifugiati di Francia e nell’estate 1925 stava diventando operativo quello elaborato da Gino Lucetti, giovane anarchico di Avenza di Carrara, passato in Francia dopo il disastro dell’Agosto 1922. Rientrato in Italia si accordò con Molinari e col cugino Bibbi, che gli fornì le bombe, con Baldazzi che gli diede la pistola e con Vatteroni e Sorio che parteciparono all’attentato. L’11 Settembre Lucetti scagliò una bomba contro la berlina di Mussolini ma non riuscì a prendere in pieno la vettura. Fu catturato e la stessa notte, solo a Roma, arrestarono 500 persone. La realtà anarchica si spostò così verso l’esilio e il riparo e ora accanto al nemico di sempre, lo Stato, trovarono anche due nuovi nemici ai loro occhi accomunati dalla stessa matrice antilibertaria: il fascismo di Mussolini e bolscevismo di Lenin avviato a diventare stalinismo.


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