|
|
POSSIBILE RICONVERSIONE DELL'AREA DELL'EX-MACELLO La pianificazione che si fa sul territorio specie qui nel nord-est d'Italia, spesso tiene conto soltanto dell' immediato bisogno di un luogo inteso come processo produttivo, facendo passare in secondo piano quelle che sono reali esigenze dettate da soggettività che vogliano relazionarsi, elaborare nuove forme di aggregazione. Lo stabile in cui aveva sede il macello dei conigli, situato a Feltre in zona Peschiera, è un chiaro esempio di luogo in cui sono venute a scontrarsi contraddittorie gestioni economiche, che hanno portato per una decina di anni alla stagnazione di un'area che poteva avere ampie prospettive di utilizzo nel sociale, vista la particolare predisposizione architettonica/strutturale. L'edificio comunque si è mantenuto in discrete condizioni, non sono necessari quindi grossi lavori di manutenzione pesante. Sicuramente fra i compiti più delicati, ci saranno l'individuare correttamente quelle che saranno le uscite di sicurezza o i lavori da eseguire sull' impianto elettrico affinchè questo sia a norma. Sarebbe interessante sviluppare progetti di autocostruzione che seguano criteri ecologici e tecniche bioedilizie organizzando gli interventi di natura tecnica e progettuale con dei professionisti abituati ad effettuare degli interventi di architettura in contesti di poca disponibilità economica. Lo studio di fattibilità si attua tenendo conto soprattutto delle risorse umane, ambientali, sociali e dell' autorecupero dei materiali, cioè tutte le componenti del processo di trasformazione che qualificano l' impatto globale dell' intervento. Il progetto di massima, cerca di interpretare criticamente l'edificio, intende rispettare la matrice del luogo e l'architettura già presenti, perchè nella struttura edilizia, emergano delle aree ben distinte che possano essere riconvertite a nuove forme di utilizzo. Il filo logico-progettuale non vuole nascondere l'origine dell'edificio (in questo caso quello di macello) , proprio perché a livello estetico si generi una contraddizione visiva tra produzione intesa come merce e produzione di senso immersa nel sociale. Abbiamo quindi proceduto alla suddivisione dei locali e delle aree a disposizione tenendo conto delle loro potenzialità e della possibilità di organizzare in esse attività di autogestione. Lo stabile è esterno rispetto al centro cittadino , è facile da raggiungere in macchina e gode di un ampio parcheggio. L'ingresso all'area porta in un piazzale rivolto verso una zona boschiva. Qui nella bella stagione, si possono realizzare eventualmente delle attività all'aperto, essendo già presente una pedana di cemento adattabile a palco e spazio per accogliere un buon numero di persone. Vicino sorge un box in lamiera che può risultare utile come officina per raccogliere strumenti di lavoro per la manutenzione dell 'edificio. Abbiamo pensato, come ingresso principale allo stabile, a quello che dà alla sala più grande. Entrando si incontrerà la stanza "info-shop", dove si potranno trovare materiale underground, riviste, libri spesso introvabili nel circuito convenzionale-commerciale. Un possibile punto di scambio di materiale autoprodotto, culture, aperto a chi voglia proporre e realizzare idee. Arriviamo quindi alla sala più grande, quella che più vorremmo destinare alla socialità, in cui verrà mantenuto un volume di suoni più basso e in cui si potrà mangiare e servirsi del bar. L'altra sala grande verrà divisa in due parti da una parete mobile, questo permetterà differenti utilizzi di questo spazio a seconda delle diverse esigenze e dal numero di persone che parteciperanno. La sala, oppurtunamente insonorizzata, potrà ospitare vari eventi musicali , teatrali, proiezioni cinematografiche. L'idea vuole essere quella di portare delle rappresentazioni artistiche che non siano soltanto semplici visione dello spettacolo, ma anzi si completino come occasione di incontro. Per facilitare questo, sarà giusto cercare di volta in volta gli allestimenti e l' illuminazione più appropriati per cercare di fare meglio interagire l'evento con l'ambiente circostante. La grandezza della sala (circa 280 mq) e la costruzione di un palco alla sua estremità, permetteranno di realizzare un vero e proprio auditorium, importante a livello cittadino, perchè in esso si potranno organizzare iniziative come convegni o assemblee di carattere pubblico. Sarebbe inoltre interessante, utilizzare gli spazi disponibili per allestire periodicamente delle mostre (di scultura o di pittura , ma anche di arti meno note) che diano spazio anche a quegli artisti che altrimenti non riuscirebbero ad entrare nei circuiti convenzionali. Sarebbe opportuno cercare di utilizzare lo spazio come realtà dinamica, così può essere più facile far fluire la comunicazione e creare un percorso di ricerca non fine a se stesso, ma che sappia attraversare la sfera del sociale contaminandosi/contaminandolo. Al piano superiore si pensava di dar vita a dei laboratori spontanei in cui sia possibile sviluppare attività legate alla musica (sala prove),fotografia, cinema e altri interessi che potranno magari essere ispirati da associazioni o cittadini che vogliano proporre una loro passione. Sarà indispensabile una stanza multimediale in cui sia possibile collegarsi alla rete internet e usare il computer anche per occuparsi della pubblicità delle varie attività. La nostra volontà è quella di dare spazio al maggior numero di soggettività e allargare l'utilizzo dello spazio a singoli ed associazioni che si riconoscano con noi in prospettive di autogestione e autogoverno. Siamo ben disposti a valutare tutte le possibili forme di finanziamento comunali o di privati, a patto che sia salvaguardata l'autonomia del progetto. |