1 Marzo a Empoli - 400 in corteo
decine di migranti e italiani antirazzisti per le vie del centro cittadino al grido di "NO CIE IN TOSCANA"
400 persone tra migranti, italiani antirazzisti e mondo dell'associazionismo hanno sfilato per le vie del centro della città al grido "NO CIE IN TOSCANA" - "SIAMO TUTTI CLANDESTINI"

dal primo pomeriggio sono arrivati uomini e donne al presidio organizzato dal Comitato per il primo marzo empolese in centro, in Piazza dalle vittoria. Tra musica meticcia e antirazzista, interventi al microfono, interviste e tanta voglia di parlare e conoscersi, alle 18 sono stati lanciati in aria centinaia di palloncini gialli.
E' partito il corteo per le vie del centro, aperto da cittadini migranti con lo striscione e tanti cartelli, con la rabbia e la voglia di farsi sentire.
segue articolo con le interviste per conoscere i migranti
Comunità in resistenza di Empoli
PICCHETTO SICUREZZA, NO AGLI SFRATTI, LA CASA E' UN DIRITTO
VERSO IL PRIMO MARZO
Comunicato Stampa:
Primo Marzo, giornata europea contro il razzismo.
Il Primo Marzo sarà la giornata europea contro il razzismo e per i
diritti, a Empoli stiamo partecipando alla costruzione di questa
giornata.
Domani 25 Febbraio alle 10.00 convochiamo un "picchetto
sicurezza", contro tutti gli sfratti, e in particolare per
difendere il diritto alla casa di una famiglia marocchina che si è rivolta allo
sportello sociale e che sta subendo uno sfratto per morosità, dovuta
alla crisi economica che stiamo tutti vivendo e ai prezzi inaccessibili
degli affitti.
In Italia si sa, il mercato degli affitti è stato reso
libero e l'equo canone abolito nel '94, come se la casa non
fosse un bene di prima necessità ma un lusso.
Da quel momento in poi si è andata
aggravando la questione abitativa nel nostro Paese, da quegli anni a
oggi il diritto alla casa si è andato sempre più restringendo, fino a
diventare il problema più grande per molte famiglie, italiane e
migranti, alle prese con una spesa insostenibile per affitti o rate dei
mutui.
Famiglie che vivono continuamente sotto il ricatto e la
precarietà quotidiana del rischio di subire sfratti o pignoramenti,
spesso dopo anni di duro lavoro e di sacrifici, spesso, oggi, a causa
di una crisi strutturale economica, di cui di sicuro non siamo la causa.
Domani in mattinata sappiamo che arriverà l'ufficiale giudiziario,
che dovrebbe eseguire lo sfratto, e siccome non abbiamo certezza che ci
sarà un rinvio, ci troveremo in via Pentatlon n.5 ad Empoli (zona stadio),
per accertarci che non ci sarà un atto di violenza, per difendere il
diritto alla casa della famiglia Rahim, padre, madre un bambino piccolo
e uno in attesa.
Leghiamo l'iniziativa di difesa attiva di un diritto fondamentale
per ogni essere umano al percorso che ci vedrà arrivare alla giornata del
Primo Marzo 2010
, quando in tutta Europa sarà lanciato un messaggio chiaro, che parla il linguaggio
meticcio dei diritti per tutti/e, del rifiuto di ogni guerra fra poveri, del rifiuto del razzismo,
soprattutto di quello istituzionale che si annida nelle leggi, dalla Bossi-Fini al
Pacchetto sicurezza.
NO AL PACCHETTO SICUREZZA
SI AL PICCHETTO SICUREZZA
NON C'E' SICUREZZA SENZA DIRITTI
LA CASA E' UN DIRITTO, CONTRO LA CRISI BLOCCO DEGLI SFRATTI
Comunità in resistenza di Empoli
NOI NON SIAMO COMPLICI! NO AI CIE
Comunicato Stampa:
Empoli verso il Primo Marzo 2010, Solidarietà a Joy e Hellen.
GIOVEDI' 25 FEBBRAIO Serata di informazione sui Centri di
Identificazione ed Espulsione.
Tutto accade una sera d'estate nel Centro di identificazione ed
espulsione di Via Corelli a Milano...

faceva “caldo” davvero in quei primi giorni d'agosto nella cella di
due donne, quando Vittorio Addesso, ispettore capo del centro stesso,
tenta di stuprare una delle recluse.
Joy, ragazza nigeriana , non ci sta, si ribella alla violenza di uno
dei tanti aguzzini, e grazie all'aiuto della sua compagna di cella
Hellen, riesce a difendersi!
Successivamente nel C.I.E. scoppia una rivolta generale da parte degli
uomini e delle donne rinchiusi, che non vogliono più subire le
condizioni disumane e di orrore che caratterizzano la (non)vita dentro
questi nuovi lager di stato.
Proprio dopo questo fatto Joy, Hellen ed altre donne nigeriane prima
di essere processate e trasferite in carcere, vengono spogliate,
spostate in una stanza senza telecamere, fatte inginocchiare e
picchiate violentemente.
Ad ottobre vengono tutte condannate a sei mesi di carcere perchè
“colpevoli” di aver partecipato alla rivolta nel Cie milanese,
nonostante, durante una delle prime udienze, Joy trovi il coraggio di
denunciare pubblicamente in aula di aver subito,dopo vari ricatti
sessuali, un tentativo di stupro da parte dell’ispettore Addesso.
“Misteriosamente” una settimana fa l’avvocato di Joy scopre di essere
stato revocato e che al suo posto è stata nominata un’avvocata
d’ufficio, un'emerita sconosciuta.
Tante sono le domande che nasce spontaneo porsi: non sappiamo se la
richiesta sia veramente partita da Joy e se abbia subito pressioni o
ricatti e per quale motivo abbia deciso di non parlarne col suo
avvocato e con l'interpete nigeriana.
Che ci sia qualcuno che vuole insabbiare il fatto e che non vuole si
sappia come è andata la vicenda?
Purtroppo non esiste ancora una risposta.
La data della scarcerazione è proprio questa mattina, venerdì 12
febbraio.
Joy ed Hellen, usciranno dal carcere di Como e di Brescia, ma
rischiano di essere nuovamente rinchiuse dentro uno dei tanti C.I.E.
presenti sul territorio nazionale, dove si troveranno davanti altri
gestori dell'”ordine”, colleghi di Addesso, che sanno chi sono le
ragazze e che coraggio hanno avuto.
Joy ed Hellen hanno portato alla luce la realtà e si sono ribellate ai
ricatti sessuali, molestie, violenze e stupri contro le donne, il
“pane quotidiano” all'interno dei centri di espulsione.
Siamo convint* che il loro coraggio vada sostenuto e che sia
fondamentale che venga alla luce questa realtà, sia per chi non la
conosce, sia per chi non la vuole vedere!
Non possiamo permettere che Joy ed Hellen tornino nelle mani dei loro
aguzzini.
Joy ed Hellen non saranno sole ma troveranno ad accoglierle un
presidio sotto le carceri dalle quali usciranno.
In solidarietà ad Hellen e Joy denunciamo nuovamente i Cie come luoghi
di violenze razziste e sessiste, luoghi in cui i guardiani legittimano
e moltiplicano le violenze e gli abusi nei confronti delle donne
rinchiuse, forti anche degli appoggi istituzionali che ne garantiscono
coperture e impunità.
Giovedì 25 Febbraio, in avvicinamento alla giornata del
Primo Marzo 2010, organizzeremo una serata di informazione su questi Centri di
Identificazione ed Espulsione con proiezione di video (i pochi che si
riescono a trovare), dibattito e materiale informativo delle
associazioni che hanno inchiestato sui CIE (ad esempio medici senza
frontiere).
NEI CENTRI DI ESPULSIONE LA POLIZIA STUPRA!
NOI NON SIAMO COMPLICI!
NO AI CIE nè in Toscana nè altrove!
Solidarietà a Joy e Hellen!
Associazione CITTA' METICCIA, Comunità in resistenza di Empoli
Empoli è antifascista!
Comunicato Stampa: Ancora provocazioni a Empoli
Dopo l'attacchinaggio di casapound di alcune settimane fa, nuovo episodio di provocazione
da parte di militanti di destra che promuovevano una manifestazione nostalgica
nel centro di Empoli con un banchino.

Veniamo ai fatti.
Alcuni compagni, attivisti della Comunità in Resistenza,
che stavano passeggiando tranquillamente per le vie del centro sono stati
fatti oggetto di offese da parte di questi ringalluzziti camerati.
Come è
nostro costume abbiamo risposto alla provocazione.
In pochi secondi sono
comparsi 4 agenti del commissariato di Empoli, affiancati dopo qualche
minuto dalla celere, prendendo successivamente i documenti ai nostri
compagni.
C'è uno strano clima che si respira in città negli ultimi mesi... Cartelli
razzisti attaccati ai negozi, propaganda di associazioni dichiaratamente
fasciste, iniziative come quella di oggi che vogliono riesumare episodi di
un passato ormai lontano col solo scopo di strumentalizzarli politicamente.
Basta con le provocazioni. Vogliamo essere liberi di camminare a Empoli.
Basta col fascismo, basta col razzismo.
Comunità in resistenza di Empoli
Dalla parte dei LAVORATORI di Rosarno
CONTRO IL RAZZISMO!
"Pensavamo che qui ci fosse il paradiso invece è L'INFERNO!" così un lavoratore migrante risponde ad un giornalista che intervista i rivoltosi di Rosarno.
...Una risposta che rappresenta in maniera esaustiva la realtà che vivono migliaia di lavoratori stagionali che lavorano per 25 € al giorno (12/13 e più ore di lavoro) nelle campagne calabresi gestite dalle mafie locali.
Questi uomini tutti giovani dell'Africa sud sahariana e magrebini sono schiavizzati da caporali e mafiosetti della zona che vendono al miglior offerente manodopera a bassissimo costo.

Il territorio teatro di questa vera e proprio tratta dei nuovi schiavi è gestita direttamente da anni da famiglie mafiose che tranquillamente svolgono le loro sporche faccende senza che nessuno si indigni, con un atteggiamento di immobilismo da parte delle istituzioni comunali (là dove non sono state rimosse per infiltrazioni mafiose) regionali e nazionali che fa pensare ad una sorta di connivenza con le mafie locali , vero potere economico del territorio (Do You Remember lo scudo fiscale?).
Un dramma sotto gli occhi di tutti come i luoghi dove questi lavoratori esausti da una giornata di lavoro si riposano, vecchie e cadenti fabbriche mai diventate produttive, inaugurate da ministri della prima repubblica.
Luoghi al ridosso dei piccoli paesi che ricordano le peggior bidonville, invisibili a tanti, dove fortunatamente i medici senza frontiere hanno istallato un presidio sanitario, uguali a quelli che istallano in Zimbawe...
Questo è il contesto dove è scoppiata la ribellione dei lavoratori di Rosarno, stanchi di essere quotidianamente oggetto di angherie da parte dei caporali e mafiosi, hanno alzato la testa e gridato a chi non vuol sentire, la voglia di libertà e democrazia, ancora una volta soli contro il razzismo e la criminalità organizzata.
BASTA CON LE LEGGI RAZZISTE BASTA CON LO SFRUTTAMENTO DEI FRATELLI E DELLE SORELLE MIGRANTI
SOLIDARIETà AI LAVORATORI DI ROSARNO
COMUNITA’ in RESISTENZA EMPOLI
altre info :
ROMA: Tensioni con la polizia e cariche contro gli antirazzisti.
Rosarno: Spari e spranghe contro gli immigrati, 4 feriti.