Beh, amico, facciamoci un altro po' di questo whisky, dai. Naaa, non pensarci nemmeno a offrire tu. Sono in grana ormai. Così in grana che nemmeno te lo immagini.

E scommetto che nemmeno ti immagini che questa sbronza potrai raccontarla ai tuoi nipoti prima o poi. È con Joe Lametta che stai a bere, uomo. Rammentalo questo nome, domani lo leggerai su tutti i giornali. Ma non dirlo in giro sino a domani, potrebbe risultare poco igienico, lo sai no? ... Tranquillo, rimettiti seduto a bere, mica c'è bisogno che ti innervosisci. Stanotte parto e chi s'è visto s'è visto. Basta solo un bel passaporto blu con l'aquila americana sopra e ti aprono le porte dappertutto. Specie se il passaporto è autentico. Per Joe Lametta niente più robetta da fasulli pidocchiosi che si fanno fregare alla dogana. Con un bel nome nuovo sopra, un nome da signore, di quelli adatti a un miliardario in vacanza. Li paga poco i suoi impiegati lo zio Sam di questi tempi, sai? Bravo, vedo che capisci anche tu quello che voglio dire. E il mio nome nuovo non lo vengo certo a dire a te, non preoccuparti. E nemmeno ti racconto la mia storia perché sono sbronzo, cosa credi. Per sbronzare Joe Lametta, un'intera cisterna dei pompieri piena di questo piscio di vacca non basterebbe mica. Te la racconto perché mi sei simpatico, ecco tutto. E perché a qualcuno la devo raccontare prima o poi, sennò scoppio. Ma acqua in bocca sino a domani, rammenta. Di gente simpatica con la bocca troppo larga sono pieni i cimiteri. E qualche cliente al becchino l'ho portato pure io...

Perché mi chiamano Joe Lametta dici? Beh è una storia lunga. Da ragazzo mi prendevano in giro perché non avevo un cent in tasca e conservavo una lametta da barba anche sei mesi per risparmiare. I furbacchioni del quartiere, già. Me l'hanno dato loro il nome. E come ridevano. Ma alla fine loro sono sempre lì come mammalucchi a dar fiato alla bocca e io invece con la faccia sempre ben rasata e il vestito sempre ben stirato, la mia strada l'ho fatta. E un bel po' di strada, credimi. "La presenza innanzitutto, Joe". Me lo diceva sempre la mia nonna, è lei che mi ha tirato su, benedetta la sua anima. "Lavato sbarbato e ben vestito sempre, rammenta. Se hai meno di un dollaro in tasca, spendi il tuo ultimo cent per farti la barba. Ragazze, whisky e tutto il resto dopo. È la bella presenza che distingue un ragazzo di talento come te da un ladro di polli, non lo scordare mai". E io mica l'ho scordato. E con quella lametta ho imparato presto anche a farci qualcosa in più che il contropelo. E quei furbacchioni che mi ridevano alle spalle hanno imparato che ridermi in faccia non conveniva. Già. Da quando Pappas il greco dovette farsi dare quei quindici punti su tutte e due le guance, credo... Per quello sono dovuto scappare dal Bronx. Jella maledetta, ho pensato allora. Ma poi è finita che non è stata mica jella, è stata la mia fortuna invece. Perché alla fine sono piovuto qui a Metropolis. Duro lo ero già per conto mio. Ma furbo ancora mica tanto, direi. A farmi furbo invece l'ho imparato qua. Se lavori con Lex Luthor ti conviene. Lui di duri davvero duri ne compra dodici dozzine al giorno se gli gira. Di grana ne ha. Più di tutti. Ma se non sei furbo, con lui duri poco. A lla prima stupidaggine, due bei scarponi di cemento armato ai piedi e via nel fiume. Ma ho imparato in fretta io, e sono andato avanti, sino a diventare un dirigente a modo mio. V icepresidente alla rimozione e ai lavoretti sporchi, già. Potrebbero scriverci questo sul cartellino da mettere sulla scrivania, se ce l'avessi. Ma invece ho la mia Colt, niente segretaria ma tutte le ragazze che voglio. E quando ho da parlare a Lex non devo fare altro che chiamarlo personalmente. Filo diretto mi capisci? Mica siamo in tanti a poterlo fare, sai? E ancora meno a poterlo fare senza tremarella. Perché il vecchio Lex con quella sua aria da signore è il più duro di tutti i duri che ho incontrato, niente da dire. Non ha bisogno di dirtelo nemmeno, lo capisci da te. E se non lo capisci da te mica te lo sta a spiegare, sai? Perché lui ordina, gentilmente. Non minaccia mai. Solo, se non stai attento, prima o poi fai una visitina a quel calzolaio che lavora col cemento. E poi dentro quel suo testone calvo ne ha di idee. Una miniera. Hanno un bello strillare i giornali e la TV: "Genio del crimine".... Già, ma lui un genio lo è davvero, finora nessuno è mai riuscito ad incastrarlo. Ma qua a Metropolis è dura lo stesso, amico. Anche per lui a volte. Perché Superman, quando non era impegnato a spupazzarsi Lois Lane o quel finocchietto del suo amico giornalista, o magari tutti e due assieme, dava del filo da torcere pure al vecchio Lex..

Cosa dici? Che si sente in giro che il nostro Amico d'acciaio è incazzato nero? Che non ha più il coraggio di metter fuori il suo faccione? Che la Federal Bank di Metropolis ha dovuto chiudere i battenti e non si sa quando riapre? Che la sua fighetta giornalista ha giurato che piuttosto che dargliela ancora si fa monaca e che il SuperUomo dovrà tirare avanti a SuperSeghe per un pezzo? Mh-mh.. l'ho sentito dire anch'io... Se ne so qualcosa, dici? Ehi amico, sei uno sveglio tu, eh? OK. Io non ne so nulla, chiaramente. Ma se invece ne sapessi qualcosa potrei dirti che è cominciato tutto in una fogna. Non importa dove, le fogne di Metropolis sono più grandi di New York e più nere del buco del culo di un negro. E puzzolenti anche. Più puzzolenti del cesso di questo bar il giorno di San Patrizio, dopo che un'orda di irlandesi ci ha vomitato e pisciato dentro tutta quella birra verde. E non è una puzza da poco quella, credimi. E con tutti quei branchi di ratti grassi come vitelli che ci scorrazzano è l'ideale. Nessuno ti può beccare laggiù. Nemmeno Superman. SuperV ista, SuperUdito, SuperOdorato, può andare a farseli benedire dal parroco della cattedrale per quello che gli servono là sotto. Per questo siamo andati così giù nelle fogne. Roba da prendersi il colera, dico io. Ma stavolta ne valeva la pena. Con me c'erano anche un paio di ragazzi. Bravi ragazzi, molti muscoli e poco cervello, ma tant'è. Al e Louie si chiamavano. E se dico ad Al e Louie di portare una cassa, amico, loro la portano dove dico io, e senza fare troppe domande. Già, una cassa piccola ma pesante, molto pesante... loro non lo sapevano, ma credici o no, c'era la B maiuscola in quella cassa, uomo. La B del Big Bang. Proprio la grande Bomba, nientemeno. Strano sai, uno non ci crederebbe che una bomba termonucleare che può incenerire d'un botto tutta questa fottuta città abbia un'aria così tranquilla... Una scatola di metallo con tre lucette sopra, pesante ma nemmeno troppo grande. Tutto lì. Se avevo paura? Nooo. Tutta una questione di scala. Se sei abituato a trafficare con la nitroglicerina cosa ti frega? Bomba nucleare o cassa di nitro di te non resta neanche un'unghia in nessun caso... Bum, pof. Tutto lì... No amico, niente assalti a basi USAAF, per procurarci la bomba, molto più facile di così, credo. Lo sai cos'è Internet, no? Ne parlano tutti da un po' di tempo a questa parte. E il vecchio Lex vuole che anche noi della vecchia scuola ci capiamo qualcosa in quella roba, anche da prima che se ne parlasse alla TV. "Vi serve" diceva. "Vi tiene al passo con i tempi". Eh, hai ragione, amico, nemmeno a me piaceva tanto quella roba. Computer, modem, tutte quelle stronzate elettroniche. Cose da studentelli con la maglietta del college, mica roba da uomini. E fosse per me non ci avrei pensato mai. Giochetti scemi per ragazzini segaioli coi foruncoli e gli occhiali, ecco quel che pensavo. Ma quando Lex ti dice che faresti bene a fare una cosa, tu mica stai a discutere se ti garba o no. La fai e basta, mi capisci? E anche stavolta ha avuto ragione lui, perché ci è servita, e molto, poi te lo spiegherò. Ma intanto penso che anche i piani per la grande B se li è trovati in quel modo, su Internet... Quanto al cobalto o come diavolo si chiama, il vecchio Lex ha le mani molto lunghe, nemmeno immagini quanto, uomo. E nemmeno io lo voglio immaginare. Lo Zio Sam paga poco i suoi impiegati, te l'ho detto. E anche governatori presidenti e generali a quattro stelle, almeno a sentire loro. Hai ragione amico, tutta questione di punti di vista, ma ci sono cose che è meglio non sapere, se non vuoi fare quella famosa visitina dal calzolaio di Lex, mi spiego? E io c'ho già il mio di calzolaio, e ci sono affezionato, le vedi queste scarpe? Sono italiane, 200 dollari mi sono costate, e con lo sconto.... Su, facciamoci un altro goccio, che ora ti spiego.

Insomma. Noi lasciamo la Bomba lì, al sicuro, dove nemmeno Superman la poteva trovare e ce la filiamo. Lavoretto pulito. I giovanotti tutti muscoli li tengo con me, non si sa mai. Perché capisci, il detonatore della Bomba, il pulsante per il Big Bang ce l'avevo IO, mica Lex. Lui se n'era andato alle Bahamas nel frattempo. A spiegare al Sindaco che se non mollava un miliardo di dollari in contanti tutta Metropolis gli si vaporizzava sotto il culo ci hanno pensato altri ragazzi, che nemmeno lo sapevano di lavorare per Lex Luthor, pensa un po'... Nemmeno Al e Louie lo sapevano, pensavano di lavorare per me. Quando pensavano, che poi non è che gli capita troppo spesso. E all'altra Bomba, quella scoppiata nel deserto del Mojiave giusto per far vedere che non era un bluff, ci hanno pensato altri tizi ancora. A h già... A lla storiella del terremoto e dell'epidemia raccontati dal Governo ci avevi creduto pure te, vero? E pure che la Guardia Nazionale era mobilitata per quello, no? .... V i hanno presi in giro dici? Potevano sfollarvi? Ghghghgh... voialtri patrioti che il buon vecchio Zio Sam non è Babbo Natale non lo volete mai capire, vero? È per questo che finite sempre con le pezze al culo o stesi in una bella bara con le stelle & strisce sopra... Su, su, ora lascia perdere tuo fratello spappolato in Iraq da un obice saudita, beviti un altro whisky, e vedrai che la malinconia ti passa... Comunque, io stavo lì col mio detonatore e con Al e Louie, in questo bel cottage, a distanza di sicurezza. MOLTO di sicurezza, alla pelle ci tengo io. E Lex alle Bahamas. Solo io e lui sapevamo dove stava la bomba. E sapevamo che l'Omino Coglione d'Acciaio e tutta la sua combriccola avrebbero cominciato a romperci le uova nel paniere appena il Sindaco si sarebbe convinto che non stavamo scherzando. E io dovevo parlare con Lex capisci? Allora, avevo con me 'sto computer portatile. Pronto per la connessione in rete, modem, altri aggeggi... tutto sistemato in una valigetta. Un gioiellino. Me l'aveva consegnato tre giorni prima un tizio, un tipo strano dall'aria sempre sballata che sembra più un cane che un uomo. Lavora pure lui per Lex, solo che nessuno lo sa. Quando ha sentito come mi chiamavo ha fatto una faccia buffa. Come se ridesse sotto quei baffi radi che c'ha. "Joe Lamerz", sghignazzava, "Joe Lama", o qualcosa del genere... Bah. Non è igienico litigare con un altro che lavora per Lex prima di un colpo come quello, anche se è un fregnetto sballato che dice sempre "yuk yuk". Altrimenti quei dentoni che si ritrova mica li riportava a casa sani, te lo dico io. Lama a me? I lama sono bestiacce che sputano e puzzano, li ho visti allo Zoo una volta... E il qui presente Joe Lametta non sputa mai, quasi mai per lo meno, e spende 75 dollari al mese in acqua di colonia... Comunque, avevo con me questo computer, e l'ordine di accenderlo al cottage dopo aver piazzato la Bomba. Avrei trovato lì le istruzioni per tenermi in contatto con il capo. Per farla breve, lo apro, lo accendo, e il primo file che mi si apre automaticamente è:


 

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