Microfisica del potere

Le prigioni, la clinica, la follia, la psicoanalisi, i dispositivi di controllo e di disciplina legati al corpo sono al centro del pensiero di Michel Foucault che con Deleuze e Guattari ha completamente rinnovato il modo di pensare la soggettivita', il sapere, il potere. "Non si e' radicali perche' si e' pronunciata qualche parola, no, la radicalita' e' fisica, la radicalita' e' quella dell'esistenza."

"Forse ai nostri giorni l'obiettivo non e' quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo." "La conclusione sarebbe allora che il problema politico, sociale, etico, filosofico dei nostri giorni non e' quello di tentare di liberare l'individuo dallo Stato e dalle istituzioni statali, ma di tentare di liberarci sia dallo Stato sia dal tipo di individualizzazione che e' legata allo Stato. Dobbiamo promuovere nuove forme di soggettivita' rifiutando il tipo di individualita' che ci e' stato imposto per tanti secoli." Foucault e' stato anche protagonista e interprete dei nuovi movimenti.

"Non basta dire che queste sono lotte anti-autoritarie, dobbiamo tentare di definire con maggiore precisione cio' che hanno in comune.

  1. Sono lotte "trasversali", non sono cioe' limitate a un solo paese.

  2. L'obiettivo in queste lotte riguarda gli effetti di potere in quanto tali. Ad esempio, la professione medica non viene criticata principalmente perche' e' un interesse economico, ma perche' esercita un potere incontrollato sui corpi delle persone, sulla loro salute, sulla loro vita e sulla loro morte.

  3. Queste sono lotte 'immediate' per due ragioni. Con queste lotte si criticano gli aspetti del potere che le sono piu' vicini, quelli che esercitano la loro azione sugli individui. Non cercano il 'nemico principale', ma il nemico immediato.

  4. Sono lotte che mettono in discussione la condizione dell'individuo: da una parte affermano il diritto a essere diversi e sottolineano tutto cio' che rende gli individui veramente individuali. Dall'altra, attaccano tutto cio' che isola l'individuo, rompe i suoi legami con gli altri, spezza la vita comunitaria, richiude l'individuo in se stesso e lo vincola alla propria identita' in modo forzato. Queste lotte non sono propriamente a favore o contro 'l'individuo', ma sono piuttosto contro il 'governo dell'individualizzazione'.

  5. Sono contro gli effetti di potere legati al sapere, alla competenza e alla qualificazione: sono lotte contro i privilegi del sapere.

  6. Infine, tutte queste lotte di oggi ruotano intorno al problema: chi siamo? Sono un rifiuto delle astrazioni, della violenza di Stato economica e ideologica che ignora chi siamo individualmente e sono un rifiuto dell'inquisizione scientifica o amministrativa che determina chi siamo. In breve, l'obiettivo principale di queste lotte, non e' tanto attaccare 'questa o quella' istituzione di potere o gruppo o e'lite o classe, ma piuttosto una tecnica, una forma di potere. Questa forma di potere e' rivolta alla immediata vita quotidiana che categorizza l'individuo, lo segna nella sua individualita', lo fissa alla sua identita', gli impone una legge di verita' che egli deve riconoscere e che gli altri devono riconoscere in lui."
(Archivio Foucault, Perche' studiare il potere: la questione del soggetto, Feltrinelli)