Un complimento per tutti quelli che hanno partecipato al social forum:
BRAVI!
Ve ne siete stati chiusi dentro quel baraccone in un casino infernale, senza capire niente di quello che facevano gli altri e senza farvi capire voi. “Con i piedi dentro e la testa fuori”, “partecipiamo in modo critico”, “il social forum fa schifo, lo so, ma dobbiamo farci sentire”…E allora perché diavolo ci partecipate? Ipocriti!
Un ringraziamento speciale anche alla CGIL e al suo servizio d’ordine sbirresco. Evidentemente la polizia non va di moda solo a destra, eh? Manco se ne parla più delle tematiche, l’obiettivo del SF è stato la sua realizzazione, il fine della manifestazione è stato la manifestazione. Tutto fine a se stesso. “Non disturbate la festa” ci si sente dire. Ma quale cazzo di festa? E’ o non è una protesta?
Noi, come anarchici, riluttanti a ogni ingabbiamento, pratica invece nota ai vari social forum, specialmente quelli italiani, siamo stati gli unici in tutta Firenze a fare qualcosa di completamente estraneo e, anzi, in contrasto con il social forum. E tutto è andato bene, nonostante tutti, e sottolineamo TUTTI, sbirri, partiti, giornalisti e forumisti, volessero casini da addossarci. Mi spiace, vi è andata male. In compenso, state bene attenti voi a mettervi nel mezzo, capiterà anche voi prima o poi di trovarvi nel momento sbagliato al posto sbagliato, e allora non basteranno le vostre bastardate a fermare la nostra rabbia sorda.
Da mesi, prima di arrivare a questi giorni, i giornali hanno pompato e ripompato sui vari pericoli che avrebbe potuto portare questo baraccone fiorentino, rappresentati soprattutto dall'azione degli anarchici. Senza stare a dilungarsi sulle fin troppo ovvie montature giornalistiche della vigilia dell'evento (mediatico), raccontiamo ciò che abbiamo fatto in questi giorni. La mattina del 7/11 abbiamo presidiato l'entrata della tomba etrusca presso il parco de "La Montagnola", in località Quinto Basso, vicino Sesto. Qui tra poco ci passeranno sopra i treni ad alta velocità, spazzando via tutto. Arriviamo lì e ci troviamo come al solito due o tre giornalisti e qualche digossino più in disparte che ci fotografa e ci filma. Uno dei nostri striscioni recitava "A Bayam i talebani, a La Montagnola gli italiani. Diverse le ideologie, stesso il disprezzo per il passato e la diversità". Man mano che passa il tempo arrivano sempre più giornalisti, noi in quindici e loro in trenta, e siamo costretti a coprirci il volto e a chiedere di non farci fotografare. Facciamo un blocco del traffico, scambiando due parole con gli automobilisti, durato esattamente due minuti e trentasette secondi (lo sappiamo dopo averlo letto su La Nazione). Al momento di andarsene, dei ragazzi vengono seguiti continuamente dalla DIGOS e sono costretti ad un escamotage per potersene andare in macchina.
Ed arriviamo all'iniziativa "di chi fa più paura", come si è letto sui giornali. Nella mattinata, intanto, mentre la maggior parte di noi era al presidio, arriviano carabinieri che da fuori fanno foto del posto (e che dicono: "Chiamiamo il 112. Perchè tocca a noi?" Ma non sono loro il 112???). Poi arrivano i giornalisti a stressare,e alcuni di loro si prendono anche una bella rinfrescatina di acqua caduta dalle finestre. Dovremmo prendere la piazza del Porcellino ("Blitz degli anarchici al Porcellino", come riportato da La Stampa di Torino), e proiettare un video su Genova sull'azione dei Black Blocks, con seguente dibattito ("il manuale per aspiranti tute nere" - Panorama). "Non tollereremo chi pratica azione diretta, e nemmeno chi ne parla" aveva detto il nostro strenuo preffetto Serra, che il giorno prima si era intrattenuto in una improvvisata conferenza stampa coi giornalisti accorsi a spiare il circolo. Non c'è stato problema di intolleranza, dato che mancavano sia video sia proiettore. Il problema piuttosto consisteva nel fatto che sapevamo da pochissimi giorni che, casualmente, la piazza era già presa da un gruppo di ballerini o roba del genere. Infatti, non c'era neanche un uniforme. Tacito accordo a prendere la piazza, no? O, detta meglio, ci avevano teso il trappolone. Come fossimo arrivati lì, ci avrebbero caricato come loro solito. Decidiamo allora di "ripiegare" sotto i portici di via Pellicceria, praticamente sotto al circolo anarchico. Scendiamo e ci mettiamo lì. Davanti a noi, una cinquantina di persone, equamente divisi tra digossini e giornalisti. Sbraitiamo per allontanare questi pennivendoli del cazzo, e un ragazzo ne insegue uno per pochi metri, il giornalista cade, poi il ragazzo si tranquillizza, anche grazie all'intervento di alcuni compagni. Secondo diversi giornali, ha preso qualche sberla ed è stato difeso dagli strenui digossini. Dopo una mezz'oretta, la maggior parte dei giornalisti se ne va, avendo visto sfumare la possibilità dei loro 15 minuti di gloria. Il nostro festino prosegue indisturbato fino alle una circa, quando decidiamo di andare a nanna, data la stanchezza accumulata in questi giorni per preparare queste iniziative.
E arriviamo a venerdì. Presidio al carcere di Sollicciano, a Scandicci, fuori Firenze. Arriviamo alla spicciolata, e ci troviamo davanti troppi giornalisti, che vengono allontanati subito, e non osano più riavvicinarsi, limitandosi a fare i loro filmini del cazzo da lontano. Noi, circa un centinaio, portiamo i nostri striscioni e ci mettiamo ad urlare le nostre idee e la nostra rabbia. I detenuti rispondono subito, sgolandosi fino allo sfinimento, pur di farsi sentire da noi. Un momento molto bello. Urliamo "liberi tutti", "fuoco alle galere", e cose del genere, insieme ai detenuti, che gradirebbero la compagnia del primo ministro, ci salutano, ci applaudono e fanno casino con noi. Facciamo un po' di confusione, e, poi, tentiamo di andare verso il viale principale, e lasciamo a malincuore i detenuti. Bene o male, sono loro a stare dentro la gabbia più stretta, noi siamo in quella più larga. Arrivati alla strada, blocchiamo il traffico facendo volantinaggio e cercando di far capire che perdere due minuti per andare a farsi schiavizzare in fabbrica non è niente, di fronte alla gente che perde i mesi, gli anni, la vita intera dentro una topaia piccola e sudicia, con la sola compagnia occasionale dei manganelli dei secondini. Alcuni automobilisti si mostrano solidali, altri sclerano. Uno stronzo, quando facciamo scorrere le macchine sensa ausilio del semaforo, parte a razzo e rischia di metter sotto diverse persone, al che un ragazzo gli tira una pedata rompendogli la freccia. "Black block devastano auto a Scandicci" titolo de La Repubblica di domani. Dopo una ventina di minuti, decidiamo di abbandonare la strada, dato che i vigili urbani hanno deciso di darci una mano bloccando il traffico un po' più distante. Chissà se avranno anche volantinato? Tornati al carcere, ci sbrachiamo per un po' sul prato, continuando la comunicazione a distanza coi detenuti. Quando andiamo via, occupiamo il nostro anarco-bus numero 26 e ce ne torniamo in città. Ognuno per i cazzi suoi, e ci vediamo stasera. Al Porcellino, stavolta.
Venerdì sera scorre tutto liscio. In ritardo cronico come spesso purtroppo in questo genere di cose, parte il nostro spettacolino teatrale, incentrato sulla ridicolezza della rappresentazione mediatica del Black Block. Sotto le incessanti foto di giornalisti, ormai impossibili anche solo da individuare, il festino prosegue con musica, cena di mezzanotte a base di pasta iperpiccante e quantità abbondanti di vino (“da stendere un toro” – La Nazione). Sbaracchiamo e andiamo a riposarci, sempre più distrutti, per il presidio dell’indomani mattina davanti all’”odiata Menarini”.
Sabato mattina, arriviamo alle undici precise, una ventina di persone, e ci troviamo subito un giornalista con la sua telecamerina sottobraccio che ci riprende da lontano. Arriviamo lì e lo scacciamo senza tanti convenevoli. Nel giro di mezz’ora arriva un centinaio di persone. Atmosfera alienante: strade deserte (avevano rimosso perfino biciclette e motorini!), gli sbirri erano più di noi, nessuno che passava per la strada ( e quei pochi, chissà perché, avevano una strana fretta nervosa), e i soliti pennivendoli pronti allo scoop. Ce ne stiamo un po’ lì, poi i due di prima ritornano alla carica. Una, due volte. Ci incazziamo, e gli gettiamo addosso simbolicamente un po’ di verdura, per ribadire la loro voracità. “Bravi” – ci dicono – “E’ uno spreco”. Eh no, era roba raccattata al mercato della frutta che stava per esser butatta via. Ma continuano a star lì, ci vogliono 5 minuti di urla per farli sloggiare. Capito che aria tira (di provocazione, ormai non sapevano più che inventarsi, poverini), decidiamo di menare le tolle. Per la strada ci mettiamo a far qualche innocente coretto e ci sciogliamo definitivamente dopo il cavalcavia su cui doveva passare il corteo. Alcuni se ne vanno al circolo, altri a farsi i cazzi loro, altri pian piano si dirigono in direzione street parade, pardon, manifestazione di protesta. Nel frattempo arrivano vecchine che coraggiosamente si gettano in mezzo a questo nutrito manipolo di giovani incazzati e incappucciati e infama “perché incutete timore!”. Poi arriva una macchina della RAI cui immancabilmente viene scritto sopra e fermata per un po’. Nessuna tensione, era tranquillo anche il conducente, anche se un po’ sfavato.
Poi, un gruppetto di 6-7 ragazzi arriva in piazza Beccaria vestiti di nero e ancora a viso coperto, proprio nel momento in cui stava arrivando la testa del corteo. Davanti all’imponente orda di barbari il corteo viene diviso in due. Gli strenui cittadini, improvvisati sbirri, iniziano a urlare “Bastardi fascisti criminali non vi vogliamo andare a fare in culo” e altre amenità del genere. I malcapitati provano a spiegarsi dicendo che semplicemente non gli è gradito farsi fotografare, e allora questi stronzoni continuano ad avvicinarsi e a fare ancora più foto. Non sentendosi benvenuti, il manipolo di “emuli locali dei Black Block”, come riportato su qualche giornale, continua a risalire, ma due camionette intere di poliziotti (quelli pagati) si svuotano e bloccano loro il cammino, spingendoli in una stradina perpendicolare. Incredibile. Gli sbirri che cercano di salvarci! E’ commovente!
Poco dopo, un altro gruppetto di una decina di ragazzi, vestiti di nero, sostavano a viso scoperto in piazza della Libertà. A un chilometro di distanza si è visto gente correre dicendo alla radio “ un gruppo di black block?arriviamo subito!”).
Durante il party (ops, corteo di protesta), qualcuno getta un mattone su una vetrina della Cariplo. Gli armadi semoventi della CGIL ci si gettano a pesce e rendono innocuo il provocatore, e si prendono anche di sbirri di merda. Che infamia!
In poche parole, la buon vecchia tradizione stalinista italiana, è sempre viva e vegeta.
GLI ANARCHICI A FIRENZE?
CI SARANNO, ECCOME!
Gli anarchici riuniti in Vicolo del Panico 2 a Firenze il 20/9/2002, dopo un dibattito durato dei mesi riguardo all'appuntamento del Social Forum Europeo, hanno deciso di fare delle iniziative che chiariscono e si differenziano dai vari Social Forum e dalle loro tematiche. Pertanto le nostre iniziative si caratterizzeranno con i nostri contenuti anarchici. Nello specifico:
Giovedì 7/11 - video, testimonianze dirette di compagni/e sulle pratiche di azione diretta messe in atto da molti manifestanti anarchici, tra cui i Black Blocks.
Venerdì 8/11 - in mattinata, presidio davanti alcarcere di Sollicciano, a Scandicci; nel pomeriggio e serata, performance teatrali e concerti.
Sabato 9/11 - in mattinata, presidio davanti alla Menarini, multinazionale farmaceutica implicata in ricerche sulle biotecnologie; in serata musica dal vivo.
Le iniziative con luogo non specificato verranno realizzate in una piazza nel centro di Firenze.
Seguiranno eventuali comunicati più specifici in merito.
Ovviamente, tutte le iniziative sono integrabili con quanti condividano questo percorso.
In ultimo, il processo e il relativo presidio previsti per il 6/11 sono stati rimandati a Marzo.
Paranoia Social Forum
Mentre i "portavoce" dei movimenti fanno di tutto per pararsi il culo in vista del SF, allontanandosi preventivamente da quanto di non pacifico potrebbe accadere, la stampa ci mette tutto l'impegno possibile, col solito terrorismo mediatico, per far crescere la tensione.
Così, abbiamo falsi allarmi bomba, città nel panico per il fantomatico arrivo di 400 BB olandesi, e un simpaticissimo articoletto uscito su Panorama , che ci fa grandiosa pubblicità. Nel parlare delle realtà "antagoniste" fuori dal SF, scrivono boiate pazzesche su centri sociali, case occupate che diventano squat, BR pronte all'attacco, insurrezionalisti che devasteranno tutto, e anche due righe sul circolo:"Alle riunioni del giovedì sera del Movimento anarchico fiorentino (con sede in un eloquente vicolo del Panico) partecipano una ventina di ragazzi. La diffidenza è estrema, i giornalisti devono mostrare documenti e vantare referenze. In terra, uno striscione nero con l'inizio di una scritta in vernice bianca: parla di compagni morti. Qui il dibattito è aperto tra chi vorrebbe partecipare al Social forum e chi invece vuole restarne fuori".
Gentilissima pubblicità, peraltro non richiesta. La realtà dei fatti è: una sera arriva un giornalista (che dice di essere de "la Nazione"), ci chiede che abbiamo intenzione di fare per il SF, noi (eravamo in 5-6, magari fossimo sempre in 20) gli abbiamo chiesto prima di tutto delle referenze (non i documenti, non siamo caramba), e se avevamo delle conoscenze in comune.
LEGGI I VOLANTINI DELLE INIZIATIVE
E ci risiamo. A due settimane dall'altro articolo, Panorama esce con una bellissima copertina che ritrae una statua con casco, benda e A cerchiata sul braccio sinistro. Gli articoli all'interno parlano di devastazioni, decine, centinaia di Black Block che stanno per sbarcare a Firenze. Confortante anche la notizia di 20 cecchini che in quei giorni presidieranno firenze.
Su La Nazione, invece, riportano per intero il nostro programma e commentano perfino i disegni, facendo poi un ampio servizio sulla Menarini, con tanto di intervista al presidente e agli operai, che difendono strenuamente il loro posto di lavoro dagli anarchici brutti e cattivi, tanto che organizzeranno un contro-presidio d'accordo con i sindacati!!!! Viva il lavoro!!!Abbasso il pianeta!!!