Per altre informazioni su Camenisch: http://www.freecamenisch.net/
(ci
sono diversi testi tradotti da Marco)
Volantino distribuito durante il presidio in sua
solidarietà a Firenze il 2/1/2003
_____________________________________________________________________
31/03/03
Ieri Marco è stato trasferito di nuovo nel supercarcere di
Pfäffikon. Il regime di detenzione è lo stesso come prima dello sciopero. Cioè
restrizioni e controlli della posta e visite, vetro divisorio, isolamento etc.
etc. come allora dettata dalla procuratrice Wiederkehr. A ordinarlo è stato
invece la procura generale, cioè il procuratore Weder, lo stesso che
ultimamente si era espresso positivamente sulla questione violenza come metodo
in certe interogazioni da parte degli sbirri! Questo discorso suo non era stato
fatto a proposito di Marco.
Ovvio che Marco e non solo lui è incazatissimo e solidarietà è un'arma
Soccorso Rosso/Revolutionärer Aufbau
_____________________________________________________________________________
6/02/03
E'
giunta conferma del trasferimento di Marco nel carcere di Chur.Il viaggio e
l'arrivo sono stati caratterizzati da un clima piuttosto umano. Domani, allo
scadere dei 20 giorni, Marco interromperà lo sciopero della fame come
stabilito. Il miglioramento delle condizioni di detenzione lo ha indotto ha non
proseguire ulteriormente lo sciopero.
Questo il nuovo indirizzo per scrivere a Marco:
Marco Camenisch
Sennhofstrasse, 17
7000 Chur (CH)
Svizzera
_______________________________________________________________________________
Aggiornamenti del 3/2/2003 sulla situazione di
Marco
La condizione fisica di Marco è discreta, anche se le conseguenze dello sciopero
della fame intrapreso in data 18/1/03 si fanno sentire. In tredici giorni (dal
18/1 al 30/1) Marco ha perso 5 Kg. Il suo peso attuale è di 55 Kg.
Marco intende proseguire lo sciopero della fame sino al 7/2, data in qui
saranno passati 20 giorni dal suo inizio. Un'ulteriore estensione del periodo
di sciopero della fame è subordinata alle condizioni di vita e al trattamento
che gli saranno riservati nel carcere di Chur/Coira (Canton dei Grigioni), dove
dovrebbe essere stato trasferito proprio oggi (4/2/2003).
Manuela ci comunica che Marco, nonostante visibilmente affaticato, le è parso
tranquillo e felice per il calore e le energie profuse dai compagni e le
compagne che sostengono la sua lotta in tutta Europa e in Sud America.
Il nuovo trasferimento nel carcere di Chur, sulla cui struttura non circolano
buone voci, ha gettato Marco nello sconforto. In primo luogo perché a Pfaffikon
i rapporti umani erano decisamente migliori rispetto al clima e agli
atteggiamenti nazisti subiti al Thorberg. In secondo luogo perché questo
ennesimo trasferimento ripropone in maniera eclatante il problema del
disinteresse delle autorità medico-carcerarie nei confronti del suo stato di
salute.
Anche in un paese come l'Italia, che non brilla certo per la sua sensibilità verso
il rispetto dei diritti umani dei prigionieri, un qualsiasi detenuto in
sciopero della fame da più giorni non sarebbe stato sottoposto allo
stress di un ennesimo trasferimento e avrebbe ricevuto maggiori attenzioni
mediche.
Complimenti alle autorità svizzere!
________________________________________________________________________________
Marco è stato di nuovo trasferito a Pfaffikon, dove si trovava prima del trasferimento al Thorberg. Il primo dell’anno ha scritto questo comunicato spiegando le motivazioni del suo sciopero della fame.
DAL LAGER DI PFAFFIKON ALLA FORTEZZA DI THORBERG
Marco Camenisch
e' stato trasferito giovedi' 12 dicembre scorso nel carcere-fortezza di Thorberg,
a pochi chilometri da Berna.
La buona
organizzazione dei compagni/e svizzeri/e ha permesso che la prevista iniziativa
del 14 davanti al carcere si svolgesse ugualmente. E cosi' sabato 14 una decina
di compagni/e provenienti dalla toscana si e' ritrovata con un centinaio di
compagni/e a Zurigo e, con 2 pullman, e' stato raggiunto il carcere dove adesso
Marco si trova prigioniero.
Thorberg e' una prigione 'normale' con un braccio speciale, con condizioni di detenzione molto dure, in una zona difficile da raggiungere anche con i mezzi pubblici, arroccata in cima ad una collina, alla fine dell'unica strada che attraversa il paesino. Alla richiesta di Marco di un trasferimento nel carcere di Lugano, vicino alla famiglia e 'facilmente' raggiungibile dalla sua compagna, l'autorita' svizzera ha risposto con una nuova destinazione carceraria che assume sempre piu' (qualora fosse possibile) i caratteri dell'infame persecuzione, aggiungendo all'isolamento che e' proprio di ogni carcere, anche l'isolamento della struttura. Questo trasferimento coincide con la fine dell'istruttoria, dobbiamo quindi attenderci il processo previsto per la fine dell'anno prossimo.
Nonostante il gelo (della temperatura e del luogo) i
compagni/e hanno cercato di far sentire tutta la loro calorosa solidarieta' a
Marco, improvvisando un corteo per raggiungere la prigione con alcuni
striscioni tra i quali uno con scritto "Lottare per la liberta' di tutti,
per una societa' senza galere" e davanti all'entrata del carcere con
slogan, interventi, musica e affidandosi a numerosi botti e fuochi d'artificio
che sicuramente hanno raggiunto Marco e gli altri prigionieri, vanificando il
tentativo di isolarlo dalla rete solidale e affettiva di compagni/e che, da
sempre, cerca di essergli vicino. Tra i diversi interventi due sono stati fatti
da compagni italiani, uno sulle condizioni generali di Marco e uno che
riportiamo di seguito: "Ciao marco, ti portiamo i saluti della tua tribu'.
Nessuna galera,
nessuna frontiera, nessun ritorno (come Marco chiama la giudice Wiederkher)
sara' mai abbastanza forte da soffocare i sentimenti, gli affetti, l'amore, la
rabbia, il sogno della tua liberta', il sogno di un mondo senza galere e senza
padroni. Sei ancora prigioniero perche' non vuoi svendere la tua identita', per
la tua coerenza, per la tua dignita' di uomo. Stai pagando il prezzo durissimo
che in tutte le galere del mondo stanno pagando i compagni e le compagne che
conservano, nonostante tutto, il coraggio di lottare contro lo sfruttamento
dell'uomo sull'uomo, sulla natura, sugli animali. Come ieri a Novara e a
Biella, oggi siamo qui e ti seguiremo dove andrai fino a quando sarai di nuovo
fra noi, libero, a riprendere il tuo posto in mezzo a noi. Fino a che ci sara'
sfruttamento e oppressione ci sara' lotta, e alla repressione e alle carceri
risponderemo con lotta e la solidarieta'.
Un abbraccio
fortissimo e una bacio a te, ai compagni/e in carcere a Marassi, in Italia,
dove in questo momento stanno solidarizzando altri compagni/e con una
manifestazione e a tutti i ribelli rinchiusi nelle galere del mondo intero.
Liberta' per
tutti e per tutte, fuoco alle galere
Il nuovo indirizzo di Marco e':
Marco Camenisch
Kant. Strafanstalt
Switzerland
____________________________________________________________________________________________________________
Marco Camenisch e lo sciopero della fame
Il Soccorso Rosso della
Svizzera c'informa che la situazione del compagno Marco Camenisch, dopo il
trasferimento nel carcere di Thorberg, è peggiorata. Marco continua ad essere
in isolamento, non ha i suoi vestiti ed è obbligato ad indossare i vestiti -già
utilizzati dagli altri detenuti- che gli passa il carcere. Inoltre si tratta
d'indumenti leggeri, ciò impedisce che il nostro compagno possa sfruttare
dell'ora d'aria. Non può avere pubblicazioni politiche, non può avere libri;
mentre continua la censura della corrispondenza.
Può avere colloqui solo
attraverso il doppio vetro. Alla compagna, prima del colloquio, hanno fatto le
radiografie alle scarpe e alla giacca che indossava.
Marco ha già annunciato di
iniziare uno sciopero della fame, se la situazione non migliorerà, a partire
dai primi giorni di gennaio.
Per questo il Soccorso Rosso (www.aufabau.org) ci chiede di valutare una mobilizzazione
internazionale, nel caso Marco inizi lo sciopero. In particolare c'è già una
data in cui esprimere la nostra solidarietà, ed è quella del 17-18 gennaio,
quando in Svizzera si terrà il WEF (forum economico mondiale)
________________________________________________________________________________________________________
Comunicato di
Marco Camenisch
Ancora una volta, sebbene non
lo farò mai abbastanza, saluto e abbraccio ognuno di voi.
Sono veramente toccato e
commosso dalle vostre innumerevoli iniziative di solidarietà e dal vostro
prezioso impegno in appoggio a noi prigionieri politici e sociali, dal vostro
chiaro e coraggioso schierarvi per una resistenza radicale, anche perché il
vostro impegno dà la forza a noi prigionieri di resistere. Queste iniziative
sono importanti perché rappresentano il segno della forza e della vitalità
della nostra resistenza solidale, perché riportano noi, prigionieri per aver
resistito, fra voi che siete tanti, uguali e particolari allo stesso tempo;
perché ci riportano fra voi al di là dei muri, delle catene e dei recinti che
ci dividono. Queste importanti iniziative ci riportano fra voi per combattere
insieme le ancora più importanti battaglie di resistenza che ci troviamo
quotidianamente ad affrontare, contro la guerra, contro l'occupazione e la
conquista, contro il genocidio, contro il sessismo, il razzismo e la xenofobia,
contro lo sfruttamento e lo smantellamento dello stato sociale, contro la
distruzione dell'ambiente, contro il WEF a Davos (e in qualunque altro posto) a
cui hanno preso parte assassini e assassine con l'aureola, solo per citarne
alcune. Queste battaglie devono essere condotte in maniera radicale, altrimenti
non stiamo più facendo resistenza, altrimenti finiamo coll'essere aiutanti e
complici di insaziabili sfruttatori, violenti, distruttori, veri estremisti
fautori del patriarcato, del militarismo, dell'industrialismo e del
capitalismo, il cui unico scopo è il bisogno di dominio.
Vi abbraccio nuovamente,
abbraccio ognuno di voi.
Ci siamo, e finché siamo uniti
siamo forti!
Marco, Pfaeffikon, inizio
dicembre 2002