IN SOLIDARIETA' A TUTTI I RIBELLI COLPITI DALLA
REPRESSIONE TIFIAMO RIVOLTA.
La mattina tra il 4 e 5 dicembre scorso, quindi, l'operazione
comandata dalla digos di Genova tocca a Milano la casa occupata di via
Raimondi, l'appartamento di un compagno dell'area antifascista, la villa
occupata. Alla villa occupata viene effettuata l'ennesima perquisizione e
viene anche consegnato un avviso di garanzia, sempre in relazione ai fatti del
g8 ad una compagna a cui vengono anche sequestrati una maglietta e due
videocassette.
Perquosizione di tutti i locali anche presso la casa di via Raimondi dove
vengono arrestati Marina e Vincenzo, immediatamente tradotti nelle carceri di
Genova.
Le accuse più pesanti sono quelle di trasporto di materiale esplodente,
saccheggio e devastazione, preferito dai pm al semplice danneggiamento perchè
permetterebbe di applicare una pena più severa, relativamente ai fatti di
genova del giovedì e del venerdì (assalto al carcere, saccheggio del
supermercato), le prove starebbero in una serie di foto e in un cd rom.
Anche l'abitazione di un altro compagno viene perquisita per il suo legame di
amicizia con Marina e Vincenzo e indicato quale anello di congiunzione tra
l'ambiente anarchico e quello comunista antifascista di Milano.
E un periodo in cui si devono mettere a posto i conti dell'anno passato e si
devono riconoscere i "veri colpevoli dei disordini di Genova":
tra i disobbedienti del sud incarcerati con accuse di reati associativi e
rilasciati perchè non sarebbero altro che reati di idee, Placanica graziato da
coloro che gli hanno ordinato di sparare e a ruota l'archiviazione per gli
sbirri della manifestazione dell'Ocse di Napoli, la magistratura non può più
certo suscitare dubbi di correttezza e legalità in chi di correttezza e
legalità ne chiede a piene mani.
Durante le perquisizioni vengono anche notificati due decreti di espulsione di
dieci anni dall'Italia, uno a una donna brasiliana con regolare lavoro e
l'altro ad un ragazzo americano; un ospite di passaggio che non portava sul suo
passaporto il timbro di ingresso della dogana. Dalla questura il ragazzo
americano viene subito portato al centro di detenzione di via Corelli ed
espulso dopo una settimana sulla base di una finta dichiarazione, a lui
incomprensibile dato che era scritta in italiano, fattagli firmare dagli sbirri
e che recava una finta data di ingresso nel paese. Nel tardo pomeriggio
dello stesso giorno un presidio spontaneo in piazza fontana si trasforma in un
corteo non autorizzato
Se da un lato la solidarietà è stata più fredda di quanto ci si aspettasse, dei
nove arrestati, la macchina repressiva ha incominciato ad accanirsi in special
modo con Marina, Vincenzo, Funaro, Puglisi e Cuccomarino. Sabato 14 dicembre si
svolgono a Genova due cortei, i pm useranno le scritte, gli slogan e un
volantino girato in solidarietà con marina e vincenzo nel corso del corteo
tenuto da anarchici, autonomia e gruppi non istituzionalizzati come prove del
loro essere leaders degli anarchici insurrezionalisti ( ormai si chiamano tutti
così) e organizzatori di conseguenza anche della solidarietà fatta da fuori nei
loro confronti.
Sulla base di queste prove aggiunte ai soliti sospetti di reiterazione del
reato, fuga e inquinamento delle prove, la settimana successivamente al corteo
il GIP rifiuta gli arresti domiciliari. tre giorno di fervente delirio
questurino (date anche le due simpatiche sorprese esplosegli dietro le orecchie
prima del corteo si riversano sulle pagine dei quotidiani, vengono tirati in
ballo dalla loro partecipazione a iniziative dell'area anarchica dal '97 ad
oggi, a solidarietà internazionale, dai legami col terrorismo basco alla loro
figura di eroi e martiri dell'anarchia perchè si rifiutano di parlare con i
giudici e il pm, il giornale la repubblica si distingue in particolar modo
uscendo con interi paginoni pieni di teoremi sicuri in cui mancano soltanto i
nomi, ma che inevitabilmente si concludono co un "non ci stamocapendo un
cazzo".
E' in questo scenario che Marina e Vincenzo decidono di presentarsi
all'interrogatorio richiesto inizialmente dal pm per il 28/12 poi fissato per
il 4/01/03. Davanti al giudice Marina e Vincenzo hanno rivendicato il
loro essere anarchici e l'aver preso parte alle giornate del g8 di Genova come
momento di lotta anticapitalista e che avrebbero eventualmente risposto solo ed
unicamente a domande riguardanti loro e nessun altro.
Attualmente Marina e Vincenzo sono ancora rinchiusi, i colloqui gli sono
concessi solo con i familiari, ma per il momento non hanno restrizioni sulla
posta. Dopo l'interrogatorio l'avvocato di Marina Ha avanzato domanda per
ottenere gli arresti domiciliari, anche questa è stata rifiutata e immediatamente
e stato anche innoltrato un appello per un altro tribunale per il riesame,
Vincenzo invece sta provando tramite la cassazione.
Per gli aiuti di natura economica è stato aperto un conto corente postale
apposito per loro due, altrimenti va benissimo il conto del cda.
Con la speranza di riabbracciarli presto, libertà per MARINA E VINCENZO,
Libertà per tutti i detenuti.
CON TUTTI I RIBELLI COLPITI DALLA REPRESSIONE E COMPLICITA' NELLA RIVOLTA
Per
inviare contributi in denaro per Marina e Vincenzo:
CCP 37626850
VINCENZO
VECCHI
MARINA CUGNASCHI
CC
MARASSI
CC PONTEDECIMO
PLE MARASSI
2
VIA CONI ZUGNA 31
16 139
GENOVA
16164 GENOVA