Come farsi una cultura senza troppa spesa

Inutile dire che i libri si prendono dove ci sono. ma è utile ribadire che i libri non si sottraggono alle biblioteche, posti dove vengono comprati per essere a disposizione della collettività: rubare in una biblio è sottrarre conoscenza. è impoverire la società. è rendere privato ciò che è pubblico. in sostanza è un atto fascista. invece prendere un libro in una libreria è sottrarlo alla sua mercificazione. evitiamo se possibile le librerie piccole e a conduzione semifamiliare, se si ha a disposizione una grande catena di distribuzione. inutile spiegarne i motivi.
Ma se si parla di grande distribuzione si parla di controlli automatici, dunque le porte magnetiche. questi sono dei dispositivi atti a rilevare il passaggio di corpi magnetici. possono essere regolate con vari criteri di sensibilità. nelle biblioteche in genere sono tarate in modo da risultare sensibilissime, di qui l'elevato numero di allarmi, spesso dovuti a piccole cariche magnetiche che nulla hanno a che fare coi libri. Ma in una biblio non ci si deve preoccupare di far fare "brutte figure" agli utenti...
Nelle librerie invece risultano spesso spente [come alla mondadori] o tarate solo per cosistenti passaggi magnetici [come da feltrinelli]. Questo è determinato dal fatto che ogni volta che un allarme suona, il cliente è spesso imbarazzato all'idea di fare una "pessima figura" pubblica, anche se è del tutto innocente. Se gli allarmi suonano a sproposito il cliente semplicemente smette di frequentare la libreria. Di conseguenza possono essere spente giacché la loro funzione deterrente è esercitata dalla loro stessa presenza fisica.
Ogni porta magnetica per legge dovrebbe avere all'esterno un cartello di avvertimento esplicito per i portatori di peace-maker, al cui passaggio devono essere spente per non interferire sullo stimolatore del battito cardiaco. Purtroppo la non presenza del cartello, se a volte significa che la macchina è sempre spenta, talora significa semplicemente che l'esercizio non è a norma con la 626 e quindi NON è un buon metodo di rilevazione per valutare la porta ai nostri fini...
Un metodo facile per determinare il livello di taratura di una porta magnetica consiste invece nell'entrare con un walkman acceso. Se nelle orecchie sentite un fischio fortissimo le porte stanno funzionando egregiamente. Col diminuire del sibilo diminuisce la "potenza" della macchina. Se non sentite nulla la porta è pressoché inservibile o spenta.
Le "strip" magnetiche (mimetizzate con delle striscioline di carta bianca incollate sui due lati) che si applicano all'interno dei libri sono di diversi formati. Quelle per i volumi destinati alle librerie sono semplicemente inserite -non incollate- tra le pagine, mentre nelle biblioteche vengono incollate e spesso in un certo numero per volume. Altra differenza è che nelle biblio le strip sono inserite e incollate in una multeplicità di luoghi -che non vi dirò nemmeno sotto tortura- mentre il massimo che potete incontrare in una libreria sono 2 strip per libro e tra le pagine. Ma la norma -al 99%- è una sola strip. Evitate i tomi con copertina rigida e dorsetto coprilegatura: potrebbero riservare comunque sorprese. Editori -per lo più stranieri- inseriscono in quarta di copertina dei chip magnetici quadrati dai quali non vi potete salvare: se li vedete cambiate oggetto dei desideri, o passate se sapete con certezza che la porta è spenta.
Inutile che tentiate di smagnetizzarli con un magnete: è inutile non conoscendo il valore di magnetizzazione iniziale, e poi comunque il passaggio tra le porte con una calamita in tasca fa scattare l'allarme. L'unica è sfogliare bene le pagine e togliere la strip. Se ne trovate due siete sicuri al 100% che non ce ne sono altre.
I commessi non possono frugarvi nella borsa. E' illegale. L'atteggiamento di sfida - "chiamate la polizia: io non mi faccio perquisire!" - è giusto da un punto di vista legale, ma fa insinuare dei sospetti. C'è il serio pericolo che chiamino davvero i pulotti. La mossa migliore, se nonostante tutti i consigli che avete letto sopra siete stati così polli o sfigati da farvi beccare dall'allarme, è quello di fare il sorpreso, allargate le braccia, siate increduli, sorridete. Se poi avrete avuto l'accortezza di: comprare davvero un libro -magari a poco prezzo- e di avere con voi una borsa piena di altri libri usati e fazzoletti, preservativi (anche usati) e un bordello indescrivibile di oggetti, allora anche in questo caso la farete franca: non c'è commesso al mondo che sia così carogna da frugare davvero in una borsa-sukh aperta sotto il naso che presenta un ammasso di oggettistica personale tutta potenzialmente magnetica (telefonini, walkman, cavi elettrici, circuiti prestampati, etc.).
Ideale avere una bella cicatrice sul braccio: basta spiegare che si ha una placca metallica dentro di sé e il gioco è fatto. Certo che, se l'allarme suona, anche se la sfangate, per un po' è meglio che cambiate esercizio commerciale in cui attingete le vostre letture preferite. In genere un po' di furti sono messi in conto e le grandi catene non se ne preoccupano e i commessi men che meno (mica è roba loro). Ma se iniziate a prelevare uno alla volta dei grossi tomi di enciclopedia (quelli da 100 euro l'uno) e arrivate in ordine alfabetico al tomo Rev-Soz, be', aspettatevi che ci sia qualcuno che vi sta aspettando al varco. Lo dico perché è già successo (e il "prelevante" era un prof!).
Detto questo sapete tutto quello che di teorico c'è da sapere. poi spetta al vostro acume, capacità di reazione, capacità di analisi e pianificazione. Anche prendere un libro gratis non è mica un'azione che non abbia la sua filosofia. necessita comunque di una raccolta preventiva di informazioni (ad esempio gli orari in cui ci sono meno commessi - in genere la pausa pranzo in quelli a "orario continuato" è ottima - o quelli in cui c'è più pubblico).
Insomma, non mi rimane che augurarvi buone letture!