La macchina della verità ha fatto il suo tempo,
ora si punta a strumenti più moderni
Nuove armi contro i bugiardi
"Ecco come li scopriremo"
di CLAUDIA DI GIORGIO
ROMA - Sarà il "calore" degli occhi a tradire i bugiardi? L'ultima novità in fatto di macchinari per smascherare furfanti ed impostori è una speciale telecamera che scatta "immagini termiche" del viso. A realizzarla è stato un gruppo di ingegneri ed endocrinologi americani, basatisi sulla teoria che mentire scatena un improvviso afflusso di sangue in alcune parti del volto, specialmente vicino agli occhi. Un afflusso troppo leggero perché il rossore sia percepibile alla vista, ma che la telecamera riesce a cogliere grazie alla sua sensibilità al calore.
La percentuale di successi del macchinario per ora non è eccezionale: nei test di identificazione dei bugiardi la lettura termica del volto ha dato più o meno gli stessi risultati del poligrafo, la tradizionale macchina della verità (8 su 12), anche se è andata un po' meglio quando si è trattato di scoprire i sinceri (11 su 12). I suoi ideatori però sono convinti che, con un po' di perfezionamento, il loro metodo sarà l'ideale per i controlli di massa, perché l'esame è veloce e non richiede personale addestrato. Perfetto, insomma, per controllare gli ingressi di un edificio o gli imbarchi in aeroporto, dove l'obiettivo è isolare i sospetti e non amministrare la giustizia. Per avere una macchina capace di distinguere con assoluta certezza tra verità e menzogna bisognerà invece aspettare ancora un po'.
Ma non moltissimo: grazie al computer, l'armamentario dei "cacciatori di verità" si sta popolando di nuovi strumenti. Gran parte di essi sono simili al poligrafo (che ormai è diventato digitale anche lui), in quanto non individuano la bugia di per sé, ma analizzano le alterazioni fisiologiche legate alla menzogna. Mentire, infatti, determina uno stato di nervosismo che modifica dati vitali come il battito cardiaco o il ritmo di respirazione.
Le bugie possono provocare alterazioni impercettibili anche nella voce, sulle cui variazioni di modulazione indagano gli "analizzatori di stress vocale". Il più noto e diffuso è il Cvsa (computer voice stress analyzer), che registra i "microtremori" della voce, e che secondo l'azienda della Florida che lo promuove è utilizzato da più di mille agenzie di polizia. Sugli analizzatori vocali pesa tuttavia il caso Lewinsky: quando Bill Clinton dichiarò alla nazione di non aver avuto rapporti sessuali con la stagista, la ditta produttrice si precipitò a raccontare alla stampa che secondo i loro strumenti stava dicendo la verità. Maggiori speranze si ripongono nell'uso del computer per scoprire i segnali involontari che il bugiardo trasmette con l'espressione del viso.
Lo psicologo californiano Paul Ekman ha catalogato migliaia di videoregistrazioni di volti, scoprendo, tra l'altro, che se un sorriso non è sincero i muscoli si contraggono in modo diverso, determinando un'asimmetria tra la parte sinistra e la destra del viso. Seguendo la sua strada, una giovane neuroscienziata, Marian Bartlett, sta realizzando un software che scompone l'immagine del viso in parti piccolissime, studiandole una per una in modo da scoprire quali muscoli si stanno muovendo, ed è già riuscita a raggiungere un 75% di successi.
Secondo gli esperti, la potenza di calcolo dei nuovi microprocessori e il perfezionamento del software porteranno l'attendibilità di questa tecnica al 99 percento entro pochi anni.
(9 agosto 2002)