Ecco un esempio di grandioso giornalismo: ci si può vedere come gli esercizi di stile proposti agli inziati di questa splendida arte della mistificazione siano effittivamente utili. In 300 parole il pennivendolo di turno è riuscito a comprimere in un unico guazzabuglio caotico un insieme impressionante di sigle, nomi, luoghi, azioni, fornendo però un unico "referente": Vicolo del Panico. Grazie ancora per il grande interesse che manifestate nei nostri confronti da qualche mese a questa parte!

 

 

Tratto da La Nazione 19/12/2002

IL PARTITO BASCO HA LEGAMI IN CITTÀ

 

La campagna dell'Eta passa anche da Firenze. E non a caso. Frequenti rapporti tra il capoluogo toscano e Batasuna, il partito indipendentista basco messo fuori legge dalla magistratura prima e dal parlamento spagnolo poi perché sospettato di dare appoggio all'Eta, ci sono sempre stati. Uno storico centro sociale fiorentino ha scambi di corrispondenza con il Batasuna francese, ancora legale. Proprio al confine con la Spagna, sui Pirenei francesi, si riuniscono i membri del disciolto partito basco. E la lettera inviata al tour operator è partita da quelle parti. Ancora. Qualche decina di giovani spagnoli legati alle ramificazioni organizzative di Batasuna sono venute a Firenze per l'Esf e hanno fatto amicizia con esponenti antagonisti locali durante la manifestazione contro la base americana di Camp Derby. Sono – per alcuni magistrati spagnoli – gli stessi ragazzi che nei paesi baschi danno vita agli episodi di “kalle borroka”, lotta di strada, manifestazioni violentissime e improvvise che colpiscono i simboli dello stato centrale. In pratica il serbatoio cui attinge l'Eta per reclutare nuove forze. Per non parlare delle tappe organizzate a Firenze e Livorno nell'ottobre scorso dai Carc, comitati di appoggio alla resistenza comunista, per gli amici spagnoli. Ma il legame con la Spagna parte da più lontano, quando nel '96 il rigurgito anarcoinsurrezionalista diede vita, proprio a Firenze, al settimanale Cane Nero (chiuso da tempo) e continua a riaccendersi oggi davanti alle carceri di Sollicciano (vedi la manifestazione degli anarchici di vicolo del Panico contemporanea all'Esf). Quelle stesse carceri che ispirano le 5 “c” degli attentati dei giorni scorsi. Infine gli anarchici italiani, come Claudio Gavazza e Michele Pontolillo, rinchiusi nelle galere spagnole in regime di carcere duro, il Fies, il nostro 41bis, quello contro cui agiscono gli anarcoinsurrezionalisti italo-spagnoli. Di precedenti noti, però, solo uno: nel giugno '97 l'Eta inviò una lettera-bomba (neutralizzata per tempo) ad un generale spagnolo in forza all'Eurofor di Firenze.

G.Maz.