Ecco un esempio di grandioso giornalismo: ci si può vedere come gli esercizi di stile proposti agli inziati di questa splendida arte della mistificazione siano effittivamente utili. In 300 parole il pennivendolo di turno è riuscito a comprimere in un unico guazzabuglio caotico un insieme impressionante di sigle, nomi, luoghi, azioni, fornendo però un unico "referente": Vicolo del Panico. Grazie ancora per il grande interesse che manifestate nei nostri confronti da qualche mese a questa parte!
La campagna dell'Eta passa anche da Firenze. E non a caso.
Frequenti rapporti tra il capoluogo toscano e Batasuna, il partito
indipendentista basco messo fuori legge dalla magistratura prima e dal parlamento
spagnolo poi perché sospettato di dare appoggio all'Eta, ci sono sempre stati.
Uno storico centro sociale fiorentino ha scambi di corrispondenza con il
Batasuna francese, ancora legale. Proprio al confine con la Spagna, sui Pirenei
francesi, si riuniscono i membri del disciolto partito basco. E la lettera
inviata al tour operator è partita da quelle parti. Ancora. Qualche decina di
giovani spagnoli legati alle ramificazioni organizzative di Batasuna sono
venute a Firenze per l'Esf e hanno fatto amicizia con esponenti antagonisti
locali durante la manifestazione contro la base americana di Camp Derby. Sono –
per alcuni magistrati spagnoli – gli stessi ragazzi che nei paesi baschi danno
vita agli episodi di “kalle borroka”, lotta di strada, manifestazioni
violentissime e improvvise che colpiscono i simboli dello stato centrale. In
pratica il serbatoio cui attinge l'Eta per reclutare nuove forze. Per non
parlare delle tappe organizzate a Firenze e Livorno nell'ottobre scorso dai
Carc, comitati di appoggio alla resistenza comunista, per gli amici spagnoli.
Ma il legame con la Spagna parte da più lontano, quando nel '96 il rigurgito
anarcoinsurrezionalista diede vita, proprio a Firenze, al settimanale Cane Nero
(chiuso da tempo) e continua a riaccendersi oggi davanti alle carceri di
Sollicciano (vedi la manifestazione degli anarchici di vicolo del Panico
contemporanea all'Esf). Quelle stesse carceri che ispirano le 5 “c” degli
attentati dei giorni scorsi. Infine gli anarchici italiani, come Claudio Gavazza
e Michele Pontolillo, rinchiusi nelle galere spagnole in regime di carcere
duro, il Fies, il nostro 41bis, quello contro cui agiscono gli
anarcoinsurrezionalisti italo-spagnoli. Di precedenti noti, però, solo uno: nel
giugno '97 l'Eta inviò una lettera-bomba (neutralizzata per tempo) ad un
generale spagnolo in forza all'Eurofor di Firenze.
G.Maz.