CONTRO LA REPRESSIONE
Et voilà.Tutto in una settimana. La tristemente nota montatura Marini va avanti; all’ultima puntata del processo, il PM ha chiesto per 46 anarchici appartenenti alla fantomatica ORAI 270 anni complessivi di pena e 4 ergastoli.
Pochi giorni dopo la liberazione degli arrestati di Cosenza, penoso tentativo di far passare i no global come terroristi rossi, arriva la notizia della sentenza definitiva del processo al carabinierino Placanica, seguita subito dalle felicitazioni di Scajola e dal suo cordoglio per Giuliani: fu legittima difesa. Come se non bastasse, gli fa subito seguito la custodia cautelare di 23 persone e 9 arresti per i fatti di Genova, con accuse molto pesanti. Stavolta addirittura con l’aggiunta di una nuova voce: la “compartecipazione psichica”, ovvero il concorso in colpa per l’istigazione a commettere reati.
Il tutto in pochi giorni. Se appare fin troppo ovvia la considerazione riguardo allo scagionamento di Placanica, dato che il potere non processa mai i suoi servi fedeli, c’è da rimanere un po’ stupefatti davanti all’ondata repressiva che spazza via ogni contestazione, seppur neanche troppo radicale, da nord a sud dello stivale, davanti alla facilità con cui i veri assassini non solo rimangono perennemente impuniti, ma si permettono ulteriori vergogne. La sbirraglia varia (dai carabbinieri ai magistrati) si mostra sempre più per quella che è ed è sempre stata: cani da guardia dei veri padroni.
Un commentino la merita anche l’atteggiamento tenuto dai contestatori in questi ultimi periodi. Accanto alla più sentita solidarietà alle vittime dello stato, continuano le provocazioni e i veri e propri atteggiamenti sbirreschi da parte di alcune frangie del movimento dei no-global. Ultimi, nella lunga lista di pretenzioso controllo egemonico nei “loro” spazi di protesta, sono i fatti di Torino: alcuni disobbedienti hanno cercato di mazzolare una trentina di squatters durante la manifestazione contro i CPT perché esibivano uno striscione con su scritto ”le carceri non si colorano, si distruggono”, in risposta alla richiesta dei disobbedienti di dipingere le pareti del lager per extra-comunitari. Caricati dalla conquista del ruolo di nodo istituzionale del movimento, non mancano mai di sfoggiare la loro abilità a reprimere ogni dissenso.
Eppure, ad un pensiero indipendente, appare chiaro una volta per tutte come la correlazione causa-effetto tra contestazione radicale (violenta???) e repressione poliziesca non abbia la benchè minima valenza. Dovrebbe sembrare definitivamente lampante che non è colpa di chi si comporta “scorrettamente” se si è vittima della rivalsa delle forze dell’ordine, che comportarsi correttamente con uno stato scorretto è ingenuo e inutile.
Il recente SF lo ha ribadito: il controllo sempre più opprimente da parte degli stessi “contestatori” (in quel caso, FIOM-CGIL) su ogni voce che esprime un pensiero differente, tutto liscio in piazza e ciò nonostante decine di arresti a poca distanza. Contro la tele-guerra facciamo la tele-manifestazione di protesta (o festa?), che si può definire di successo se non succede un cazzo, nonostante ci sia (e ci debba essere) la massa, il livello di contestazione è ai minimi storici, e tutto il teatrino viene opportunamente e massivamente riportato dai mezzi di teleindottrinazione.
E in mezzo alle proteste concordate e ai servizi d’ordine, lo stato si propaga e continua ad ordire montature a ciclo continuo, ben conscio che le reazioni saranno ben sedate dai suoi veri difensori o dai suoi falsi critici.
Noi, dal canto nostro, c’eravamo a Firenze nei giorni del forum (per contestarlo), e e c'eravamo a Genova, per continuare ad urlare che gli sbirri (in tuta bianca, blu o da metalmeccanico che sia) sono sempre nostri nemici, e che il potere non riuscirà a zittire noi e tutte le altre voci rabbiose che si sono stancate di questo stato di cose.
NON FERMERETE LA RIVOLTA, BASTARDI!