Il Comitato abitazione e socialità di Modena (comitopbsuqasferrari@libero.it) si è formato nell’assemblea del 22/01/2002 presso il csa r.w. Fassbinder e vede una forte presenza di operai soprattutto della Ferrari che vivono il disagio causato dal versamento di gran parte del loro stipendio agli speculatori della casa. Il problema si è aggravato da una dozzina di anni a questa parte dopo che la liberalizzazione dei contratti d’affitto (patti in deroga) ha fatto lievitare il tasso inflativo del canone d’affitto fino ad una media di +14% a Modena nell’anno 2002-03. Il Comitato si pone come obbiettivo principale l’arresto della continua crescita dei canoni d’affitto e chiede quindi una moratoria a questo scopo.
Questo Comitato è costituito prevalentemente da simpatizzanti, elettori, tesserati e delegati di sindacati esistenti ma agisce in autonomia politica e decisionale. Il luogo di incontro/confronto/elaborazione teorica e politica è l’assemblea generale del Modena Social Forum (modenasf@ecn.org) e il gruppo di lavoro tematico che ne fa parte.
Il Comitato agisce in gruppi di lavoro che si occupano di:
- censire gli edifici pubblici abbandonati sul territorio emiliano
- monitorare il continuo aumento del costo del canone di affitto e cernire gli appartamenti meno costosi esistenti
- organizzare concerti, feste, iniziative di autofinanziamento per finanziare casse di resistenza per le individualità più colpite dal problema.
- organizzare manifestazioni, assemblee pubbliche, azioni di disobbedienza civile per dare un impatto mediatico alle esigenze del Comitato stesso, farlo crescere ed arrivare alla liberazione delle individualità ora strette in una morsa ricattatoria ed impossibilitati a vivere un’esistenza serena perché soffocati dal sistema/lobby dei padroni e dei proprietari di case.
Il nostro gruppo vuole arrivare a prendere possesso di edifici da adibire a sede del Comitato e luogo di abitazione e socialità e per questo agisce nella società connettendosi col comitato casa del Bologna Social Forum e di altre realtà per scambiarsi esperienze, sostenersi vicendevolmente e far crescere la battaglia per la casa sul territorio.
Nei primi trenta giorni di vita il Comitato si è confrontato con i centri sociali e gli spazi sociali libertari raccogliendo pieno appoggio per arrivare ad una grossa manifestazione/azione regionale di lotta per la casa.
Nella seconda settimana di marzo il Comitato incontrerà i portavoce di sindacati inquilini e non del comprensorio della piastrella valley/motor city.
Come strozzare il sud
del mondo. Il gigante statunitense Bechtel, complice la italiana Edison, chiede
25 milioni di dollari di risarcimento alla Bolivia.
La
"guerra sporca"

LA
GUERRA DELL’ACQUA
Nel 1999 il governo Banzer privatizza l’acqua
nel dipartimento di Cochabamba, terza città boliviana, capoluogo dell’omonimo
tropico in cui le piantagioni di coca rappresentano l’unica difesa contro la
fame.(l'acqua era gestita da
cooperative che scavavano i pozzi e la distribuivano a prezzi popolari)
Con la privatizzazione l’appalto viene aggiudicato alla multinazionale
"Agua del Tunari" (un consorzio con sede in San
Francisco, California tra cui l’italiana
Edison, la statunitense Bechtel
Enterprise Holding e piccole partecipazioni locali
(la Bechtel da sola ha presentato un saldo attivo pari al doppio del prodotto interno lordo della Bolivia)
la Agua del Tunari ha un capitale sociale di appena 8 mila dollari per gestire
un progetto di 200 milioni di dollari STRONG>.
Il processo di
privatizzazione del sistema idrico aumenta subito il prezzo
dell’acqua fino al 300%.
Gli indios si trovarono costretti a scegliere se mangiare o pagare
l’acqua per bere e irrigare. Nell’aprile del 2000 i
cocaleros, indios coltivatori della foglia di coca, con a capo Evo
Morales, si ribellarono.
Una volta sepolti i morti il governo, in colpa, rescinde il contratto con la “Aguas de Tunari".
IL RISARCIMENTO
La Bechtel ha chiesto ora il risarcimento per i “danni subiti” a causa
della rescissione del contratto prima dei 40 anni previsti dall’accordo. Cifra
richiesta a uno dei paesi più poveri del mondo: 25 milioni di dollari.
PROVINCIA DI MODENA
- Prelievi idrici -
(Fonte: Supporto per il bilancio idrico
regionale – ARPA - luglio 2002)
La stima totale dei prelievi idrici per i vari usi si attesta sui 224 Mmc per l’anno 1999, così suddivisi:
¨
111 Mmc – falda;
¨
113 Mmc – acque superficiali.
Il consumo della risorsa prelevata può essere suddiviso nelle seguenti
percentuali:
¨
36%
acquedottistica civile (quantitativi erogati dalle azienda, complessivi
dei quantitativi stimati forniti ad utenze industriali, più quelli prelevati dagli
autonomi);
¨
41% agrozootecnico;
¨
23% industriale.
Per le acque sotterranee i prelievi per unità idrogeologica possono così
essere suddivisi:
¨
63% U.I. del Fiume Secchia;
¨
27% U.I. del Fiume Panaro;
¨
10% U.I. degli affluenti minori.