RISULTATI CONSULTA POPOLARE CSOA il Molino

 

La consulta popolare per l'autogestione, lanciata dal C.S.O.A il Molino dopo lo sgombero del 18 ottobre '02 si è conclusa il 18 dicembre '02 con la firma dell'accordo preso tra il Municipio di Lugano il consiglio di Stato e i militanti del CSOA il Molino per la messa a disposizione degli spazi dell'area ex-Macello. Hanno partecipato 726 persone di ogni età, provenienza e sesso. Lo scopo della consulta era quello di conoscere l'opinione dei frequentatori,dei simpatizzanti, dei militanti, insomma della base dell'autogestione in Ticino sulla via intrapresa dal CSOA Il Molino dopo lo sgombero, nonchè sulla necessità e sul diritto di esistere dei centri sociali autogestiti. Era importante per noi conoscere l'opinione del movimento sulla via da seguire dopo lo sgombero per l'ottenimento di una nuova sede, sul fatto di intraprendere la via del dialogo o piuttosto quella di un'okkupazione. Siamo andati nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, per conoscere l'opinione di chi ci sostiene. Al di là delle risposte ottenute con la consulta, vogliamo sottolineare l'importanza delle discussioni avute con la gente (di età, origine sociale e provenienza diverse), che per una volta hanno potuto esprimere la propria opinione non solo su un foglio, ma anche discutendo direttamente con noi. Per questo abbiamo preferito pubblicare la consulta su internet senza però dare la possibilità di rispondervi.

 

 

Il numero delle persone coinvolte è importante se teniamo conto delle forze e dei mezzi a nostra disposizione, del tempo limitato e soprattutto delle numerose attività e azioni svolte durante tutto questo periodo. Attività permanenti di piazza come cinema, concerti, attività creative per bambini, cene popolari, assemblee pubbliche e manifestazioni sono proseguite anche senza più avere uno spazio a disposizione. Non dimentichiamo inoltre il grande lavoro svolto con la comunità indigena ecuadoriana abbandonata a se stessa dopo tanti clamori e prese di posizione ipocrite.

Tutti hanno espresso la propria indignazione per lo sgombero del Molino e su come molte questioni sociali e politiche vengono gestite dalle nostre autorità. Si è trattato di momenti importanti, da noi valorizzati, di discussione e condivisione. Sostenere un Centro Sociale non significa solamente frequentarlo, ma anche condividere le rivendicazioni, i progetti e le funzioni socio-politico-culturali e di critica che esso svolge, lasciando libera espressione all'azione di ognuno. Un centro sociale è un bisogno per molte persone, non solo per i più giovani (come risulta dall'età delle persone che hanno risposto alla consulta) per questo è ora di finirla di parlare sempre dei "giovani" del CSOA.

 


La partecipazione maggiore è legata alla popolazione della zona di Lugano, dove evidentemente la nostra presenza è di più forte impatto. Metà delle consulte comunque sono arrivate da persone che risiedono nel resto del cantone. Questo sta a ribadire una volta ancora che la necessità di avere degli spazi da autorganizzare è comune a tutti. La nascita di realtà nel mendrisiotto e nel bellinzonese hanno sicuramente riaperto le speranze per una lotta comune; infatti ora più che mai l'esigenza di un centro sociale autogestito riguarda la popolazione tutta. Le autorità comunali e cantonali non possono più fare finta di niente davanti alle necessità della gente, sminuendo e svalorizzando un'esperienza alla quale sempre più persone si stanno avvicinando.

I risultati che riportiamo qui di seguito sono chiari; la possibilità di autogestirsi e di avere dei luoghi per poterlo fare risulta una necessità per tutti. C'è chi diceva "sono oramai 30 anni che sto lottando per un centro sociale!". Molte persone sono stufe di dover essere puri e semplici consumatori in una società dove tutto è preconfezionato; considerano fondamentale avere degli spazi liberati dove partecipare in prima persona alla costruzione di progetti collettivi basati su valori quali la solidarietà la dignità, il rispetto della diversità e la critica attenta e costruttiva alla società.

Domanda 1: Sei d'accordo che in Ticino sia riconosciuto concretamente il diritto all'autogestione inteso come la possibilità di partecipare in prima persona alla costruzione di un progetto collettivo basato su valori quali solidarietà, la dignità, il rispetto delle diversità, la critica attenta e costruttiva alla società. Il tutto nel rispetto di criteri organizzativi e decisionali elaborati e discussi in assemblea.

 

Domanda 2: Sei d'accordo che l'autogestione, per poter sviluppare le proprie attività sociali, politiche e culturali (mensa, bar, corsi…), necessita di uno spazio fisico idoneo. Uno spazio nel quale sia mantenuta la più ampia libertà possibile rimanendo nei termini dell'autogestione

 

Spazi inutilizzati dove potersi autorganizzare ce ne sono eccome. A Lugano esistono diverse strutture vuote da anni, alcune sempre più in rovina, che potrebbero benissimo essere utilizzate da chi rivendica luoghi dove poter costruire progetti collettivi di vario tipo. Non a caso però quando dei progetti concreti vengono presentati, come nel caso dell'ACT e dell' ex-macello fra gli altri, subito salta fuori un progetto di ristrutturazione e di nuovo utilizzo. Sarà che un centro commerciale o un autosilo rendono di più di un centro sociale o di qualsiasi altra attività no-profit?

L'assemblea del Molino ha proposto l'ACT come sede definitiva del CSA perché risponde ad una serie di criteri: spazi idonei alle attività da svolgervi, ubicazione nel tessuto urbano, inquinamento fonico limitato,.. e perché si tratta tutt'oggi di uno spazio quasi inutilizzato. Questa proposta è stata sottoscritta da quasi tutto il movimento che ha partecipato alla consulta. Alcune persone hanno anche espresso la volontà di prestarsi ad organizzare corsi di vario tipo, oppure a partecipare alla ricostruzione degli spazi. Come da copione, dopo l'annuncio del CSA del suo interesse per gli spazi dell'ACT, è stato reso pubblico il progetto del comune di Lugano, che intende destinare l'ACT a sede del Deposito Comunale dei Trasporti.

 

Domanda 3: Sei d'accordo con la proposta dell'assemblea del C.S.O.A il Molino riguardo l'ex sede dell'Azienda Comunale dei Trasporti (ACT) ora Trasporti Pubblici del Luganese (TPL) situata a Cornaredo in territorio di Porza come sedee definitiva del Molino in quanto soddisfa criteri quali Idoneità degli spazi, situata nel tessuto urbano, posteggi accessibili

 

I costi per ristrutturare degli stabili disabitati sono enormi. Il Molino, nei suoi 6 anni di esistenza, ha dimostrato che è possibile riutilizzare delle strutture con costi limitati, e soprattutto non ha mai chiesto finanziamenti pubblici, costruendo per esempio a proprie spese una delle sale concerti fissa più grandi del Ticino. Con questo tipo di lavoro ha reso possibile l'accesso, soprattutto a molti giovani, ad eventi culturali a basso prezzo, evitando di rendere la cultura una merce a caro prezzo come spesso accade dalle nostre parti. Ci rendiamo comunque conto che anche i nostri mezzi sono limitati, che alcuni lavori per rendere agibile uno stabile potrebbero superare le nostre forze. In questo senso ci chiediamo se accettare eventuali aiuti statali per poi continuare con un totale autofinanziamento dell'attività, sottolineando il fatto che un finanziamento da parte dello stato non deve intaccare l'autonomia di funzionamento del CSA

 

Domanda 4: Lo stabile per la nuova sede potrebbe richiedere investimenti per renderlo idoneo e funzionale alle attività socio-culturali. Sei d'accordo di accettare aiuti statali per lka sistemazione dello stabile per poi continuare con un totale autofinanziamento delle attività?

 

Sebbene una buona maggioranza delle persone che hanno partecipato alla consulta ritengono che si debbano accettare degli aiuti statali (80,4%), crediamo che il dibattito debba ancora essere ripreso, tenendo conto di quella che sarà la sede definitiva, dei nostri mezzi, di eventuali ingerenze esterne che non potremmo accettare. Si tratta di una discussione importante perché mette in discussione uno dei principi dell'autogestione, ovvero l'autofinanziamento e l'autonomia da qualsiasi istanza esterna che potrebbe volerne influenzare il funzionamento. Il dibattito è aperto all'interno del movimento. Se da una parte accettare finanziamenti dello stato può tradursi in una certa istituzionalizzazione (orari di chiusura, prezzi delle consumazioni, presentazione di programmi d'attività…) d'altra parte esistono realtà che hanno trovato degli accordi nei quali la loro autonomia non viene intaccata. Investimenti da parte dello stato possono anche significare il riconoscimento da parte della popolazione di un'esperienza importante e necessaria (la popolazione di Berna, alle urne, ha votato a favore di un credito per la ristrutturazione del tetto della Reithalle, centro sociale autogestito a Berna).
Da ultimo vogliamo ricordare che al Molino nessuno è stipendiato, nessuno guadagna qualcosa sui lavori svolti all'interno della struttura; tutto viene riconvertito per l'organizzazione di altri eventi e per la gestione della struttura stessa.

Il potere politico dovrebbe considerare l'esistenza di un centro sociale come un bisogno di una parte non indifferente della popolazione e valorizzare la funzioni socio-politico-culturali che esso svolge attraverso le sue molteplici attività. Troppo spesso però lo stato non vuole riconoscere un bisogno importante e tenta quindi di riportare esperienze di questo tipo all'interno di schemi tradizionali per poterle controllare. Uno stato democratico dovrebbe sostenere la libera espressione della popolazione e non cercare di far tacere le voci critiche. Infatti solo il 20% dei consultati era fiducioso sul buon esisto delle trattative. Anni e anni di rivendicazioni non ascoltate portano allo scetticismo, anche se, il Molino ha dimostrato ancora una volta di essere sempre stato aperto al dialogo.

 

Domanda 5: Hai fiducia che le trattative con le autorità comunali e cantonali portino ad una sede per l'autogestione nel luganese?

 

Nonostante il Ticino sia un cantone tranquillo, non abituato a movimenti ed azioni di piazza, ci è sembrato importante sapere cosa pensasse la gente di una possibile occupazione, in quanto questo atto radicale può essere necessario. L'opzione "occupazione" è sempre stata per noi l'ultima carta da giocare, quando tutti gli sforzi intrapresi non avessero portato a niente, quando pressioni e pregiudizi avessero prevalso. La base del Movimento si è detta al 90% pronta per un'occupazione se questa si renderà necessaria. Quando i mezzi leciti non portano a niente, quando non si vuole riconoscere un diritto fondamentale, quando una parte della popolazione vuole essere messa a tacere, allora anche un'occupazione può diventare un atto lecito perché unica alternativa sostenuta da un numero importante di persone.

Domanda 6: Se una nuova occupazione si renderà necessaria a causa della mancanza di una reale volontà politica nel trovare una soluzione, a causa di scuse addotte per dilatare nel tempo la creazione di un C.S.A o a causa di imposizioni che intaccano i principi dell'autogestione, la sosterrai?

 

La determinazione del movimento, la sua validità e la forza dimostrata in oltre 2 mesi di attività permanenti di piazza, ma anche per la prima volta un'apertura da parte del Municipio di Lugano ci hanno portato negli stabili dell'ex-macello, nuova sede transitoria del CSOA il Molino. Ma la lotta continua. Quello che risulta dalla consulta è la volontà di rivendicare sempre il diritto all'autogestione, a degli spazi liberati dove poter costruire progetti collettivi. Le trattative dovrebbero portarci ad una sede definitiva e il movimento, anche grazie a questa consulta, continuerà a battersi unito per i propri diritti!
Consideriamo la consulta un metodo efficace e diverso per raccogliere il pensiero della gente. Determinate esigenze di una parte di popolazione vengono così prese in considerazione, anche se non raggiungono il numero minimo di firme richieste. La consulta popolare che noi abbiamo proposto non si prefiggeva né di modificare una legge e nemmeno di interpellare tutta la popolazione. Si voleva bensì far emergere l'opinione della base del movimento intesa come partecipazione di tutte quelle persone che sono interessate alle attività del centro sociale, condividendone gli ideali. Le rivendicazioni di chi ha partecipato sono da accettare e rispettare da una società che si definisce aperta.
Quanto espresso con questa consulta resta quindi vivo ed attuale, ed evolve con la partecipazione di tutti come il Molino stesso.

 

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