Nuove espulsioni, nuovi morti e perquisizioni a Torino
All’alba di ieri sette immigrati marocchini reclusi nel lager di corso Brunelleschi a Torino sono stati deportati verso il loro paese. Proprio loro, insieme agli altri reclusi nel Centro, sono stati i protagonisti dei cinque giorni di lotta per la chiusura dei nuovi lager. Il loro sciopero della fame, la loro rivolta, la loro determinazione hanno dimostrato quanto questa lotta debba essere una battaglia sociale concreta e non l’oggetto di chiacchere, mediazioni e propaganda di partiti o gruppuscoli.
Proprio nel momento in cui questi clandestini venivano espulsi, le case di dieci compagni attivi nella solidarietà agli immigrati in lotta sono state perquisite, e con loro la sede del centro di documentazione “Porfido”.
Pisanu e i suoi cani da guardia sanno benissimo che la rabbia nei nuovi lager è sempre più grande, come sempre più grande ed esplosiva è la rabbia nei quartieri per le vessazioni quotidiane, gli omicidi e i furti da parte delle forze dell’ordine. Ricordiamo i nuovi morti in mare e come non bastasse, qui a Torino, il ragazzo nigeriano ucciso ieri sera per sfuggire ad una retata precipitando dal terzo piano.
Omicidi, arresti e perquisizioni: l ’intento del ministero è quello di ostacolare la solidarietà attiva, di impedire l’incontro tra le mille storie di dignità e di rivolta che percorrono le strade della città.
Come ci hanno dimostrato i compagni di Lecce, i C.p.t. si debbono e si possono chiudere. Nello stesso modo, nei quartieri, si deve e si può difendersi dalla polizia.
Nessun Perdono!
Carabinieri, polizia, vigili urbani assassini!
Solidarietà con gli
immigrati in lotta!
Fuoco ai c.p.t.!
Liberi tutti!
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