Fermiamo le truppe scelte dell'impero

I recenti bombardamenti NATO, a pochi chilometri da casa nostra, mostrano il volto feroce della globalizzazione. Con l'estensione planetaria della produzione, della comunicazione, dei mercati, della finanza e la fine dei blocchi (USA/URSS), i "supremi interessi" dell'economia si esercitano ormai su scala mondiale, globale. Una situazione, quella attuale, che ha come paragone storico più simile, l'Impero Romano.
Oggi la moneta deve circolare liberamente, ben al di là di qualunque confine nazionale.
Nessun territorio e nessun essere umano può sfuggire alla sua messa in produzione.
Ogni angolo del pianeta ed ogni persona devono essere totalmente dominati, sotto controllo.
La ricerca ed il mantenimento di un "nuovo ordine mondiale" è la parola d'ordine che risuona dal centro alla periferia dell'impero!
In questo contesto, le truppe scelte dell'impero (NATO), stanno scaricando centinaia di bombe, missili ed armi sempre più sofisticate e micidiali sulla Federazione Jugoslava.
Le umanitarie argomentazioni addotte per giustificare tale massacro, sono assai più che pretestuose: "difendere la popolazione civile dall'esercito serbo ed appoggiare il processo di autonomia del Kosovo". E' evidente a chiunque che i bombardamenti e le dichiarazioni di guerra non hanno nulla di umanitario, così come è evidente che i vari centurioni (Clinton, D'Alema, Blair, ecc.), che oggi, strumentalmente, parlano di autodeterminazione del popolo Kosovaro, sono gli stessi che partecipano direttamente in Europa al sistematico massacro ed alla feroce repressione nei confronti delle rivendicazioni del popolo Kurdo, Basco e Nord Irlandese.
Peraltro, oltre ai morti ed ai feriti causati dai bombardamenti NATO, la situazione è ulteriormente peggiorata anche in Kosovo, dove la popolazione è costretta a subire una repressione ancora più feroce di quella precedente. L'impressione è quella che questa guerra finirà solo per indebolire l'Europa e rafforzare Milosevic.
D'altronde, la propaganda di regime, la ricerca di consenso attraverso l'uso strumentale delle argomentazioni, la colonizzazione ed il divide et impera, erano strumenti già saggiamente utilizzati dal vecchio impero romano e quindi come potrebbero non esserlo oggi, in cui la tecnologia ne permette un uso assai più efficace e sofisticato di quello passato? Ma allora qual è il reale scopo di questa guerra?
Non sarà forse, che la ricerca di nuovi barbari, ieri Saddam Hussein ed oggi Milosevic, rafforza la coesione interna delle varie componenti imperiali, spesso in conflitto fra loro?
Non sarà forse, che all'interno dell'impero, la legione più forte, ossia gli USA, stanno giocando la carta della potenza militare, per controbilanciare la perdita della supremazia economica, proprio mentre si affaccia la nuova moneta europea e si acuisce la guerra commerciale tra America ed Europa, soprattutto sull'obbligo di importare dagli stati uniti alimenti trattati geneticamente?
Non sarà forse, che questa guerra serva anche per ridisegnare la geografia dei Balcani in funzione delle esigenze del mercato globale, o se preferite, degli interessi economici dell'impero? Per esempio il progetto di costruzione di un Megaoleodotto (il più lungo del mondo) che, guarda caso, attraverserà proprio il Kosovo e le migliaia di miliardi investiti dalla varie aziende "occidentali", non centrano nulla con l'intervento NATO?
Con il progressivo ridimensionamento di organismi come l'ONU, ieri con la guerra del golfo ed oggi con l'autonomo intervento NATO, gli USA, stanno preparando la strada ad una serie infinita di guerre regionali. Pur sapendo che l'obiettivo sbandierato è assai più difficile da raggiungere di quello che si vorrebbe far credere, gli stati uniti rivolgendosi al resto del mondo lanciano un messaggio chiaro ed inequivocabile: guardate che oggi siamo noi gli unici in grado di governare le differenti aree del globo, controllare, normare e stabilizzare i vari territori, in funzione dei supremi interessi dell'economia.
Come fermare dunque la guerra e le truppe scelte dell'impero? E' veramente sufficiente limitarsi a chiedere la fuoriuscita dell'Italia dalla NATO o denunciare le pesanti responsabilità del Governo D'Alema nei bombardamenti in corso?
E se provassimo a destabilizzare l'impero dall'interno, cercando di liberarci dai meccanismi di controllo globale, per esempio sviluppando, attraverso il conflitto, esperienze di autogestione delle reti produttive e relazionali e forme di autogoverno?
D'altronde anche l'impero romano, più che dai barbari, è stato distrutto dall'interno!