Il maestro di Albertini
Gennaio 1999. Milano. Emergenza criminalità: 9 delitti in 9 giorni. Da anni non si verifica una serie così numerosa di omicidi. E' allarme generale: TV, radio e giornali iniziano una campagna impietosa. Milano, la capitale finanziaria, la città modello è colpita da un'inaudita onda di violenza. Milano è impotente di fronte alle nuove forme di criminalità, Milano è assediata da nuovi criminali: gli immigrati.
La Destra è pronta a farsi da portavoce, scende nei quartieri considerati a rischio, indice comizi, chiede più sicurezza (ma chi è contrario alla sicurezza ? ), invoca il rafforzamento delle forze dell'ordine. E organizza un corteo con decine di migliaia di cittadini incazzati.
Il nostro sindaco è il primo a capire l'importanza di tale tema. E prova, alla sua maniera, a proporre soluzioni. La prima, è ovvio, è l'arrivo di circa ottocento unità fra polizia, carabinieri e guardia di finanza, affinché ci sia un controllo territoriale capillare ed efficace.
Più polizia, più sicurezza, il binomio è semplice.
Più polizia più sicurezza: formula efficace che già viene attuata in altre città del mondo. Come a New York, la metropoli d'eccellenza, dove regna l'idolo e il modello di Albertini, il sindaco Rudolph Giuliani. Quest'ultimo è il promotore della politica della ''tolleranza zero'', ovvero di un rafforzamento delle forze di polizia (che a N.Y. arrivano fino a quarantamila unità) che hanno la facoltà di sparare le famigerate pallottole DUM DUM ( speciali perché esplodono solo una volta raggiunto il bersaglio cioè dentro il corpo umano devastando gli organi ) messe al bando nel 1899 perché considerate troppo crudeli e disumane per gli eserciti.
Evidentemente ciò che è considerato disumano per la guerra, per le città di oggi è perfettamente accettabile.
Le statistiche sembrano favorevoli al metodo Giuliani: negli ultimi sei anni il numero dei crimini è in calo come non accadeva da circa tre decenni.
Ma qual è il prezzo di questa vittoria apparente sul crimine ?
Con l'aumento degli arruolati nelle forze dell'ordine sono inevitabilmente aumentati gli scontri a fuoco ( i poliziotti usano molto di più la pistola ) e perciò le vittime, molte delle quali innocenti.
Tra i tanti, tre esempi:
- Maggio '98: irruzione in una casa di Brooklyn dove viene sterminata una famiglia tra cui tre bambini che dormivano. SORRY, indirizzo sbagliato.
- Giugno '98: un poliziotto spara ripetutamente a un lavavetri fermo al semaforo. "Ne avevo le tasche piene di quei rompipalle". HE SAID.
- Agosto '98: la polizia ammazza con sedici colpi un ragazzo che usciva dal supermarket con una pistola ad acqua, nuova. SORRY, sembrava vera !
Ma i sondaggi danno ragione a Giuliani. E lui, più figlio della psicologia del panico urbano che portatore di un nuovo metodo, è sempre più modello ideale. E con i sondaggi non si discute perché sono quelli che poi ti portano ad essere rieletto e Albertini, che a questo è molto attento, ha pensato bene di seguire il maestro Giuliani in un ambito così delicato della politica. Sperando però che questa volta il nostro sindaco, spogliato della politica di facciata che tanto lo contraddistingue e posto di fronte ai veri, profondi problemi della nostra società, rimanga una volta per tutte nudo.
O almeno in mutande.