-----Messaggio originale-----
Da: Moreno Pasquinelli <marxista@tin.it>
Data: giovedė 28 ottobre 1999 17.06
Oggetto:
Politica/Terrorismo// NIENTE CAZZATE SUL CAMPO ANTIMPERIALISTA

28 ottobre 1999

Dopo le perquisizioni compiute in varie cittā d'Italia ai danni del
movimento rivoluzionario, i giornali e le TV continuano a gettare un'ombra
di sospetti e di fango sul Campo antimperialista svoltosi nell'agosto scorso
a Giano dell'Umbria.
Di cosa si sia realmente discusso al Campo?  Qual'č il progetto politico
reale che sottostā al campo stesso? Quali divergenze sono emerse?
A queste domande risponde il documento che pubblichiamo. Si tratta di un
Bilancio del campo svolto dall'Ufficio permanente di Vienna della Corrente
Leninista Internazionale (CLI)

Tutti coloro che vogliano ulteriori delucidazioni possono contattare VOCE
OPERAIA al seguente indirizzo: vocope@bcsnet.it

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Creiamo le basi per un Fronte Antimperialista
Un bilancio critico del Campo Antimperialista in Umbria

Dal 22 al 29 agosto si č svolto in Umbria il Campo antimperialista convocato
unitariamente dalla Corrente Leninista Internazionale (CLI) insieme ad altre
forze internazionaliste. Per la CLI si č trattato ormai del nono campo visto
che il primo si svolse nell'estate del 1990. Il primo campo unitario si
svolse in Montenegro, Jugoslavia, nel 1997 come protesta contro
lšaggressione della NATO giā allora in pieno corso. Dopo quel campo, ci
incontrammo con altre forze della sinistra jugoslava a Belgrado (in un
convegno) contro la NATO. Lšanno scorso il campo si č tenuto in Sardegna per
appoggiare i popoli in lotta contro lšimperialismo, per lšindipendenza e la
sovranitā nazionale - in modo particolare dei Sardi.

Questšanno, la nostra intenzione era stata quella di porre al centro del
dibattito la lotta di liberazione delle masse popolari nel Vicino Oriente.
Invece, la guerra della NATO contro la Jugoslavia ci ha costretto ad
assumere questo argomento come punto centrale. Nel corso del campo,
lšattenzione č stata calamitata anche dallšintervento sporco e velato degli
Stati Uniti contro il movimento popolare e rivoluzionario in Colombia.

Quasi venti delegazioni hanno dato notizia della loro lotta e/o partecipato
alle discussioni per un totale di 450 partecipanti nellšintera settimana. Le
seguenti delegazioni hanno parlato allšassemblea plenaria: la Sinistra
Democratica Popolare (IDP) del Messico, il Partito Repubblicano Socialista
Irlandese (IRSP), il Fronte Rivoluzionario della Liberazione del Popolo
(DHKC) turco-kurdo, il Fronte Nazionale Democratico (NDF) delle Filippine,
il Fronte della Liberazione Popolare (JVP) dello Sri Lanka, la Federazione
Rivoluzionaria Nazionale (URNG) del Guatemala, il l'Associazqione per la
pace di Cuba e il movimento antimperialista dei Commoners del Libano insieme
allšorganizzazione dei rifugiati palestinesi Lealtā alla Terra e allšUomo.
Cinque commissioni hanno dato spazio a discussioni approfondite su livello
teorico-politco.

Il Campo Antimperialista č stato un successo; Si č posto come una tribuna
per tenere rapporti vivi sulla lotta antimperialista. Ha cosė fornito una
spinta per il movimento anticapitalista in Europa e rafforzato la
solidarietā reciproca: giā solo questo varrebbe lo sforzo di organizzare un
tale campo tutti gli anni.

Comunque, il concetto del Campo Estivo non č quello di celebrare un evento
singolo ogni anno, ma di essere parte integrante della lotta per un Fronte
Internazionale Antimperialista. Un successo isolato di un movimento di
liberazione č impensabile dopo il crollo dellšUnione Sovietica e la
proclamazione del “Nuovo Ordine Mondialeŗ sotto la direzione degli Stati
Uniti che non č nientšaltro che il tentativo di realizzare il loro concetto
di un mondo neo-liberista, globalizzato, unipolare. Lšesempio della
resistenza jugoslava contro la NATO, resistenza che non č stata sconfitta ma
non ha potuto vincere a causa della situazione internazionale, č lampante.
Al fine di poter colpire il nemico comune, fermare la sua offensiva e
procedere alla nostra offensiva č assolutamente necessario costruire un
Fronte Antimperialista. Senza la partecipazione e lšappoggio attivo del
movimento antimperialista su scala mondiale, la vittoria in un solo paese č
molto difficile. In tali condizioni, la consolidazione di una vittoria e il
procedere alla distruzione finale dellšimperialismo anche nei suoi centri
sarā impossibile.

I dibattiti del Campo Estivo, a volte controversi, hanno mostrato che la
strada per raggiungere un tale Fronte resta irta di ostacoli. Non č
possibile formare lšunitā stabile dellšazione antimperialista senza una
chiara, anche se semplice e inclusiva, piattaforma politica, senza un
rapportarsi criticamente alle esperienze positive e negative del passato e
senza rinunciare a luoghi comuni antimperialisti.

Molti punti contenuti nella piattaforma hanno incontrato un comune accordo,
come la difesa incondizionata (da non confondersi con acritica) delle
nazioni e dei popoli aggrediti dallšimperialismo come la Jugoslavia, lšIraq,
il movimento popolare e guerrigliero della Colombia. Un punto comune era
anche lšanalisi del carattere riformista e compromettente di quei movimenti
che basano la loro strategia sulla societā civile - che non significa
nientšaltro che quello che Marx chiamava societā borghese.

Dallšaltra parte ci sono stati degli argomenti sui quali sono emerse chiare
differenze:

(1) La Corrente Leninista Internazionale č per l'appoggio pieno e
incondizionato a tutti quei movimenti, quei popoli e quelle nazioni la cui
lotta per l'autodeterminazione  coincide con la lotta al sistema
imperialistico.
Questo sostegno vale a maggior ragione per quei movimenti nazionalistici nel
cuore dell'Europa imperialista come nei Baschi, in Irlanda, in Corsica e in
Sardegna.

(2) La Corrente Leninista da un giudizio negativo dei "negoziati di pace"
svoltisi in America centrale negli anni '80 e di quelli in atto nel Medio
Oriente. Ciō non significa esprimersi per principio contro negoziati tattici
con il nemico quando una grande maggioranza del popolo desidera la pace, ma
la lotta rivoluzionaria e la distruzione del nemico rimangono lšelemento
centrale della nostra strategia, anche quando vengono intavolate delle
trattative.

(3) La storia ha dimostrato che senza lšappoggio della classe operaia
occidentale la sconfitta finale dellšimperialismo non č possibile. Ma la
storia ha anche dimostrato che la classe operaia occidentale non č  in
questo periodo la forza motrice di questa lotta antimperialista. La maggiore
forza della lotta antimperialista ed anticapitalista a livello mondiale sono
le masse proletarie e contadine impoverite dei paesi oppressi. Sono loro che
scuoteranno e indeboliranno il sistema globale e sono loro che daranno una
nuova spinta rivoluzionaria al proletariato occidentale. La vittoria finale
sarā possibile solo tramite lšalleanza di queste due forze, tramite un
fronte antimperialista come la sua espressione organizzativa.

(4) Unšaltra lezione che dobbiamo trarre dal passato č che puō sorgere un
conflitto fra gli interessi della rivoluzione internazionale e gli interessi
di un paese dove la rivoluzione abbia ottenuto la vittoria. Questo č stato
il caso dellšUnione Sovietica, ma anche della Cina e di Cuba. La rivoluzione
vittoriosa tende a favorire rapporti stabili con i paesi capitalisti per
facilitare la ricostruzione economica e per deviare attacchi distruttivi, ma
la lotta per il potere significa sempre offensiva e confronto totale. La
necessitā di mitigare lšaggressione e di costruire rapporti economici č
comprensibile e legittima, ma essa deve essere subordinata agli interessi
della rivoluzione internazionale. I bolscevichi risolsero la questione in un
modo che continuiamo a considerare valido: se certi compromessi con i paesi
capitalisti da parte della Russia sovietica erano necessari, ciō non
menomava la capacitā del  Comintern di appoggiare e fomentare la lotta
rivoluzionaria in quegli stessi paesi.

(5) Bisogna sottolineare poi che la lotta armata č indispensabile e
strategica per la vittoria, anche nei centri imperialistici. Ma questa lotta
deve basarsi sullšappoggio delle masse. Nella situazione attuale di crisi
politica dei movimenti di liberazione, soprattutto in Occidente, non ha
senso iniziare la lotta armata. Anzi puō essere necessario sospenderla per
un certo periodo persino in luoghi dove, nelle fasi iniziali, ha avuto
successo. Questo č il caso dellšIrlanda o del Paese Basco.

Un altro passo avanti per lo sviluppo del Fronte Antimperialista e per la
sincronizzazione di lotte comuni č il tentativo di fare chiarezza (a livello
teorico) organizzando seminari internazionali di carattere politico-teorico.

Se un Fronte Antimperialista deve essere in grado di agire necessiterā un
centro internazionale munito del mandato di tutte le organizzazioni e
correnti partecipanti per lanciare e coordinare le campagne concordate. La
fondazione del Fronte deve quindi essere collegata alla creazione di un tale
centro.

In concordanza con le decisioni dellšincontro in Umbria consideriamo che i
nostri compiti pių importanti siano i seguenti:

- Continuare lšappoggio al popolo jugoslavo contro la persistente
aggressione imperialista.

- Organizzare una campagna internazionale di solidarietā per il popolo
colombiano contro lšintervento militare degli Stati Uniti giā in corso che
minaccia di essere intensificato.

- Organizzare il prossimo Campo Estivo Antimperialista per compiere un
ulteriore passo avanti verso la fondazione di un Fronte Antimperialista.

Comitato Esecutivo Internazionale della CLI
Vienna 27 settembre 1999

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