-----Messaggio originale-----
Da: EntarteteKunst@0100101110101101.ORG <EntarteteKunst@0100101110101101.ORG>
Data: luned́ 4 ottobre 1999 1.03
Oggetto:
Underground// [EntarteteKunst n.60] Originale o falso?

_EntarteteKunst_n.60___________________________________________03_10_1999_

N.B. Il seguente articolo, senza dubbio il migliore che sia stato scritto in Italia su
0100101110101101.ORG, fa notevole confusione tra quest’ultimo e Luther Blissett, errore
che ha origine in un altro articolo che usci’ a luglio sul New York Times. Per quanto se
ne sa Blissett ha semplicemente firmato un comunicato in sostegno delle azioni di
0100101110101101.ORG e i giornalisti hanno fatto il resto. E’ un po’ come se, letto questo
articolo, si arrivasse alla conclusione che 0100101110101101.ORG sia Nico Piro!
Buona lettura.


da “Internet news”, n.10, ottobre 1999, rubrica “il lato oscuro”

Originale o falso?
Per la cyber-art la distinzione e’ illusoria

Qualcuno sta cancellando i confini tra cio’ che e’ autentico e la sua copia, tra la
verita’ e la bugia. Colpisce l’arte ma affonda la realta’. Chi e’ costui?


di Nico Piro



Finora ha giocato a sovvertire il mondo dei media, a smascherare i meccanismi
dell’informazione falsificata,  a beffeggiare il giornalismo credulone, a mandare in tilt
quel circuito mediatico che trasforma i rumor  metropolitani in fatti tanto attendibili da
meritare inchieste della magistratura.
Adesso ha scoperto anche internet. E il cyberspazio e’ diventato il suo campo d’azione
privilegiato, non piu’ solo un mezzo per diffondere le proprie tesi sovversive. “Del resto
perche’ non farlo - si sara’ detto, coniando un sillogismo tra “tecno-ribellione” - Se
questo e’ un mondo fatto d’informazione e io la sovverto, allora posso cambiare anche la
realta’ di questo mondo”. Insomma, un capovolgimento concreto dell’idea di informazione
come “copia” della realta’ “originale”.
Di chi si tratta? Chi e’ il cybersabotatore  che vuole duplicare il Web non per
moltiplicarne le adesioni, ma solo per farlo precipitare nel caos e per dimostrare quanto
siano vulnerabili i suoi meccanismi e le sue regole? E’ difficile, anzi, impossibile
rispondere a questa domanda.
Perche’ lui non e’ nessuno o meglio non puo’ esserlo. Non e’ un entita’, ma
semplicemen-te un nome, Luther Blissett, sotto il quale chiunque si puo’ nascondere per
condurre operazioni di sabotaggio mediatico e rivo-luzione culturale.

Da locale a planetario

Il passaggio di Blissett dalla dimensione rea-le a quella immateriale ha coinciso con il
suo trasformarsi da pericolo pubblico italia-no ad allarme mondiale.  Le sue ultime azioni
online sono diventate un caso negli ambienti della Web-art americana, tanto da spingere a
parlarne persino The New York Times. E Luther ha pensato bene di farlo sa-pere in giro,
amplificando l'eco dell'episo-dio, tra e-mail e annunci su siti come “rhizome” un'e-zine
di cultura digitale.
Bersaglio del sabotaggio blissettiano sono gli artisti digitali e le gallerie online che
stan-no esplorando nuove strade nella commer-cializzazione delle opere d'arte. Opere
immateriali e come tali vendibili via Rete, bit ar-tistici trasferibili in tempo reale
dall'altra par-te del pianeta con i sistemi dell'e-commerce. Il primo “cyberproiettile” e’
toccato cosi’ a Surface, la mostra online organizzata dal centro di Web-art Hell.com, sito
rigorosamente nero e carico di Java, sul quale potrete trovare di tutto ma non quel-la
mostra, che ormai non c'e’ piu’... e a Te-leportacia la prima galleria del cyberspazio che
abbia provato a vendere arte via Web.
Com'e’ riuscito a colpirle? Non con le tecni-che da hacker o polverizzando il loro
server, niente di tutto cio’: semplicemente Blissett si e’ collegato come avrebbe potuto
fare un qual-siasi utente, e ha scaricato il contenuto dei due siti, per dimostrare come
la pirateria sia congenita al cyberspazio e per questo non possa essere ritenuta un reato
ma, al contra-rio, un fatto normale che fa parte di un mon-do con regole diverse da quello materiale.
Tutto qui? No, ovviamente.  Blissett ha preso le opere di Web-art che si “ritrovato”
nel-la cache del suo browser e le ha messe on-li-ne sul proprio enigmatico sito (di solito
contiene solo una scritta con l'Url, ripetuta in maniera massiva). Del resto se ogni
nume-ro e’ identico alla sua copia, e ci permette di duplicare all'infinito - -senza
alcuna perdita di qualita’ o differenze evi-denti - qualsiasi parte del cyberspazio,
per-che’ non applicare questo principio anche alla Web-art?

Crociata anti-copyright

Il sabotaggio blissettiano ha centrato in pieno il suo obiettivo: togliere ogni valore
commer-ciale alle opere d'arte online.  Opere immate-riali e per questo non
differenziabili in alcun modo, come accade per i pezzi d'arte fisi-ca, che sono invece
caratterizzati magari dall'unicita’ di una pennellata, dall'irripetibilita’ di un colpo di
scalpello assestato nella pietra oppure dalla fisionomia inconfondibile di una firma d'autore.
Insomma, perche’ pagare se non c'e’ diffe-renza tra l'originale acquistato sborsando fior
di quattrini e una copia che chiunque puo’ possedere? Un bel dilemma che trasfor-ma il
cyberspazio in un'enorme camera chiara, dove riflessioni teoriche come quel-le del
semiologo francese Roland Barthes sulla riproducibilita’ dell'opera d'arte e la
dif-ferenza tra la copia e l'originale (all'epoca, l'oggetto dell'analisi era la
fotografia) diven-tano armi per la guerriglia elettronica e il sa-botaggio culturale:
principi capaci di far col-lassare l'architettura del cyberspazio.
Ma qual era l'obiettivo dell'operazione? Evi-dentemente, Blissett mirava alla
propagazio-ne su scala globale del no-copyright-pen-siero, il manifesto dei nemici dei
diritti d'autore.  Una linea fondata sulla convinzio-ne che l'informazione deve essere
libera e costituire un patrimonio universale, accessibile gratuitamente da tutti.
Il Web, quindi, come proprieta’ collettiva e spazio libero d'espressione, e l'arte
immate-riale come arte pubblica svincolata dai meccanismi della commercializzazione
(diretta o mediata dalle gallerie).
Insomma, una grana in piu’ per le major che da piu’ parti provano a trattare la proprieta’
intellettuale dei prodotti digitali come hanno fatto finora con quella degli oggetti
fisici, tenendo in vita vecchie regole e barrie-re obsolete che capitolano di continuo di
fronte alla pirateria commerciale, all'hacking e alla cyberguerriglia.
Se su questi temi volete saperne di piu’ ba-sta che vi colleghiate al vero sito di Luther
Blissett, o meglio a quello a contenu-to teoretico, quello che non serve come ca-vallo di
Troia per penetrare nella cittadella assediata della proprieta’ intellettuale.   L
rag-giungibile all'indirizzo
ed e’ carico di documenti ed esperienze (ma la traccia di Blissett in Rete e’ sparsa un
po' dovunque).  A ospitarlo e’ il server di Idiosyntactix che si autodefinisce “the brand
name of the media revolution “, un'organizzazio-ne canadese di artisti e comunicatori
hi-tech.  Ma anche da loro sara’ difficile saper-ne di piu’ sull'identita’ di Blissett.

Quando la realta’ e’ sinonimo di finzione

Adesso il prossimo bersaglio potrebbe esse-re Richard Rinehart (o almeno questo e’ il
ti-more che confessa il diretto interessato al The New York Times), il cyberartista che ha
appena venduto per poco piu’ di 50 dollari il suo pezzo (per la verita’ non esaltante) “An
Experience Base -A Boolean Typhoon” attraverso il mega sito di e-commerce ebay la patria
di chiunque voglia comprare qual-cosa (qualsiasi cosa) all'asta senza staccarsi dal
proprio monitor.
Adesso l'ultimo dubbio che resta non e’ solo se Rinehart verra’ colpito o meno, ma anche
se tutto quanto descritto finora sia vero o falso.  Tutto cio’ e’ accaduto sul serio o e’
solo il prodotto di una storia intrigante, dell'al-leanza segreta di un gruppo di artisti
(a spartirsi i ruoli di vittime e carnefici)? Di un inganno diffuso ad arte e dell'errore
di un giornalista?
Poco importa, nel cyberspazio quesiti del genere perdono rilevanza, l'importante e’ che
tutta questa storia sarebbe potuta acca-dere.  E questo basta a far capire quanto nel
cyberspace sia relativa la differenza tra vero e falso, si tratti di arte o di realta’.


:::links:::

0100101110101101.ORG
http://www.0100101110101101.ORG

New York Times
http://www.nytimes.com/library/tech/99/07/cyber/artsatlarge/08artsatlarge.html

Teleportacia
http://art.teleportacia.org/Location_Yes

Rhizome
http://www.rhizome.org/cgi-local/query.cgi?a=q&q=0100101110101101.ORG

Nettime
http://www.nettime.org/cgi-bin/wilma_glimpse/nettime?query=0100101110101101.ORG

Luther Blissett Project
http://www.syntac.net/lutherblissett
http://www.LutherBlissett.net




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