-----Messaggio originale-----
Da: Mr.Six <mr_six@geocities.com>
Data: sabato 9 ottobre 1999 0.58
Oggetto:
Arte/Underground// [moowbz] Massimo Giacon, plagiarista.

Apprendiamo con molto ritardo (mai prestare le riviste ad altri senza
leggerle prima tutte!) che su "Flesh Out" n.3 di aprile/maggio 1999 il
noto artista multimediale Massimo Giacon ha finalmente palesato urbi et
orbi la sua adesione (crediamo convinta) al metodo di scrittura
plagiarista!
Il buon Giacon (autore peraltro di ottimi fumetti, illustrazioni, dischi
e tante altre cose molto valide) ha infatti (ri)scritto un articolo sul
"caso Mike Diana" attingendo a piene mani da "Mondo Underground -
Psicopatologie subculturali per mutanti contemporanei", piccolo manuale
Bignami per anoressici della controcultura pop, edito dalla defunta
Tunnel Edizioni di Bologna nel marzo 1998 e recensito su diverse riviste
a diffusione nazionale come "Rumore", "Neural", "Mucchio Selvaggio" e
"MIR".
Il libretto in questione (poi dematerializzatosi in
mondo.underground.webzine http://www.geocities.com/SoHo/Cafe/8541) si
apriva con un primo capitolo dedicato ad alcuni graphic artists
devianti, tra cui appunto il famigerato Diana.
A quanto pare,  gli "addetti ai lavori" hanno saputo apprezzare, e di
molto!
Ma procediamo a uno stringente confronto all'americana tra alcuni
paragrafi dell'articolo in questione e quanto scrivemmo in MU (e sempre
disponibile all'URL http:/www.geocities.com/SoHo/Cafe/8541/diana.html):


-Massimo Giacon 1999:
"[...] Riconosciuto colpevole (malgrado la difesa del Comic Book Legal
Defense Found, l'organismo di assistenza legale autofinanziato dalla
maggior parte dei cartoonist americani, e dalla American Civil Liberties
Union), Diana è stato condannato a 3000 dollari di multa e tre anni di
libertà vigilata, più una serie di condizioni che includevano l'obbligo
di sottoporsi a un controllo psichiatrico entro 30 giorni dalla
sentenza, la richiesta di seguire un corso di etica giornalistica (a
proprie spese), la proibizione di avere contatti con minori di anni 18,
e la possibilità di essere sottoposto a perquisizioni periodiche per
provare che non produca più materiale osceno per uso pubblico o
personale."

-Mondo Underground 1998:
"[...]...malgrado la strenua difesa organizzata dal Comic Book Legal
Defense Found, l'organismo di assistenza legale autofinanziato dalla
maggior parte dei cartoonist americani, e dalla ACLU (American Civil
Liberties Union)...[...]
Riconosciuto colpevole , Diana è stato condannato a 3000 dollari di
multa e tre anni di libertà vigilata, più una serie di condizioni che
includono l'obbligo di sottoporsi a un controllo psichiatrico entro 30
giorni dalla sentenza, la richiesta di seguire un corso di etica
giornalistica (a proprie spese), la proibizione di avere contatti con
minori di 18 anni, e la possibilità di essere sottoposto a perquisizioni
periodiche per provare che non produca più materiale osceno per uso
pubblico o personale."

-Massimo Giacon 1999:
"Mike Diana, oltre alle ovvie conseguenze relative alla condanna, ha
goduto di una inaspettata popolarità e stima negli ambienti underground,
fumettistici e mediologici, che ne hanno fatto una specie di anti-eroe.
La condanna non gli ha impedito di continuare a disegnare per riviste
dalla buona diffusione, e di dedicarsi alle sue controverse attività
(circolano dei suoi filmati in Internet in cui si masturba davanti alla
telecamera, bestemmia e vomita su una Bibbia e un crocefisso), insomma i
lettori cinici potrebbero dire che in fondo dal processo Diana ci ha
pure guadagnato. Può darsi."

-Mondo Underground 1998:
"Mike Diana, dal canto suo, oltre alle ovvie conseguenze della condanna
(...), ha conosciuto un relativo momento di "gloria" e di tranquillità;
il provvedimento lo ha infatti reso piuttosto popolare,  facendone un
anti-eroe di culto, e non gli ha certo impedito di continuare a
dedicarsi alle sue controverse attività (sembra che su Internet girino
dei video con Diana che si masturba davanti alla telecamera, bestemmia e
vomita su una Bibbia e un crocefisso). [...] Insomma, volendo essere
cinici si potrebbe dire che in tutta questa storia in fin dei conti a
guadagnarci è stato proprio Diana. Può darsi.
Ma di martiri, tutto sommato, ce ne sono stati fin troppi."

Eccellente, Giacon, eccellente!
La svolta plagiarista e la scelta del "nostro" (ma sarà veramente così,
poi?) materiale come fonte ispirativa è un atto che ovviamente ci
lusinga (e non scherziamo, davvero!) ... se non fosse che il risultato,
in questo frangente, potrebbe apparire alquanto deludente e prestare il
fianco a diverse critiche.
Nel caso di Giacon, infatti, stiamo parlando di un artista riconosciuto,
un "creativo", e quindi il ricorso a una forma così dilettantesca di
plagiarismo parola-per-parola è decisamente insoddisfacente, per lui e
per tutti coloro forse costretti loro malgrado a doversi sorbire due-tre
volte la stessa minestra riscaldata...Prima (di) noi, poi lui, poi un
altro... Ripetizione senza differenza, nessuna variazione sul tema.
Un plagiatore neo-plagiarista potrebbe scegliere di plagiare parola per
parola, ma quelli di indole più creativa dovrebbero e potrebbero almeno
sforzarsi di fare una parafrasi del testo in diversa successione
sequenziale, che diamine!
In "Metodi del detournement" (Les Lèvres Nues #8, Maggio 1956), Guy
Debord e Gil Wolfman distinguono tra un detournement minore e un
detournement seduttivo. Il primo consisterebbe nel plagio di un elemento
che non ha grande importanza in sé, e quindi trae tutto il suo
significato dal nuovo contesto in cui viene posto. Il plagio seduttivo
riguarda invece il deturnamento di un elemento intrinsecamente
significativo, che deriva uno scopo diverso dal nuovo contesto.
Mentre un banale arrangiamento personale di parole viene definito "una
mera convenzione": non seduce, non avvince, non crea collisioni.
Il superamento e la sintesi degli elementi originali, con il portato di più
mondi espressivi che si incontrano e si influenzano reciprocamente, rimane
lettera morta.
Non c'è da meravigliarsi allora, se alcuni nostri collaboratori abbiano
addirittura avanzato l'ipotesi ultracritica che l'articolo di Giacon non
sia affatto un'applicazione pratica del metodo, bensì una ennesima
riproposizione (a un livello più alto) della vecchia xerox-art, l'arte
della copia fotostatica dei primi anni'80, cosa che connoterebbe la
performance letteraria del suddetto come bolsamente passatista e
indubbiamente reazionaria.
Qualcuno, fuori dal reame dell'arte, potrebbe anche cominciare a pensare
che Massimo Giacon sia semplicemente uno squallido parassita, e questo
non sarebbe certo salutare per la sua reputazione...
Ma siccome "in dubio, pro reo", sostenere questa così malevola
interpretazione ci appare francamente troppo azzardato: spinti
quantomeno dall'istintiva simpatia verso "Flesh Out" (una delle poche
riviste decenti in circolazione), propendiamo per la migliore delle
ipotesi finora delineate.
Accogliamo dunque con un plauso l'acting-out di Giacon a fianco della
lotta contro la proprietà intellettuale, invitandolo tuttavia a
impegnarsi  di più e meglio nelle sue (ancora) timide sperimentazioni:
state pur sicuri che anche noi continueremo a fare altrettanto!
Cosa ce l'hai a fare un campionatore se non lo sai usare?
Nulla si crea, tutto si ricicla. Il plagio è necessario: il progresso lo
implica.
Lunga vita a Massimo Giacon, un plagiarista, uno di noi.


gli ex-autori di "Mondo Underground"



PS
prossimamente on-line, le strips di "Mrs.Kolucci", l'ultimo fumetto
psycho-pop di moowbz...


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qualcun altro lo faccia per te, anzi, *contro* di te! "
(The moowbz handbook to digital resistence, 1999)
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"...Conosco anche un'altra storia, a proposito di Otake e Go Seigen che
una volta consultarono un veggente nel tentativo di capire quale fosse lo
stato mentale per vincere a go. Venne loro risposto che era necessario creare
un vuoto mentale, dimenticarsi di sè mentre l'avversario meditava."
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