-----Messaggio originale-----
Da: paolo ghenna <provos@disinfo.net>
Data: venerdì 22 ottobre 1999 0.38
Oggetto:
Undeground/ anasrcociclismo e identità

L’Anarcociclismo e l’Identità

Per una analisi del rapporto tra Anarcociclismo ed Identità possiamo comodamente partire dalle basi
poste da Luther Blissett,  il quale è spesso e volentieri nostro stimato cerebrostimolante compagno di
Viaggio. L’Identità è un sofisticato trucco messo in atto dalla logica borghese per poter individuare aree di
mercato sempre nuove e diversificate; con il tramontare dell’adolescenza la maggior parte delle persone
finisce di costruirsi intorno quel bozzolo che lo protegge dall’esterno che viene chiamata identità. Che
deve cambiare il meno possibile con il passare degli anni. “Maturare” si dice; ma forse non per indicare il
divenire commestibile di un frutto, ma per simboleggiare la sua futura putrefazione. Per la logica
borghese la personalità non deve mai mutare; sarebbe pericoloso. Questo perché l’Identità serve
soprattutto a proteggere il mondo da quello che c’è dentro una persona, e non il contrario. Può solo
cambiare la buccia esteriore, anzi deve cambiare, ed alla svelta anche, con il mutare delle stagioni
possibilmente, in modo da poter perpetrare sordido banchetto della moda. Per un movimento, ma anche
per un individuo, lo scegliere una identità stabile e definitiva per relazionarsi col mondo equivale a
fottersi, lasciarsi incasellare in uno dei tanti loculi già pronti, con scritto sopra nome, cognome, numero di
telefono e codice fiscale. Non ricordo più chi disse che “cristalizzarsi in una forma significa morire”...
parole sante ( fu Abele, Abramo, Cristo, S. Rita, IL Dio Porko? Mah...).
Alla scelta di Luther, cioè quella di riunire sotto un solo nome una molteplicità di individui,
l’Anarcociclismo preferisce creare in continuazione nuove identità, con nuovi nomi e nuove storie
personali, magari mantenendole in contemporanea. Ciò ci aiuta a dare libero sfogo a quello che è stato
giustamente definito “il nostro piccolo condominio di follia”, cioè la pirotecnica molteplicità di identità e
di idee che schizzofrenicamente è racchiusa dalla nostra scatola cranica. Ci prendiamo il lusso di utilizzare
a piacimento nostro una svariata gamma di pseudonimi, con i quali non cambia solo il nome che
utilizziamo, ma anche la nostra prospettiva al mondo. E tra i nostri nomi compare certo anche Luther
Blissett, così come Mr. Wheels, PsykoZygo, Orgon, S. Antonio, Dr. Molotov e cento migliaia di altri.
D’altro canto l’utilizzazione del nome Anarcociclismo ci pone sempre in quell’area oscura e “indecente”,
nella quale risiede anche l’amico Luther, che è l’anonimato di fatto. L’anonimato totale, che ci pregiamo
di mantenere anche con gli amici più cari et familiari et partnerz, risulta infine uno degli elementi chiave
del nostro movimento, tant’è che nemmeno io, che sono probabilmente uno dei primi baldi giovani che si
è riunito assieme ad altri pazzerelloni come lui sotto il nome dell’Anarcociclismo ho la più pallida idea di
chi siamo e quanti siamo, eccezion fatta per un discreto numero di figliuoli et figliuole conosciuto più o
meno per caso, e di quei contatti stabiliti da me di persona per cause di proselitismo. Finché non
impazziamo completamente, nel senso di non essere più capaci di intendere e di volere (e certo molti
vorrebbero che questo succedesse alla svelta, ma temo proprio che non sarà così), tiriamo avanti come
biciclette col telaio pesante e scrostato lanciate giù per una discesa rupestre piena di buche. A volte
cadiamo, ma questo rende solo più divertente il tutto.
                                                                                                          PsykoZygo, un Anarcociclista


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