-----Messaggio originale-----
Da: Ya basta! <yabasta@tin.it>
Data: martedì 26 ottobre 1999 14.41
Oggetto: Politica// Reti, un incontro a londra
Care tutte, cari tutti,
il tempo che è passato è parecchio, l'autunno dalle nostre parti sta
portando nuvole grandi e lente, gonfie di pioggia paziente.
L'autunno. Pensiamo che per molti l'ultimo messaggio che avete ricevuto
dalla Ya Basta! posse sia stato proprio la riflessione sull'autunno, le
fortezze, le frontiere... all'orizzonte si avvicinava l'incontro di Tampere
"...mentre nei loro palazzi i potenti d'europa costruiscono nuovi muri..."
l'europa dei movimenti ha fatto sentire la sua voce, ha mosso le sue braccia
e le sue gambe per agire contro le macchine di espulsione.
La giostra ha girato bene, molti si sono ritrovati in Finlandia, molti hanno
agito nelle loro case. Le giovani settantenni arrivate dalla plaza de Majo
di Buenos Aires hanno beffato la polizia, palloni ricoperti di carta da
forno hanno mandato in tilt occhi elettronici per aerei da rimpatrio
forzato.
Il festeggiamento è stato anche rallegrato da un messaggio di Don Durito
della Lacandona, che dal Chiapas ci raccontava di come in un suo viaggio in
europa ""aveva dovuto capeggiare una rivolta per scappare da uno di quei
"Centri di Detenzione Temporanea (per Immigrati)", che sono una specie di
campo di concentramento, dove le autorità italiane isolano, prima di
espellere dal
loro paese, tutti quelli che provengono da altri paesi e, pertanto, sono
"altri differenti". ""
Questo stesso autunno ha visto raccogliersi sulla costa catalana alcune
decine di zapatisti europei, per un incontro che ha fatto iniziare il
progetto della seconda carovana civile di osservazione per i diritti umani
proprio in Chiapas, in vista della venuta di Mary Robinson, osservatrfice
ufficiale della NATO, pardon dell'ONU.
A voi come va, care tutte, cari tutti?
Siamo in vista di un incontro europeo a Londra per il 6 e 7 novembre (a
proposito si comincia il 6 mattino e si finisce il 7 sera, confermato?) e
vorremmo sapere cosa ne pensate.
Da un pò di tempo stiamo facendo delle domande alle donne e agli uomini che
costruiscono giardini di idee e di azioni senza gli stampini dell'euro o del
dollaro, che liberano, migliorano e difendono i posti e i momenti peggiori e
lottano contro chi vuole rubare i posti e i momenti migliori. Chiediamo loro
e
a noi stessi perchè ci sentiamo tra loro, perchè non ci diamo degli
appuntamenti e cominciamo a informarci, a confrontarci, a fare delle belle
feste di lotta e delle belle lotte vivaci e vitali insieme?
Non vogliamo sembrare fanatici delle tecnologie, ma non è un caso che a
molti di quelli che stanno leggendo questo nostro messaggio il testo è
arrivato dal web, o da qualcuno che lo ha trovato nel web e lo ha messo in
circolazione a partire da lì.
E' un fatto che gli ultimi appuntamenti che ci siamo dati sono passati dalla
rete, che grazie ad essa è stato possibile avere aggiornamenti in tempo
reale.
Basta pensare alla carovana intercontinentale, al 18 giugno, o alla giornata
europea di azione contro le espulsioni del 15 di ottobre.
Visto che la rete la utilizziamo facciamo uno sforzo e colleghiamo le nostre
liste, i nostri siti, i nostri messaggi. Ognuno senza cambiare una virgola
di quello che dice, senza cambiare un gesto nelle azioni che fa, però con la
possibilità di conoscersi, di confrontarsi di far leggere i propri
comunicati, di far vedere le proprie immagini ai nostri simili, di dare un
contenitore fisso per lo scambio di informazioni e non di tanti contenitori
che si costituiscono temporaneamente su singole iniziative.
In questo senso c'è un progetto di lista e poi di sito europeo di
coordinamento dei collettivi zapatisti, le compagne e i compagni che hanno
lavorato per il 15 di ottobre a Tampere hanno costituito addirittura due
siti sul controvertice che potrebbe essere un embrione di un sito europeo di
coordinamento per i migranti, l'agp ha un suo sito, questa settimana lo
stesso gruppo di lavoro che a Tampere ha formato il sito per i migranti ne
sta costruendo uno che si chiamerà "The future state of Balcanja" e potrebbe
essere un embrione di coordinamento web sui balcani.... zapatismo, migranti,
WTO, balcani, ma anche lavoro e reddito, internazionalismo, e altro, secondo
i desideri di tutte e tutti.
Un esempio realizzato è quello di "Isole nella rete", il sito web dei
movimenti italiani, che invitiamo a visitare: www.ecn.org
.
L'idea per il sito europeo è che i siti mettano tutti una finestra di
collegamento, e che si costruiscano mailing list europee "editate", con la
possibilità di consultare i messaggi collegandosi al sito senza essere
iscritti a tutte le liste. A chi interessa?
Per la "consulta" nel senso dato dal desaparecido (querido, un abbraccio
grandissimo a tutti e tre...e scusa il ritardo)
"...One of the ideas put forward is to make a CONSULTA (similar to the
zapatists principle). Something to be defined still but it is basicaly a
horizontal process of groups in Europe thinking about how they want to work
together, on which basis, for which aim. If you want more information on
this feel free to come or contact me : desaparecido@gmx.de
Some emails on the consulta have been sent on this list around the 11th,
16th and 23rd of september.
Someone on this list said the consulta seemed to be a consultation between
virtual activists having personal contacts.
That is not at all the aim. It will only take place if there are many many
groups supporting the call to it, else it is impossible to implement and has
absolutely no sense. It may never happen. It may take several years to
happen..."
potrebbe essere uno degli strumenti, inizialmente ma anche stabilmente.
Venendo a Londra, 6-7 novembre.
Ci fate sapere chi è interessato a partecipare?
Sarà una riunione solo dell'AGP o verranno anche altri movimenti? Questo
testo vorremmo arrivasse a più gruppi, collettivi e individui possibile, che
arrivasse a chi abbiamo incrociato nei nostri sentieri o a chi siamo curiosi
di incrociare, fateci sapere.
Nello spirito di costruire la consulta c'è la proposta che chi ci riesce a
Londra arrivi con una presentazione della propria esperienza e della propria
realtà, che (noi proponiamo) a Londra venga diffuso in fotocopie. Con questo
obiettivo abbiamo diffuso il testo "Tempo clandestino". Senza pretese,
cominciamo a parlarci di quello che facciamo.
Di questo vorremmo si parlasse comunque in quei giorni, come vorremmo che si
parlasse ovviamente della preparazione delle iniziative per il 30 novembre a
Seattle, magari preparando l'incontro con dei testi che aiutino tutti nella
riflessione e nelle azioni.
In questo senso se Durito ci racconta che è fuggito dai lager europei per
noi significa che dalla selva (ma per noi non è una novità) ancora una volta
hanno avuto la capacità di leggere che la realtà è una trama dove i fili di
diversi colori si intrecciano e sovrappongono continuamente, spariscono per
poi riapparire.
Significa che cercare di liberare, migliorare e difendere i posti e i
momenti peggiori e lottare con chi vuole rubare i posti e i momenti
migliori, significa incontrare percorsi differenti di chi ha questo stesso
obiettivo.
E che parlare di Seattle significa anche parlare di zapatismo, migrazioni,
reddito e lavoro oltre che di free trade OGM e di molto altro.
A risentirci, arrivederci.
Associazione Ya Basta!
Per la dignità dei popoli
e contro il neoliberismo.