-----Messaggio
originale-----
Da: Leoncavallo <csleo@tin.it>
Data: sabato 6 novembre 1999 20.16
Oggetto: Politica / Sicurezza // EFFETTI PERSONALI
Sentiamo di nuovo rumori
molesti.
Di nuovo lemergenza.
Non cè sicurezza senza libertà. E sicurezza vuol dire radicale
cambiamento
della legislazione sui migranti, e una svolta antiproibizionista.
Un doppio versante dove si coniugano laccoglienza per i flussi dei
migranti
nellEuropa dei lager e delle frontiere blindate, e una inversione di
rotta
rispetto al totale ed evidente fallimento del proibizionismo.
Sono sempre gli stessi. Sono quelli che parlavano di tolleranza zero, quelli
che hanno eretto nelle periferie dellimpero lager di stato e che
paventano
ad ogni occasione emergenze varie e di comodo. Ieri era la microcriminalità,
oggi le cosiddette nuove droghe. Cosa pensate di trovare, chi e che cosa
volete rinchiudere, quanto sarà alto il prossimo recinto da scavalcare?
Quanto sarà difficile varcare la prossima frontiera? Sapete chi siamo.
Siamo
quelli che da anni hanno messo in campo politiche alternative per la
sicurezza nei territori, superando il proibizionismo della legislazione
vigente in merito a vecchie e nuove droghe e linaccettabile
politica
sui migranti. Abbiamo attivato pratiche di riduzione del danno su questioni
inerenti alle cosiddette nuove droghe con soggetti enormemente diversi tra
di loro (dal Ministero degli Affari Sociali, alla Lila, dai SerT
territoriali alla CoLCE, e poi dottori, psicologi, ricercatori, preti,
consorzi, associazioni), ma con un unico obiettivo: produrre consapevolezza
e informazione reale per produrre libertà.
Abbiamo piantato e poi raccolto, di nuovo piantato e di nuovo
raccolto.
Pianteremo ancora e raccoglieremo finchè il nostro sarà un raccolto di
libertà.
Non si torna indietro le strade che abbiamo deciso di percorrere, le
frontiere che abbiamo voluto varcare, gli eventi che abbiamo promosso e
gestito hanno un segno indelebile. Producono pratiche di liberazione reale,
dove lantiproibizionismo diventa ingrediente essenziale per rilanciare un
progetto che parte dai bisogni e dalle necessità dellindividuo; e
diventa
battaglia di libertà. Un progetto che batte il tempo alla metropoli, che
chiede spazio e se lo prende; un progetto che ha tante gambe, tante voci e
tante mani. Un progetto che spaventa e indigna chi ha il sonno agitato da
paure ataviche, un progetto radicale di liberazione per tutti e per tutte e
che azzera le politiche illusorie sulla sicurezza e le sorpassa, rilanciando
in avanti. Nei nostri luoghi e nei vostri abbiamo buttato dei semi che
presto matureranno; è un processo irreversibile, indietro non si torna. Si
raccoglie e basta.
C.S. LEONCAVALLO ASS. YA BASTA! - DEPOSITO BULK - PERGOLA TRIBE -
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CALUSCA C.S. COX 18 - CIRCOLO ANARCHICO PONTE DELLA GHISOLFA C.S.
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