-----Messaggio originale-----
Da: Leoncavallo <csleo@tin.it>
Data: mercoledì 3 novembre 1999 17.57
Oggetto: Inghilterra / India / Paesi Baschi // Sulla ruota del millennio per 30 ore contro le dighe in India e nei Paesi Baschi

ATTIVISTI IN LOTTA CONTRO LE MEGA DIGHE IN INDIA COME NEI PAESI BASCHI
SCALANO LA RUOTA DEL MILLENNIO

Centro di Londra Lunedi 25 ottobre, 1999 ore 06,00 BST (British Summer
Time).

Probabilmente emergendo dalle acque del Tamigi, otto attivisti di cui sei
baschi hanno occupato “La Ruota del Millennio” comunemente conosciuta come
“London Eye” del peso di 1.500 ton. e di 450 piedi di altezza, per
protestare contro i progetti delle dighe nei Paesi Baschi e in India.

Gli attivisti sono
rimasti abbarbicati  in  cima della torre incatenati alla ruota , in segno
di sfida dopo aver eluso i controlli del personale addetto alla
sicurezza.Due di essi hanno resistito per almeno 30 ore. Sulla cima hanno
spiegato enormi striscioni con vari slogan “Stop alle Dighe! “, Liberiamo Il
Narmada”, “Il Fiume scorra libero!"). L’azione è stata intrapresa da
ambientalisti baschi del gruppo “ Solidarios con Itoitz”  e dagli “Attivisti
Britannici del Narmada “con lo scopo di far aumentare la consapevolezza
della gente nella campagna contro i  progetti delle mega dighe.

In un comunicato gli attivisti baschi hanno spiegato le ragioni della loro
azione :

“Per molti anni abbiamo visto come la tendenza del capitale è quella  di
concentrare le popolazioni in grandi conurbazioni  a detrimento delle aree
rurali che sono diventate sempre più deserte.
Le aree rurali sono trasformate in ” aree  risorse “ per infrastrutture di
trasporti su vasta scala , “ centri di produzione ” per l’energia e per l’
agricoltura industriale o per l’accumulazione di materie prime per
soddisfare i  bisogni delle grandi città. Una di queste materie prime che ha
assunto un valore sempre più grande è l’acqua, che viene accumulata in
serbatoi giganteschi, sommergendo poi città, valli, tradizioni e modi di
vita basati sul rispetto della madre terra (amallura-pachamana), fonte di
vita.

Con queste dighe, il potere costituito controlla a suo piacere una risorsa
indispensabile come l’acqua , speculando su di essa sperperando denaro
pubblico, promuvendo gli interessi corrotti di aziende private, ingannando
la gente con improbabili progetti  di irrigazione e mettendo a repentaglio
le popolazioni che vivono lungo i fiumi.
Un esempio emblematico  di questo tipo di infrastrutture di “sviluppo” sono
la diga di Itoitz (nei Paesi Baschi) e il Sardar Sardovar  nella valle del
Narmada.

La costruzione del serbatoio Itoitz è cominciata nel 1993; se fosse
pieno, sommergerebbe 9 città e 5 riserve naturali di immenso valore
ambientale.L’irrigazione viene usata per mascherare le reali ragioni della
diga - per esempio gli interessi economici dell’industria e del turismo del
tutto estranei ai problemi delle zone interessate  verso le quali l’acqua
sarebbe convogliata  per mezzo di supercanali.
Nonostante siano stati dichiarati completamente illegali dalle più alte
autorità giudiziarie , i lavori continuano e la diga è già stata costruita.
Studi ufficiali hanno messo in luce gli aspetti strutturali della diga
soprattutto per il pericolo che essi costituiscono per le popolazioni che
vivono a valle.


Il collettivo “Solidarios con Itoitz” pratica azioni dirette pubbliche non
violente  contro questa diga.
Tra le  40 azioni attuate nella campagna contro le dighe , la più incisiva è
stata il taglio dei cavi del sistema di trasporto del  cemento, che ha
fermato i lavori della diga per un  intero anno.
Gli 8 partecipanti all’azione, in un ingiusto processo sono stati condannati
a 5 anni di prigione.


L’azione di Londra che fa parte di una “Campagna Europea” S.O.S , è una
protesta contro la sentenza e contro la costruzione della diga.Gli attivisti
hanno dichiarato :


“ Con l’azione di oggi vogliamo dimostrare a livello internazionale  il
nostro completo rifiuto contro la costruzione di mega serbatoi e dighe che
minacciano il futuro della terra e i  suoi popoli.

La bandiera dei movimenti di lotta contro le mega DIGHE piantata sulla Ruota
del Millennio a Londra sta lì a dimostrare il nostro rifiuto verso un
sistema di “sviluppo” irrazionale e consumistico che non esita a spendere
milioni di sterline per spettacoli fatui (Ruota del Millennio) negando nello
stesso tempo la possibilità di vita a milioni di persone  alla vigilia del
3° Millennio”


INDIA-VALLE DEL NARMADA: LE DIGHE INDIANE LASCERANNO UN MILIONE DI PERSONE
SENZA TETTO.

Secondo gli attivisti britannici del Narmada, che hanno preso parte all’
azione, e che hanno vissuto dal vivo I problemi dei tribali del Narmada,
più di un milione di persone perderanno la  casa, la loro terra e le loro
risorse  nella valle del Narmada (India Centrale).

Il governo centrale annuncia che il progetto molto controverso dello
sviluppo della valle del
Narmada (che prevede 3200 dighe) è il più grande progetto di sviluppo  mai
concepito nella storia dell’uomo. Ma molti (inclusa la Banca Mondiale)
vedono questo come il più grande disastro ambientale della storia
pianificato dall’uomo.

Attraverso questo piano di sviluppo irrazionale, strappando il fiume al suo
popolo e regalando la sua acqua ad altri (spinti da interessi meramente
commerciali), il governo indiano dichiara che tale progetto irrigherà le
terre e fornirà acqua potabile in zone lontane (anche a 3000 km.di
distanza). Questo verrà fatto senza neanche una revisione di altre possibili
alternative decentralizzate. La prima diga costruita irriga solo il 5% della
terra prevista nonostante le promesse delle autorità.

E’ risaputo che il progetto nasce incrinato. La Banca Mondiale fondatrice
iniziale del progetto, è stata forzata dal grande NBA (Movimento dei popoli
del Narmada) a condurre una revisione neutrale del progetto. In seguito a
questa revisione la Banca Mondiale ha ritirato il suo sostegno.


L’NBA stima che più di 500.000 persone saranno dislocate solo  a causa del
Sardar Sardovar Project (SSP). Questa mega diga da sola sommergerà più di
27.000 ettari di foreste antiche e terre agricole produttive . La maggior
parte delle persone colpite dall’ SSP sono adivasi (tribali) la cui civiltà
è più antica dello stesso induismo.

Molti di coloro le cui terre venivano tolte illegalmente non risultano nella
categoria delle “Persone Colpite dal Progetto”, e pertanto non hanno diritto
ad alcun compenso , riabilitazione o reinsediamento.
I progetti di reinsediamento hanno disperso comunità-villaggio in più di 40
aree differenti, dove laterra non è fertile distruggendo realmente tutti i
loro legami sociali e culturali. Le persone costrette ad accettare il
reinsediamento nei tardi anni settanta, hanno trovato la loro condizione
così terribile che molti sono ritornati alle loro terre anche se molte di
queste sono state sommerse.
Ad altri è stato fisicamente impedito dalla polizia di lasciare le nuove
colonie. Il popolo della valle del Narmada ha deciso di morire sommersa
piuttosto che lasciare la propria terra.



AGLI ATTIVISTI EUROPEI CHE SI BATTONO CONTRO LE DIGHE


AMMU AKHA! EK SE!

basta con la criminalizzazione delle azioni, mettiamo in carcere i
costruttori delle dighe!



per informazioni:

Associazione Ya Basta!
Per la dignità dei popoli
e contro il neoliberismo. Lombardia

Centro Sociale Leoncavallo

Milano, via Watteau 7, 20125.
tel        02 670 - 6474 \ 5185
fax       02 6705621
email   yabasta@tin.it



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Akira