-----Messaggio originale-----
Da: Ferdinando Dubla <dubla@mail.planio.it>
Data: lunedì 1 novembre 1999 18.28
Oggetto: Politica/Jugoslavia/ar finta
di non vedere// DISINFORMACIJA
DISINFORMACIJA
Anche l'Unità filo-ultragovernativa si è accorta delle bugie "costruite"
durante la guerra di aggressione alla Jugoslavia. I conti dei morti,
infatti, non tornano per niente e di quelli sbattuti in prima pagina
durante i bombardamenti per demonizzare i serbi, ne mancano parecchi.
Questo è un brano dell'articolo a firma Paolo Soldini sul giornale dei DS
(al 25%) lunedi 1 novembre 1999:
"E a mancare, in questa orribile contabilità, non sono soltanto i morti di
Djakovica. Sempre secondo il Dipartimento di Stato Usa, infatti, nelle
località indicate nell'elenco italiano sarebbero avvenute altre tre stragi:
il 4 aprile a Kraliane, dove sarebbero state uccise 100 persone e dove è
stato trovato un solo cadavere; a Banijca-Istok, 50 presunte vittime e un
solo cadavere ritrovato, e a Lubenic: 100 morti di cui si stanno ancora
cercando le tracce.
Se il dato di 670 corpi verrà confermato, o ci si assesterà su un ordine di
grandezza simile, si porrà il problema di spiegare la discrasia tra
l'ordine di grandezza dei corpi trovati e quello degli eccidi denunciati
durante e dopo la guerra. Un certo peso avrà certamente esercitato
l'emozione dei profughi che arrivavano, ancora terrorizzati dalla ferocia
della repressione serba, in Albania e in Macedonia. Ma è lecito il sospetto
che qualcuno tra Washington e Bruxelles si sia lasciato andare a qualche
gioco di "disinformacija". E probabilmente il caso delle fosse comuni che
vennero mostrate all'opinione pubblica mondiale nelle riprese aeree sulle
località di Izbica (altro luogo di una "strage" di cui non s'è trovato
neppure un cadavere) e di Pusto Selo. In tutte e due le foto in cui si
vedeva la terra smossa delle "fosse comuni" sono percepibili particolari
che non corrispondono a quelle, presentate come termine di raffronto, che
in teoria avrebbero dovuto essere scattate solo qualche giorno prima. A
Izbica una casa è improvvisamente cresciuta in altezza e un'altra ha
cambiato di forma. A Pusto Selo è spuntata, improvvisamente, un'abitazione
che nella prima foto non c'era. O i kosovari, nonostante la repressione e i
bombardamenti, lavoravano come pazzi, oppure qualcuno ha cercato di
imbrogliare l'opinione pubblica."
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"In ogni cosa noi comunisti dobbiamo saperci integrare con le masse. Se i
membri del nostro Partito passano tutta la loro vita seduti fra quattro
mura e non escono mai ad affrontare il mondo e sfidare la tempesta, di
quale utilità saranno per il popolo? Di nessuna utilità, e noi non abbiamo
bisogno di gente simile come membri del Partito. Noi comunisti dobbiamo
affrontare il mondo e sfidare la tempesta, il grande mondo e la violenta
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(MAO-TSE-TUNG)