----Messaggio originale-----
Da: Moreno Pasquinelli <marxista@tin.it>
Data: mercoledì 3 novembre 1999 23.40
Oggetto: Politica / Napoli // Repressione: solidarietà e critica

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3 novembre 1999

Al Comitato contro la repressione

Oggetto: assemblea di Napoli del 6 novembre prossimo,

Cari compagni,

stiamo tentando di comporre una delegazione per portare la nostra adesione
all'assemblea da voi indetta per il 6 cm. Abbiamo alcune difficoltà legate
ad impegni che erano da noi stati presi nel mese scorso. Tenteremo però di
superarle. Nel caso non potessimo presenziare vi invieremo per tempo via
e-mail un messaggio politico di solidarietà nella speranza che esso sia
letto durante i lavori.
Va da sé che il nostro approccio non sarà diverso rispetto a quello che
assumemmo durante la riunione di Roma del 23/10 e cioè: solidarietà a tutti
i compagni e le organizzazioni colpite dalla repressione, tra cui la nostra
(qui la campagna di stampa contro il campo antimperialista continua). Non è
ammissibile far passare questa infame campagna di repressione e di callunia.
Né tacare le ambiguità e l'omertà di tanta sinistra "rivoluzionaria".
Tuttavia, dato che veniamo additati, dai mass media di regime, di essere
"terroristi" e "clandestini" (cioè veniamo accusati di essere collaterali e
contigui alle BR-PCC o al gruppo che edita il bollettino La Voce) riteniamo
un nostro obbligo POLITICO, in quanto comunisti che con tanta fatica lottano
per ottenere fiducia e credibilità in mezzo al proletariato, esprimere la
più ferma critica politica di strade e linee politiche velleitarie e
soggettiviste che non solo non ci appartengono, ma che riteniamo doveroso
battere in quanto pericolosi ostacoli sulla via della ricostruzione di un
autentico partito comunista rivoluzionario. Un partito che può esser
costruito solo prendendo atto, lucidamente, che  in tempi di ritirata
strategica ogni passo falso, ogni mitomania, ogni accelerazione
combattentista, possono recare danni irreparabili a tutto il fronte
anticapitalista e non solo a coloro i quali sono affetti da delirio di
onnipotenza.

VOCE OPERAIA


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Akira