-----Messaggio originale-----
Da: Andrea <jankel@tiscalinet.it>
Data: martedì 23 novembre 1999 22.56
Oggetto: Londra //  La polizia lancia sul web la caccia all'hooligan


M-L Anarcociclista per una rivolta a pedali -
http://www.kyuzz.org/anarcociclismo

da www.repubblica.it

          La polizia lancia sul web
          la caccia all'hooligan
          Le immagini riprese durante un corteo anarchico a
          giugno
          Privacy International condanna: "E' un'aperta
          diffamazione"

          di DARIO OLIVERO


          LONDRA - "Diventa anche tu un
          delatore online. Aiuta la polizia a trovare
          i ricercati grazie a Internet". Suona più o
          meno così l'ultima trovata in materia di caccia
          ai criminali e che, se si dovesse diffondere,
          rivoluzionerebbe tempi e modalità delle
          indagini di polizia. La novità arriva
          dall'Inghilterra e ha già fatto insorgere i
          difensori del diritto alla privacy. La polizia di
          Londra ha pubblicato sul proprio sito Internet
          le foto di 72 manifestanti che nel giugno
          scorso avevano dato l'assalto a uno dei
          templi del capitalismo, il London international
          financial futures exchange Building facendo
          danni per due milioni di sterline (circa 6
          miliardi di lire). Accanto alle foto, la polizia ha
          inserito un avviso per i cittadini: "Ogni
          informazione che potete fornire su queste
          persone sarà molto gradita e tenuta sotto uno
          stretto riserbo". Risultato: il sito è passato da
          500 visitatori al giorno a 5 mila e per ora le
          segnalazioni hanno portato a otto arresti.

          La notizia, diffusa dal magazine online
          "Wired", ha scatenato reazioni contrastanti.
          Entusiasta la polizia. "Grazie al sito web - dice
          il dirigente Tim Parson - possiamo pubblicare
          direttamente le foto e interagire con i cittadini
          senza intermediari". "Finora invece -
          aggiunge Parson - eravamo costretti a
          convincere i media a darci una mano".

          Meno entusiasta "Privacy international",
          un'organizzazione con sede a Londra e
          Washington che difende il diritto alla
          riservatezza. Il direttore Simon Davis ha
          condannato la galleria di immagini diffusa
          dalla polizia e ha dichiarato: "Si tratta di
          un'aperta diffamazione. Temo che in futuro la
          polizia possa usare Internet per chi non paga
          il biglietto del bus o del parcheggio o per
          qualunque tipo di infrazione. E' una
          questione-cardine: se la polizia continuerà a
          utilizzare questo mezzo, Privacy international
          è pronta a sfidarla in tribunale".

          I sospetti erano stati ripresi dalle telecamere
          della polizia durante la manifestazione del 18
          giugno chiamata "Carnevale contro il
          capitalismo" che, iniziata come protesta
          all'insegna dell'anarchia e del pacifismo, è
          presto degenerata con l'assalto al palazzo del
          centro finanziario. Il contributo all'escalation,
          manco a dirlo, è stato dato da hooligans che
          non hanno saputo resitere a un'occasione
          così ghiotta per fare danni. Sono soprattuto le
          loro immagini quelle messe in Rete su cui i
          cittadini sono invitati a pronunciarsi. Non tutte
          le telefonate e le e-mail arrivate alla polizia
          sono state utili, ma la pagina delle foto è
          costantemente aggiornata: man mano che un
          ricercato viene individuato, la sua foto viene
          rimossa e sostitutita con una scritta lapidaria:
          "now identified" (ora lo abbiamo identificato).

          Diffondere foto segnaletiche sul web non è
          una novità, ma in questo caso è il contesto a
          essere rivoluzionato. L'Fbi e anche il nostro
          dipartimento di Pubblica sicurezza hanno una
          galleria di foto online. Ma sono pubblicate
          immagini di latitanti o criminali per cui è stato
          emesso un provvedimento penale. Nel caso
          londinese, invece, siamo ancora a livello di
          segnalazioni. Comunque la polizia inglese per
          ora ha vinto sul piano penale. E ha vinto
          soprattutto sul piano telematico: mentre il sito
          dei bobbies va a gonfie vele, ormai di quello
          del gruppo anarchico che aveva organizzato
          la marcia di protesta, nel web non c'è più
          traccia.

          (2 novembre 1999)

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