Ciao
Sono Bepper chitarra/voce dei Point Break, hard core/punk band dalla
provincia di Milano, ti spedisco il seguente e-mail per chiederti se
potresti organizzarci un concerto a Como o in
c.s. della zona.Siamo insieme da quattro anni , abbiamo
realizzato due Demo tape , più
svariate
partecipazioni a compilation su cassetta , CD e "vantiamo" una esperienza
di oltre quaranta concerti nel Nord Italia, (siamo troppo modesti).
Se ti interessa posso spedirti la nostra seconda demo-tape "Reason in
revolt", all'interno della cassetta troverai anche un libretto con la
storia della
Band, testi, pensieri e foto.
Come noterai ascoltando la demo-tape il genere che facciamo è un Hard
core/ Punk abbastanza melodico con testi di forte critica nei confronti
della società capitalista.
Le nostre performance dal vivo a seconda delle esigenze oscillano tra la
mezz'ora e le due ore , e non abbiamo nessun problema a dover suonare
come gruppo di supporto. Dal vivo eseguiamo anche diverse cover di Punk
band come Ramones, Agnostic Front, Misfits, Clash più altre demenziali come
Daitarn III o
"popolari" come Bella Ciao, (naturalmente in versione HC-Punk). Per suonare
cerchiamo un semplice rimborso spese di 80000£ circa.
Siamo dotati di humor e di attrezzatura propria , ovvero abbiamo la
batteria, ampli per chitarra basso e una veloce macchina per arrivare
sempre in anticipo agli appuntamenti.
P.S. Avvertiteci almeno 1-2 settimane prima
Bepper
Per info: Tel 02-22473556
C.P. 29, 20099 Sesto S. G.
(Milano)
e-mail:bepper@tiscalinet.it
http:menbers.tripod.com/~RedNoise
(dove troverai tutta una serie
di informazioni sui Point Break, e Red NoiseWeb-zine con diverse
informazioni e interviste a band del circuito H.c. Punk : Los Crudos ,
Team Dresh , Bikini Kill, Buning Heads, Concrete, ...)
POINT BREAK/RED NOISE
Gli autori di questa 'zine sono le stesse persone che militano nella
hc/punk band Point Break, di conseguenza chi ci conosce (veramente pochi)
sarà stufo di ascoltare la solita storia, ma il mio augurio è che questo
numero di Red Noise ci permetta di arrivare ad un pubblico più vasto di
lettori. L'intenzione di questo breve ma intenso scritto e spiegare i
sentimenti e le idee che si muovono in un gruppo di ribelli con una causa.
A STORY ABOUT A PASSION.
Ovvero come 2 giovani teppisti di una degradata città-dormitorio di
periferia, caratterizzata da un passato non molto lontano di lotte operaie,
di licenziamenti, di chiusura di grosse fabbriche diventano divoratori di
punk rock. Poi ormai stufi di essere dei semplici ascoltatori passivi di
Bad Religion, Ramones, Youth of Today decidono di mettere su una punk band
per poter esprimere i propri sentimenti, le proprie idee.
Correva la primavera del '92 e nelle polverose cantine della proletaria
Sesto San Giovanni 4 teppisti della working class cominciarono a suonare un
grezzo punk rock. Due anni dopo 2 di quei teppisti presero la via dell'HC e
si schierarono apertamente dalla parte della classe lavoratrice, ormai i
tempi erano maturi per un point break. Dopo una serie di concerti a Milano
e dintorni esce il primo demo-tape caratterizzato da sonorità in bilico tra
l'hard core melodico e roba più incazzata, 11 pezzi che rappresentano i
primi 7 mesi di attività, non un capolavoro ma sicuramente una demo
interessante che a più di 3 anni dalla sua uscita trova consensi continui
da parte della comunità accacì-punk. Tra gli 11 pezzi sono da segnalare
oltre le cover di Daitarn 3 e Bella ciao, la "melodica" Point break e la
"violenta" Self defence. Point break è la storia di un operaio che ha
sempre seguito i suoi padroni ma gli eventi gli hanno aperto gli occhi ed
ha finalmente capito che questa società necessità di un cambiamento
radicale. Self defence invece afferma chiaramente che alle provocazioni
fasciste bisogna rispondere . I testi come le musiche vengono scritti da me
(Bepper) e Lucky e rispecchiano le nostre idee politiche rivoluzionarie ed
anticapitaliste. Io e Lucky siamo dell'idea che siano già troppe le persone
che soffrono per l'illogica del profitto capitalista e che ha questa
illogica si può e si deve porre la parola fine. Per noi il punk-hard core
non è solo musica è riflessione e ribellione e progettualità insieme. Non è
possibile scindere i problemi della nostra vita quotidiana dalla musica che
suoniamo o che ascoltiamo, non è possibile vivere 2 vite completamente
separate altrimenti cadremmo nell'opportunismo cantando qualcosa di
alternativo quando magari si è omologati ad un sistema che non consideriamo
nostro e che sicuramente non difende i nostri interessi.
RED NOISE.
Nell'Estate del '94, in maniera non del tutto legale abbiamo la possibilità
di poter fare fotocopie a gratis .Decidiamo immediatamente di fare una
fanzine gratuita, sulla scena italiana. Il tutto nasce dalla passione per
la musica HC-Punk , e dai continui scambi di idee con tutta una serie di
persone, con cui eravamo venuti in contatto dopo l'uscita della prima
demo-tape, ma Red Noise non si vuole fermare all'aspetto prettamente
musicale, volevamo aggiungere qualcosa di nuovo rispetto alle altre zine
già esistenti .Parlare di gruppi HC-Punk, riportare tutta una serie di
informazioni senza una analisi critica non ci sembra corretto, con Red
Noise abbiamo cercato di contribuire allo sviluppo di questa musica in
modo critico dicendo chiaramente gli atteggiamenti che condividevamo e
quelli che non condividevamo. Qualcuno ha rilevato che la cultura dominante
è la cultura della classe dominante. I mezzi a loro disposizione sono
imponenti: dalla Tv ai giornali, alla scuola ,(che non ha caso cercano di
conformare sempre di più ai loro interessi), ed in ultima istanza alla
polizia e alle carceri, cioè alla forza del manganello e della repressione
......In tutto questo c'è un filo conduttore che ci porta a capire perché
sgomberano i centri sociali e perché cercano di reprimere una certa cultura
alternativa. Per questo pensiamo che non si può rimanere neutrali in uno
scontro simile ma bisogna schierarsi .La scienza, la letteratura, l'arte,
la musica e persino i sentimenti, non potranno che essere di classe in una
società classista. Per questo noi vogliamo schierarci e ci schieriamo dalla
parte dei lavoratori, degli studenti in lotta, dei disoccupati, dei centri
sociali contro questo governo e contro l'intero padronato. Non esistono
scorciatoie, tutt'altro c'è bisogno di un lavoro lento, capillare e
costante. Anche la musica può avere un ruolo importante in questa battaglia
se la si intende come mezzo di comunicazione per diffondere messaggi, idee
e progetti. rivoluzionari La fanza è uscita in sei numeri che con cronico
ritardo sono stati distribuiti nell'arco di circa quattro anni, con
l'esclusione di questo numero, è sempre stata gratuita (ci spiace ma ora
non le abbiamo più le fotocopie a gratis) e piena di notizie e opinioni , e
nonostante siamo di "parte" non abbiamo parlato solo di gruppi comunisti ,
perché a noi non interessa fare retorica ma cercare di diffondere
l'intera scena e con essa la consapevolezza che al mondo c'è chi sfrutta e
chi all'opposto viene sfruttato
WORK, BUY , CONSUME.
Vi assicuro che è veramente duro lavorare come operaio a turni e a ciclo
continuo, doversi svegliare alle 5 del mattino, dover lavorare di notte e
nei giorni festivi, prendere uno stipendio che si riduce sempre di più,
essere preso in giro da propri padroni, ecc. Non lo dico sulla base di
racconti sentiti qua e là ma perché sono cose che vivo sulla mia pelle.
Così come Lucky potrebbe raccontare di come è stato frustrante dover
lavorare in nero come facchino per poche lire al giorno, senza orari e
senza nessuna sicurezza, per più di 4 anni quando si ha in tasca un quotato
diploma ed una carriera universitaria stroncata per mancanza di soldi.
Nonostante le difficoltà, i problemi familiari ed una formazione precaria
i Point Break continuano ad esistere e nella Primavera del '98 esce un
nuovo lavoro su cassetta Reason in revolt, le cui liriche sono in parte
liberamente ispirate dal libro "La ragione della rivolta" filosofia
marxista e scienza moderna dei Marxisti inglesi Alan Woods e Ted Grant.
REASON IN REVOLT.
La rivoltà della ragione: mentre in America Latina i bambini mancano di
vestiario, fabbriche di abbigliamento chiudono negli Stati Uniti; in Uganda
dove una persona su 8 ha contratto il virus dell'Aids, un bilancio
nazionale imposto dalla Banca Mondiale assegna all'intero reddito nazionale
ai pagamenti dei debiti contratti con i paesi esteri (ovvero
all'imperialista di turno: Italia, Usa, ecc.) lasciando meno di un dollaro
pro-capite all'anno per tutti i servizi medici; non si trova denaro per
costruire le case popolari ma un trilione di dollari all'anno viene
"investito" in armamenti; non si possono costruire in modo redditizio nuove
fabbriche ma miliardi dollari vengono bruciati in borsa in assurde
speculazioni, che di certo non producono nuovi posti di lavoro o
miglioramenti delle condizioni di vita. Se guardiamo all'evidenza non
possono sussistere dubbi sul fatto che sviluppo e progresso nella società
mondiale si sono arrestati, e che l'attuale società dominante, la società
capitalista è arrivata ai suoi ultimi limiti. Noi non siamo pessimisti e
siamo dell'idea che esiste una alternativa alle barbarie del capitalismo,
una nuova società basata sulla pianificazione democratica (non burocratica)
dell'economia, dove siano i lavoratori a decidere che cosa debba essere
prodotta e come, sia che si tratti della propria fabbrica, città o paese,
il tutto sulla base degli interessi di tutti e non di una casta di
privilegiati.
REASON IN REVOLT.
Saluti a pugno chiuso
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