Comunicato stampa
CHI SEMINA RABBIA RACCOGLIE TEMPESTA
7000 persone hanno manifestato a Napoli contro la guerra.
7000 persone convinti della necessità di far sentire la propria
voce e la propria rabbia contro le stragi, i bombardamenti, le pulizie
etniche, i nazionalismi di tutti i colori.
Centri sociali, collettivi studenteschi, movimenti di lotta di disoccupati
e precari, sindacati autorganizzati, hanno lanciato l' ennesimo segnale
di opposizione contro la guerra, il più forte a Napoli dall' inizio
della carneficina nell' ex-Jugoslavia.
L'obiettivo dichiarato era di raggiungere la base NATO di Bagnoli,
da 50 anni covo dei terroristi americani, dal quale si impartiscono gli
ordini per bombardare le popolazioni ed i territori che non si assoggettano
al predominio amerikano.
LE CARICHE delle forze dell' ordine, poste a difesa degli assassini
americani, I FERMI (uno studente medio ancora non è stato
rilasciato), I NUMEROSI FERITI (diversi con la testa spaccata) sono ben
poca cosa rispetto alle stragi e alle bombe che quotidianamente colpiscono
le popolazioni inermi.
Per questo torneremo nuovamente dinanzi alla base NATO, a Bagnoli ma
non solo.....per fargli sentire la rabbia, il fiato sul collo, con la stessa
rabbia, con la stessa determinazione !! E non basteranno quel
centinaio di celerini, quella decina di blindati che hanno scagliato contro
il corteo.
SE VOGLIONO LA GUERRA, che guerra sia.....
Se violano leggi, costituzione e diritto internazionale, non possono
pretendere da noi il rispetto di questo deserto di lutti e macerie che
chiamano "legalità".
Contro una guerra illegittima, insensata, spudoratamente finalizzata
a rimarcare solo ed esclusivamente le gerarchie e gli interessi imperialisti,
contro le bombe "deficienti" i "danni collaterali" che seminano morte e
distruzione, rispondiamo uniti e organizzati.....CON OGNI MEZZO NECESSARIO
!!!!
Centro sociale OFFICINA 99 laboratorio occupato SKA
P.S. = anche su un altro fronte di guerra, la guerra per il lavoro
che da venti anni i disoccupati organizzati portano avanti a Napoli, si
è deciso di passare all' attacco e reprimere le voci di dissenso
e di opposizione. Per 12 lavoratori LSU, il tribunale di Napoli giovedì
29 aprile (ore 9.30 piazza Mancini) dovrà decidere sugli arresti
domiciliari. Anche quel giorno saremo in piazza...contro lo stesso nemico,
con la stessa rabbia.