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Natale di guerra

"I governi si trasformano e si ricompongono come teste di Idra. Usano la bandiera prima per cellofanare la mente della gente e poi come sudario cerimoniale per avvolgere i cadaveri straziati dei loro morenti volenterosi."
Arundhati Roy, scrittrice indiana

Un natale raggelante ci circonda, un natale di guerra che finge una normalità di pace; tra le rovine delle Twin Towers è spuntato pure un macabro abete natalizio, pieno di luci, con appesi i nomi dei morti dell'11 settembre, a poca distanza il consumismo di sempre dimostra il ritorno alla cosiddetta normalità.

In Afganistan intanto vengono sganciati giocattoli da 7 tonnellate in grado di desertificare un'area di oltre mezzo chilometro; per fortuna, nessuno parla più di bombe intelligenti.

Ma non fanno meno paura altre "tabule rase", di senso e di umanità.

L'inumana strage dell'11 settembre, oltre alla rabbia, al terrore e all'impotenza, aveva perlomeno costretto milioni di persone a fermarsi, a piangere, a interrogarsi, a tornare per un po' esseri umani.

È stato detto che il popolo americano è probabilmente il meno e il peggio informato di tutti, nonostante i mezzi d'informazione a disposizione; di certo la maggioranza degli americani non sanno niente della politica estera dei loro governi, di cosa sono stati responsabili la CIA e il Pentagono in Cile, a Panama, in Guatemala... così come ignorano che da dieci anni l'Iraq continua ad essere bombardato dai suoi eroici Top Gun; si rifiuta altresì di credere che bin Laden è una creatura della CIA e un ex-socio in affari della famiglia Bush e crede che siano invenzioni di "quelli di Seattle".

Gli americani "normali" hanno soltanto visto e rivisto mille volte lo schianto delle Twin Towers, senza nemmeno sospettare un prima, un dietro, un forse, un altro; ed anche questo trauma sembra essere assorbito e trasformato in orgoglio patriottico, come se quelle persone, quei lavoratori, fossero morti per niente.

In realtà il loro unico ruolo è stato quello che il dominio gli ha cucito addosso, quello di vittime sacrificali immolate sull'altare della democrazia, del capitale, della superiore civiltà occidentale.

E la loro morte è utilizzata per distruggere libertà, lotte sociali, coscienza critica, movimenti di opposizione.

Anche da noi le cose non sembrano andare meglio: ci sentiamo nel "giusto" e con questo alibi l'Italia è entrata in guerra contro un "nemico" di cui non sappiamo niente, ma che ci assicurano essere fanatico, spietato, folle e incivile.

Intanto quasi ci ordinano di comprare ed esporre il tricolore ad ogni balcone e chi non conosce l'inno nazionale passa già per un traditore e un disfattista; mentre tutto le televisioni, democraticamente, offrono propaganda fascista, consigli per gli acquisti, allegria di plastica e reggimenti di Barbie svestite.

Se vi avanza qualcosa delle tredicesima o dei soldi avuti in regalo, oltre che delle pulite casse di Umanità Nova, ricordatevi anche di EMERGENCY che, per scelta coerente, ha rifiutato i 3 miliardi e mezzo di lire offerte dalla carità ipocrita del governo Berlusconi.

È un buon modo per non fare la nostra parte, anche a natale.

Anti



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