Contro la guerra senza se e senza ma!!!

 

Comunicato Stampa Umbria Social Forum

Appello del Genoa Social Forum

 

Comunicato Stampa

Oggetto: dichiarazione dell'Umbria Social Forum in merito alla
partecipazione alla marcia della pace Perugia - Assisi del 14/10/2001

Perugia, 5/10/2001

L'Umbria Social Forum ribadendo le proprie scelte pacifiste e non -violente,
rinnova la sua adesione alla marcia Perugia - Assisi del14/10/2001,
riaffermando il totale dissenso ad ogni forma di guerra, 
qualunque aggettivazione le si voglia dare.
Cibo, acqua, lavoro per tutti è la parola d'ordine che l'U.S.F intende far
sua, presente nel primo appello promulgato dalla Tavola della Pace per la IV
Assemblea dell'Onu dei Popoli e per la Marcia della Pace.
Gli avvenimenti dell'11 settembre la cui drammaticità è stata sottolineata
dall'U.S.F., ci sembrano conseguenze di una crisi apparentemente
irreversibile di un assetto mondiale che si nutre della produzione di
disuguaglianze e di conflitti che da esse inevitabilmente nascono.
Un altro mondo possibile, quanto mai necessario, è l'unico valido antidoto
ad una spirale di violenze che crea il substrato da cui nascono i
terrorismi, di qualunque parte essi siano.
Non dimentichiamoci però, che tutti i conflitti armati esistenti nel mondo
sono conseguenza delle politiche dei governi occidentali schiavi, ormai, del
neoliberismo, e di organizzazioni quali W.T.O, F.M.I e B.M. e delle
multinazionali da loro appoggiate. Esempi lampanti ma praticamente
sconosciuti sono i casi della Sierra Leone e del Sudan. In Sierra Leone si
combatte da anni una feroce guerra non tanto per il potere quanto per il
possesso dei diamanti, così come in Sudan il conflitto tra nord e sud non è
religioso, ma è per il ben più prosaico petrolio. Inoltre non è possibile
negare il ruolo della potentissima lobby militare industriale, attiva nell'
innescare conflitti funzionale alle sue logiche di profitto.
Era quindi nello spirito di questa lotta alla globalizzazione neoliberista ,
che esclude una vera pace, che l'U.S.F. ha accolto il primo appello della
Tavola della Pace. Il secondo documento prodotto dalla Tavola della Pace a
nostro parere contraddice i contenuti presenti nell'appello che avevano
favorito la nostra adesione e il movimento di convergenza tra i Social Forum
e le organizzazioni promotrici dell'evento.
L'equazione tra pace e lotta al terrorismo ci sembra superficiale e troppo
povera, come anche l'interpretare la natura dei conflitti attualmente in
atto come mero problema di ordine pubblico, tale da giustificare persino un
intervento di "polizia internazionale". Affermare che la tragedia del popolo
afgano e la drammaticità dell'intero scenario medio - orientale sia
riducibile esclusivamente alla follia del fondamentalismo islamico non solo
è politicamente folle, ma è anche moralmente inaccettabile.
Per questo motivo l'U.S.F., pur ribadendo la sua presenza alla Marcia della
Pace, non può accettare i contenuti e i toni del secondo documento prodotto
dalla Tavola della Pace, e quindi ha scelto di differenziarsi e di
promuovere quelli "originari" presenti nel primo appello.
Le uniche e vere armi del movimento della pace sono state proprio indicate
da Aldo Capitini, e sono: l'informazione, la persuasione, la disobbedienza
civile, il dialogo, la non collaborazione, l'obiezione di coscienza, l'
impegno civile, il consumo critico, ed il sabotaggio, e non mai la
violenza e l'intervento armato.
L'U.S.F. ovviamente seguirà il percorso insieme agli altri partecipanti alla
Marcia, scegliendo, se lo riterrà opportuno delle forme alternative di
presenza.
Umbria Social Forum


APPELLO AL MOVIMENTO
Contro la guerra senza se e senza ma 
Contro le logiche del terrore. 
Per un mondo senza armi 
Per una pace di tutti i popoli.
Siamo parte di un movimento internazionale che da anni lotta contro la
globalizzazione neoliberista, fondata sul profitto economico, sul dominio
militare, sulla precarizzazione del lavoro e della vita, sulla fame e la
devastazione ambientale.
Abbiamo fermamente condannato l'attentato dell'undici settembre ed espresso
la nostra solidarietà al popolo statunitense così duramente colpito.
Altrettanto fermamente respingiamo i tentativi di utilizzare questo feroce
atto per giustificare azioni di guerra, comunque mascherate, contro
popoli e nazioni, nel tentativo di consolidare un nuovo ordine mondiale
basato sulla militarizzazione della politica e sul governo armato dei
conflitti.
Siamo assolutamente convinti che ogni atto che sposta il terreno dal
confronto politico alla guerra colpisce in primo luogo la
possibilità di una azione politica collettiva e partecipata, quale quella
espressa alla luce del sole, dall'insieme dei movimenti internazionali che
lottano contro il neoliberismo e per un altro mondo possibile. 
Il ricorso alla guerra (chirurgica o umanitaria, operazione di polizia o
uso mirato della forza militare, poco importa), ci viene presentato come
unica strada per risolvere i conflitti e le crisi internazionali. L'ultimo
decennio ha invece dimostrato che la guerra non solo non risolve i
conflitti, ma li moltiplica, mentre popoli interi continuano ad essere
esposti all'espropriazione dei loro diritti e del loro futuro. 
Nessuna pace, nessuna sicurezza sono possibili senza giustizia sociale.
Riteniamo che senza la voce dei popoli nessun futuro sarà possibile.
Vogliamo essere tutte e tutti insieme, un antidoto alla barbarie. 
Pertanto proponiamo a tutto il movimento di mobilitarsi:
- contro l'entrata in guerra dell'Italia, perché la fedeltà al superiore
valore della pace, come recita la nostra Costituzione, impone il rifiuto
degli "obblighi militari" e della linea politica della fedeltà atlantica;
- per il superamento della Nato e di qualsiasi alleanza militare;
- contro tutte le azioni militari comunque mascherate; 
- contro una eventuale legittimazione della guerra da parte dell'Onu;
- perché il Parlamento italiano rifiuti la logica della guerra e voti
contro l'attivazione dell'Art. 5 del Trattato Nato. 
Invitiamo dunque, il movimento a riaffermare nelle realtà territoriali le
lotte per il diritto alla pace, per una politica del disarmo e per la
drastica riduzione delle spese militari a favore delle spese sociali.
La nostra civiltà è l'umanità intera."