Comunicato per la conferenza stampa di venerdi 27 marzo

2009/03/26 alle 16:28

Il Laboratorio per la democrazia ha indetto una conferenza stampa per la mattina di venerdì 27 marzo, alle ore 11.15, presso l’Unione Culturale, via Cesare Battisti 4B, Torino.
Lo scopo della conferenza è quello di rendere pubblica, tramite i consueti organi di informazione, l’azione legale (con risvolti dissuasivi di fatto intimidatori) che le Ferrovie di Stato s.p.a. hanno intrapreso nei confronti degli autori di un documentario dal titolo Fratelli di TAV, che ripercorre le vicende dell’Alta Velocità italiana, a partire dal programma di Necci del 1991 fino agli scontri che hanno avuto luogo in valle di Susa nel 2005.
Le Ferrovie dello Stato hanno dato incarico a uno studio legale – Astonis & Zoppini – di chiedere, minacciando obliquamente un’azione risarcitoria in caso di rifiuto, un diritto di supervisione del documentario, non ancora uscito se non in una anticipazione promozionale; in particolare, esigono che vengano modificate le cifre dei costi calcolati dal prof. Cicconi, che a loro parere risulterebbero errate per eccesso. È il caso di notare che il documentario di Claudio Metallo e Manolo Luppichini si presenta accattivante per l’abilità professionale dei due autori, ma non contiene una cifra o un giudizio che non fosse già stato pubblicamente, e in più sedi, espresso dalle persone intervistate; tra l’altro, all’interno del volume miscellaneo Travolti dall’Alta Voracità, edito da Odradek nel 2006, la cui edizione è stata curata dal Laboratorio per la democrazia. Questa vicenda contiene alcuni elementi sgradevoli che nella conferenza del 27 marzo vorremmo illustrare: la vicenda dimostra che negli ultimi anni è giunta al potere una classe dirigente che mostra di non volersi più attenere ai paradigmi dello stato liberale. Vorremmo ribadire che il confronto fra cifre diverse si basa sulla critica del metodo con cui i numeri sono stati ottenuti, e non sulla soppressione di quelli sgraditi. Nel confronto scientifico non deve essere previsto il criterio dell’auctoritas. Vorremmo ricordare che nell’uso del denaro pubblico – sicuramente di denaro pubblico si tratta quando si paga a nome delle ferrovie dello Stato uno studio legale – dovrebbe sussistere, anche in tempi confusi, un vincolo di coerenza tra il fine che si vuole raggiungere e il carattere pubblico del bene di cui si dispone. È tesi risibile quella che vorrebbe che il prestigio di un pubblico servizio dipenda dai costi del progetto AV; da quelle cifre si può forse dedurre la competenza dei dirigenti delle FS, come gestori di un imponente flusso di denaro; ma non è la stessa cosa.

Alla conferenza saranno presenti il professor Giuseppe Sergi, in rappresentanza del Laboratorio per la democrazia, la professoressa Alessandra Algostino, del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino, uno degli autori del documentario, Manolo Luppichini, e il professor Ivan Cicconi. Quest’ultimo ribadirà la sua stima dei costi del progetto A.V. e illustrerà il metodo seguito per valutarli. Verrà distribuito un documento circostanziato firmato da personalità universitarie e di altri settori.


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