Comunicato Laboratorio per la Democrazia di Torino

2009/03/26 alle 17:58

Le Ferrovie dello Stato S.p.A. hanno incaricato uno studio legale (Astonis & Zoppini, per firma dell’avvocato Di Vilio) di inviare una lettera intimidatoria e allusiva (del 30 settembre 2008) a due giovani autori, Claudio Metallo e Manolo Luppichini, perché in un loro video (Fratelli di TAV) hanno confrontato la stima dei costi reali dell’alta velocità (eseguita dalla Società Nuova QUA.S.CO) con quella ufficiale presentata nel 1991 da Necci. La minaccia, che è quella di una richiesta di danni, si configura come l’apertura di una nuova strada per mettere a tacere le voci di dissenso: colpirle con cause civili che possano avere gravi e insostenbili conseguenze economiche per chi le esprime.
I dati contestati non sono affatto nuovi e i due autori non ne sono i primi divulgatori. Sono già stati resi pubblici in varie occasioni da Ivan Cicconi – massimo esperto italiano sull’argomento (oltre a coprire vari incarichi di rilievo, è stato professore a contratto al Politecnico di Torino e alla Prima Università di Roma) – che tra l’altro li ha citati volume miscellaneo Travolti dall’Alta Voracità (edizioni Odradek) del 2006. I due autori hanno risposto alla minaccia legale con una lettera del 6 ottobre in cui dichiarano il carattere pubblico dei dati da loro usati. Ma ancora una volta l’avvocato Di Vilio, con una lettera del 12 novembre di nuovo minacciosa, dà voce alla dirigenza delle Ferrovie: i numeri giusti sono i loro, se non lo si ammetterà faranno causa. E, in grazia di questo innovativo metodo di confronto, esigono un diritto di censura preventiva. Ciò mentre Cicconi ribadisce con fermezza i suoi dati in una lettera del 1° dicembre 2008,
E’ evidente che informazioni che possano circolare in forma audiovisiva in Internet e rivolte a un largo pubblico allarmano più delle stesse quando scritte su libri o espresse in conferenze (non solo le F.S non hanno mostrato di preoccuparsi di libri come quello sopra citato, ma neppure delle valutazioni di un economista come Roberto Perotti ne “Il sole-24 ore” del 27 aprile 2008). Tra l’altro è forte l’impressione che si rinunci ad attacchi a noti intellettuali (attacchi che potrebbero suscitare una pubblicità negativa), per concentrare gli sforzi di censura nei confronti di divulgatori ritenuti più deboli e indifesi.
Il Laboratorio per la Democrazia di Torino esprime due preoccupazioni che hanno a che fare con le regole del confronto nello stato liberale e con le gestione della ricchezza pubblica da parte di società come le F.S.
Le F.S. vorrebbero impedire la circolazione di stime diverse dalle proprie: dovrebbe essere fuori discussione che il confronto tra due diverse interpretazioni di uno stesso processo si basi sul confronto di dati, e sull’analisi del modo con cui i dati sono stati ottenuti; non sulla soppressione di quelli che non si gradiscono. Il metodo è stato pensato, tre secoli fa, come un modo generale di risoluzione delle controversie tra uomini: è quindi parte integrante della democrazia, in senso lato. Senza la libertà di dare i propri, di numeri, non esiste libertà di dibattito tecnico.
Seconda preoccupazione: F.S. è una società per azioni con un solo azionista, il Tesoro. Quindi il ricorso a uno studio legale ha costi che sono a carico dei cittadini italiani, chiamati di fatto non a contribuire alla “tutela dell’immagine delle Ferrovie dello Stato” (che dipende da ben altro, cioè orari, pulizia delle carrozze, affidabilità ed efficienza del servizio), bensì a difendere gli amministratori delle ferrovie e i loro soci in affari. Se dovessero diventare normali prassi come quella che emerge da questa sgradevole vicenda, sempre più il denaro pubblico sarà usato per sfruttare il valore intimidatorio delle azioni legali.

Alessandra Algostino, Simona Bani, Renato Bordone, Melina Cammarata, Claudio Cancelli, Patrizia Cancian, Eleonora Cane, Sergio Chiarloni, Gianfranco Chiocchia, Stefano D’Errico, Nino De Amicis, Giorgio Faraggiana, Salvatore Ficarra, Luciano Gallino, Germana Gandino, Ludovico Jengo, Maria Carla Lamberti, Rino Lamonaca, Oscar Margaira, Paolo Mattone, Luca Mercalli, Rosina Necer, Federico Repetto, Guido Rizzi, Chiara Sasso, Giuseppe Sergi, Angelo Tartaglia, Gianni Vattimo, Massimo Zucchetti, Ugo Zamburru


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