06/01 mer ..::LAME, LA PORTA DELLA MEMORIA::..

2005/05/10 alle 16:45






Incontro/Dibattito

Il quartiere della “Bolognina” durante la Resistenza al nazi-fascismo.
Il contributo che il quartiere e i suoi abitanti hanno dato alla Resistenza.
Interverra’ Renato Romagnoli ex Partigiano della 7° GAP’.
(ANPI Emilia Romagna)

Precede il dibattito la proiezione di

LAME, LA PORTA DELLA MEMORIA

(Realizzato in occasione del 60° Anniversario della Battaglia di Porta Lame, con la testimonianza diretta di alcuni rappresentativi partigiani della 7° gap, il film ripercorre le tappe di quei giorni del novembre ’44 rendendo visibili i luoghi esatti in cui si è combattuta una battaglia esemplare nella storia della Resistenza).



Le ragioni di un’incontro:

Nel libro “50 anniversario della battaglia di Porta Lame e della Bolognina” L’autore,Renato Romagnoli, parla di alcuni partigiani che per sfuggire da un rastrellamento ad opera di nazisti e brigate nere, si nascondono per alcuni giorni in un vagone frigorifero abbandonato tra le macerie del Mercato Ortofrutticolo di Bologna.
Sono i giorni subito dopo “La Battaglia di Porta Lame”, il quartiere della Bolognina e’ un crogiuolo di Resistenza…
[passano 60 anni]

Sorridiamo compiaciuti all’idea che questa struttura, che da ormai piu’ di tre anni abbiamo fatto rivivere, ha un ruolo, anche se piccolo, nella Resistenza Partigiana.
Una coincidenza che per un attimo ci paralizza e ci fa pensare a quello che vorremmo portare avanti, ad un compito di “Resistenza ontologica” fatta di socialita’, di antifascismo, di solidarieta’, di antirazzismo, di cultura e di condivisione per vivere il piu’ possibile senza autoritarismi e sfruttamento.

[Episodi di guerra e resistenza a Bologna]

Segue parte del capitolo sulla Bolognina:

La Bolognina

“per alcuni giorni la citta’ di Bologna, dopo la disastrosa sconfitta
subita dai nazifascismi a Porta Lame il 7 novembre 1944, rimase terra di nessuno..
[..]
Il piano tedesco, da attuarsi con la compiacente collaborazione delle brigate nere, prevedeva il setacciamento sistematico del territorio nella retrovia del fronte, per distruggere il movimento della resistenza e procurarsi mano d’opera a prezzo zero da adibire all’apprestimento di opere difensive.
Non fu per caso, che il primo esperimento della fattibilita’ del piano
ebbe come scenario il quartiere della Bolognina!”
Trovandosi a ridosso della stazione ferroviaria, per cio’ stesso, aveva subito disastrosi danni dai bombardamenti..
[..]
Il quartiere della bolognina fu subito luogo a forte insediamento
partigiano. Numerose furono le abitazioni offerte ai resistenti degli
sfollati, spesso famiglie degli stessi gappisti e sappiti o delle
centinaia di giovani che avevano raggiunto le formazioni combattenti sulle montagne.
Oltre alle basi delle squadre gappiste e i punti di riferimento e ritrovo dei sappisti, vi trovarono spazio accogliente i magazzini dei rifornimenti, il laboratorio di fabbricazione e smistamento delle bombe che servivano alle svariate forme di sabotaggio degli impianti del nemico. Il quartiere fu tra i primi ad essere terra proibita a fascisti e tedeschi isolati: Luogo di partenza dell’azione che permise la liberazione dei prigionieri politici dal carcere di S. Giovanni in Monte il 9 agosto 1944; rifugio provvisorio ed immediato della maggioranza dei combattenti di Porta Lame e quindi inevitabilmente su di esso calo’ l’inizio dell’attacco.
Alla Bolognina si erano diretti in sganciamento, dopo la fine dei
combattimenti, parte dei gappisti che avevano sostenuto per tutto il giorno l’assedio nazi-fascista e la maggioranza di quelli di stanza
all’Ospedale Maggiore, fautori dell’attacco improvviso e vincente agli assedianti. Le sistemazioni di questi ultimi erano precarie: le vecchie basi gappiste, Via L.Spada e Via D. Calvari, insufficienti per capienza ad ospitare un cosi’ alto numero di uomini con feriti, anche gravi;
[..]
Urgente, quindi, il problema del riassetto organizzativo della Brigata con ritorno alle zone d’origine dei distaccamenti della Provincia e del ripristino della struttura su squadre piu’ agili di quello della citta’..”
(Nei giorni seguenti alla battaglia di Porta Lame i vari gruppi di
partigiani della 7° gap presenti alla Bolognina si dirigono verso mete piu’ o meno lontane.)
[..]
“Il terzo giorno dopo Porta Lame, anche per quest’ultimo gruppo giunse l’ordine di partenza. La meta non era lontana, ma strana: un vagone frigorifero, rimasto intatto tra le macerie e le informi strutture di quello che era stato il mercato ortofrutticolo di Bologna. La vita impossibile di quella “sistemazione” duro’ due giorni, dopo di che’ Vennero accasermati in un palazzo completamente disabitato al n. 5 di Piazza Dell’Unita’”.


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