Progetto Colombia

2010/03/07 alle 18:09

PROGETTO COLOMBIA

IPO COMUNICACION

collegamento al sito di informazione sulla Colombia, realizzato dall’IPO in collaborazione con teleimmagini

PRESENTAZIONE
In Colombia c’è guerra da più di cinquanta anni. Gli attori del conflitto sono le forze regolari dello Stato, sostenute da eserciti paramilitari, e i gruppi guerriglieri. Le principali guerriglie sono due: le FARC, di ispirazione marxista (16.500 uomini) e l’ELN (4.500 uomini). Negli eserciti paramilitari militano più di 10.000 uomini, oggi coinvolti in un controverso processo di smobilitazione.
Questa Colombia, quella dei record di sangue (30.000 morti violente l’anno) è sempre stata invisibile. Appariva fugacemente sui giornali e nei noticieros, con omicidi mirati, massacri di contadini inermi o sequestri di droga. Ma bisognava volerla cercare e trovare a tutti i costi. Oggi non è più possibile continuare a non vedere perché, oltre ad essere ingiusto verso i colombiani, da decenni vittime di una guerra non dichiarata che ogni anno semina migliaia di morti, la situazione continua ad aggravarsi.
Nel 2002, fallite le negoziazioni che il precedente governo aveva
intavolato con la guerriglia delle FARC, è stato eletto presidente
Alvaro Uribe Vélez. Chiuse le porte al dialogo, Uribe punta sulla
soluzione militare. La linea dura di scontro con la guerriglia adottata da Uribe ha portato ad un maggior coinvolgimento della popolazione civile nel conflitto.

Una delle problematiche più urgenti in materia di diritti umani è quella dello sfollamento della popolazione, o desplazamiento. A causa della violenza della guerra, milioni di colombiani sono costretti ad abbandonare i villaggi nelle zone rurali ed a cercare rifugio in altre zone del paese. Si calcola che il numero di desplazados in Colombia abbia superato i 3 milioni. Questo fa della Colombia il paese al mondo con il maggior numero di desplazados dopo il Sudan.
Al fenomeno del desplazamiento, si aggiunge quello del cosiddetto
emplazamiento. Intere comunità sono sottomesse al blocco
alimentare, di salute e di movimento. Tra queste, le comunità del Rio Jiguamiandò, nel Dipartimento del Chocó.

Da piú di 500 anni, il territorio del Rio Jiguamiandó è abitato da
comunità afro-colombiane, discendenti dagli schiavi deportati dalle coste dell’Africa. Fino alla prima metà degli anni Novanta, l’economia delle comunità poteva considerarsi florida. Infatti, attraverso degli intermediari, i campesini del Rio Jiguamiandó rifornivano di platano, riso, yuca le principali città della Colombia. Non mancavano inoltre allevamenti di galline, di vacche, di maiali ed era praticata anche la pesca.
Le cose cambiarono nel 1996 quando la regione, in disputa tra la
guerriglia delle FARC, l’esercito ed i paramilitari, si trasforma in
campo di battaglia. L’attacco alla popolazione civile ed ai contadini, ingiustamente definiti guerriglieri, è brutale. Nei loro confronti incominciano assassini, assalti ed aggressioni. A tutto ciò si aggiunge il blocco economico che provoca l’impraticabilità delle vie commerciali, lo scioglimento delle associazioni commerciali e la fine dello sfruttamento delle risorse minerarie e del legno. Comincia il desplazamiento.

Il ritorno di una parte dei desplazados avviene nel 2000. Nel 1996 la conca del Rio Jiguamiandó contava una popolazione di piú di 7000 abitanti, oggi è abitata da circa 2000 persone.
Nei villaggi, anche dopo il ritorno, continuano il blocco economico, le incursioni degli eserciti paramilitari e le violazioni dei diritti umani e dei diritti civili, che rendono estreme le condizioni di vita. Per rispondere alla situazione di crisi, le comunità del Rio Jiguamiandò hanno proposto al Governo la creazione di tre zone umanitarie, come meccanismo di distinzione all’interno del conflitto armato.
Nel 2000 si costituisce la Comunità di resistenza del Rio Jiguamiandò, il cui fulcro sono le tre zone umanitarie.
Le Comunità di Pace e di Resistenza rappresentano una preziosa
esperienza di resistenza civile alla guerra e allo sfollamento forzato.
Tutte hanno scelto di non entrare a far parte del conflitto, ma di
resistere in maniera del tutto nonviolenta, per avere una vita dignitosa nella terra dei loro padri. Si impegnano a non intervenire in nessuna forma nella guerra, a non portare armi, ma a lottare contro l’impunità, denunciando le violazioni commesse ad opera di tutti i gruppi armati, ed a propendere sempre per la costruzione di scenari di pace e convivenza per la soluzione negoziata del conflitto armato, sociale e politico che colpisce il Paese.

IL PROGETTO
Il Progetto Colombia è promosso da Teleimmagini, gruppo di
mediattivisti indipendenti, in collaborazione con IPO, ONLUS
riconosciuta a livello internazionale operativa nel settore della
beneficenza, istruzione, formazione e tutela dei diritti civili, operante in Colombia.
Vista la tragica situazione colombiana riteniamo sia indispensabile
portare un sostegno concreto, a partire dalle nostre specifiche
esperienze e professionalità, a chi sta portando avanti, con estrema difficoltà, esperienze di ricostruzione di socialità al di fuori del conflitto armato e a chi, come IPO, sostiene queste esperienze. Attraverso questo progetto intendiamo portare in Colombia un supporto tecnico-formativo per documentare, e aiutare a documentare a chi li vive, lavora e resiste, quella che è l’attuale situazione del paese, in modo da renderla più visibile e comprensibile ad un’opinione pubblica internazionale viziata da una totale disinformazione e indifferenza.

OBIETTIVI
Il Progetto Colombia si svilupperà nell’arco di 6 mesi a partire dal
luglio del 2005. In questo periodo tre troupe di due persone con
competenze informatiche e documentaristiche, alterneranno la loro presenza sul territorio sostenuti logisticamente dall’IPO.

Tre sono gli obiettivi fondamentali del progetto: formazione,
documentazione e fornitura tecnologica.

• FORMAZIONE: in base alle nostre passate esperienze abbiamo
consolidato l’idea che la formazione debba mirare innanzitutto allo
sviluppo di processi formativi autonomi. In pratica i gruppi di lavoro che verranno formati dovranno essere in grado pian piano di proseguire da soli realizzando nuovi e molteplici gruppi di lavoro. Con questo intento formeremo, con l’aiuto dell’IPO, dei primi gruppi di lavoro (a cui parteciperanno sia personale dell’IPO che mediattivisti locali) che si applicheranno su questioni pratiche del mediattivismo:
istallazione di un media center, uso delle telecamere e tecniche di
documentazione sul campo, montaggio, compressione dei filmati per renderli utilizzabili su internet, gestione di siti web di comunicazione indipendente;

• DOCUMENTAZIONE: con il sostegno dell’IPO visiteremo le
comunità di pace del territorio del Rio Jiguamiandó. Nostro intento è quello di raccogliere materiale documentario su questo viaggio (sia filmato che fotografico) e della nostra permanenza nelle comunità.
Questo materiale, che di per se ha un’importantissimo valore di
documentazione storica, in totale e piena condivisione con le realtà che supporteranno questo progetto, sarà destinato a molteplici utilizzi.
Innanzitutto ci impegniamo a realizzare un film documentario della durata (ipotetica in questo momento) di 50 minuti che racconterà in modo semplice ma approfondito l’interessantissimo progetto delle comunità di pace e resistenza colombiane. Attraverso le immagini girate nelle comunità e le parole di chi queste esperienze le sta vivendo, il film sarà uno strumento fondamentale per poter diffondere a livello internazionale il lavoro di ricostruzione sociale, pacifica e dignitosa, che con estrema difficoltà le popolazioni indigene della Colombia stanno portando avanti. Il film quindi verrà presentato a tutti i festival che si occupano di documentari e reportage, ma soprattutto ci impegniamo, attraverso anche l’appoggio di chi sosterrà
questo progetto, a presentarlo in occasione di specifiche iniziative sulla questione colombiana, dai centri sociali, alle scuole, a pubbliche manifestazioni. In secondo luogo il materiale raccolto sarà patrimonio d’archivio e sarà quindi catalogato e archiviato in modo da facilitarne il libero accesso a chiunque sia interessato all’argomento. Infine dal materiale raccolto possono essere tratti prodotti specifici, come interviste, foto particolari, ecc…, che possono essere utilizzati per supportare campagne di informazione sulla situazione colombiana;

• FORNITURA TECNOLOGICA: intendiamo portare in Colombia una serie di attrezzature tecnologiche fondamentali per la costruzione di un efficiente media center a Bogotà che non solo potrebbe essere punto di riferimento per i mediattivisti locali, ma ci impegneremo affinché funzioni da luogo di formazione aperta e partecipata per chiunque sul territorio abbia voglia di intraprendere progetti di comunicazione indipendente. In un secondo momento, quando già i primi gruppi di lavoro saranno autonomi, parte del materiale fornito a questo media
center potrà spostarsi, a secondo delle necessità, ma soprattutto delle possibilità logistiche, nelle comunità, dove servirà, ancora una volta, sia da luogo per la diffusione delle informazioni, sia da spazio di formazione per ulteriori gruppi di lavoro.
Segue qui di seguito un elenco sommario del materiale tecnico che intendiamo acquistare per portarlo in Colombia:

• 2 computer con possibilità di acquisizione ed elaborazione di
materiale audiovisivo;
• 3 telecamere miniDV;
• 3 macchine fotografiche digitali;
• 3 registratori audio con relativi microfoni;
• connettori, cavi e accessori vari per computer, telecamere e
macchine fotografiche.

I PROMOTORI
Il promotore del progetto, come specificato in precedenza è
Teleimmagini, un gruppo di mediattivisti indipendenti che da anni
partecipano e sviluppano progetti di comunicazione sociale quali:
Indymedia.org, network internazionale di comunicazione indipendente che ha già promosso e realizzato progetti simili in Argentina e Palestina; Ngvision.org, primo progetto europeo di archiviazione e distribuzione di video in internet; www.ecn.org/antifa, sito di monitoraggio delle aggressioni di matrice fascista e razzista. Il collettivo di Teleimmagini ha realizzato in questi anni film documentari su tematiche sociali quali l’ immigrazione (documentario sulle comunità rom e rumene), la promozione delle culture (documentari, studi e proiezioni sul cinema cubano contemporaneo), il reportage (Cuba), la fiction e l’organizzazione di eventi nel centro
sociale eXMercato24 a Bologna.
Il Progetto Colombia sarà realizzato in parnership con l’IPO
(International Peace Observatory), ONLUS riconosciuta a livello
internazionale, operativa nel settore della beneficenza, istruzione,
formazione e tutela dei diritti civili, operante in Colombia. Il principale obiettivo dell’IPO è la promozione e il sostegno ad iniziative, nazionali ed internazionali, miranti alla ricerca della verità, della giustizia e della riparazione integrale in favore delle vittime (soprattutto civili) dei conflitti armati, e la difesa dei diritti umani. Le loro linee d’azione sono tre: tutela, visibilità e denuncia.
La tutela può essere attuata in diversi modi: accompagnamento sul terreno, visita di delegazioni, pressione internazionale e sostegno ad iniziative comunitarie
La visibilità consiste nel monitorare e diffondere l’esistenza, lo
sviluppo, le problematiche, le sfide e le potenzialità di questi processi di resistenza non violenta in Colombia, in Italia e in Europa attraverso forum, conferenze, mostre fotografiche, film documentari, testimonianze dei rappresentanti comunitari.
La denuncia è altresì importante per dare voce ai soprusi e alle
violenze che i membri delle comunità in resistenza subiscono
continuamente.

PARTNERSHIP
Associazione culturale Visual Communication Project
Visual Communication Project è un’associazione culturale formata da operatori della comunicazione sensibili al problema, sempre più pressante, di un’informazione libera, che cercano di tradurre o
interpretare, con il linguaggio audiovisivo, temi legati alla lotta che il movimento globale sta intraprendendo contro questo modello di globalizzazione.
Un punto di vista, il nostro, sicuramente parziale e soggettivo, senza presunzioni di esaustività, ma comunque teso ad esplorare questo movimento da più angolazioni e prospettive spesso trascurate dai media ufficiali, con una particolare attenzione ai contenuti ed alle proposte che, in Italia e nel mondo, stanno raccogliendo un consenso ed una capacità d’aggregazione impensabile alla vigilia dell’esplosione di Seattle.
Info e contatti:
www.inventati.org/vcp
vcp@ecn.org
Max Valenti: 348 8810657

TEMPI PREVISTI
Il progetto si svilupperà nell’arco di sei mesi, indicativamente da luglio a dicembre del 2005. Durante questo periodo daremo costantemente comunicazione degli sviluppi del progetto, soprattutto attraverso internet e il sito web dell’IPO che contribuiremo a costruire e tenere aggiornato, rendendolo efficace strumento di informazione e comunicazione.
Le informazioni e la documentazione raccolte durante questo periodo saranno costantemente archiviate, catalogate e rielaborate da chi seguirà il progetto da Bologna. Sarà quindi disponibile e utilizzabile in questo periodo una serie di materiale di carattere informativo e documentario. Al termine dei sei mesi, cominceremo a lavorare alla realizzazione del documentario che sarà pronto, in duplice versione italiana e inglese, entro la fine di febbraio del 2006.
Parallelamente contribuiremo a promuovere e realizzare, insieme a chi ha sostenuto il progetto numerose iniziative di informazione
sull’attuale situazione colombiana, in cui verraà distribuito e reso
pubblico tutto il materiale raccolto

Foto: occupazione delle Famiglie
Foto: sede IPO


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