Caravana Humanitaria Bety Cariño y Jyri Jakkola

2010/06/12 alle 19:15

Sono le prime luci dell’alba dell’8 giugno quando, radunati attorno alla chiesa di Xochimilco a Oaxaca, circa duecento persone partono verso la comunità indigena Triqui di San Juan Copala.
Arrivano da tutte e parti del Messico e tra loro anche degli internazionali. Tutti e tutte aderiscono alla Otra Campaña, un progetto politico lanciato nel 2006 dagli zapatisti del Chiapas con l’obiettivo di estendere i processi di autonomia e autogoverno in tutte le parti del paese. Aderente alla Otra Campaña è anche la comunità di San Juan Copala che come indigeni rivendicano con forza la propria autonomia.
Questa giustissima “pretesa” di dignità si è trasformata in una lotta di resistenza contro un governo terrorista che ha imprigionato, torturato e assassinato chi non si piegava alle istituzioni statali. La comunità con dignità continua a difendersi e il governo con ogni mezzo continua ad attaccare fino alla costituzione di un gruppo paramilitare, la Ubisort (Union de Bienestar Social Triqui) armato e addestrato dallo stesso esercito. Decine sono i casi di tortura ed omicidi di cui questo gruppo paramilitare si è fatto protagonista. Da mesi inoltre assediano la comunità di San Jun Copala non permettendo il rifornimento di acqua, medicine, viveri, corrente elettrica.

Lo scorso 27 aprile una carovana umanitaria ha tentato di rompere questo assedio per portare generi di prima necessità dentro la comunità. L’Ubisort ha selvaggiamente attaccato la carovana con armi da guerra (in dotazione all’esercito) uccidendo due persone: Bety Cariño, difensore dei diritti umani e Jyri Jakkola ecologista finlandese, mentre gli altri sono stati sequestrati e torturati.
La solidarità e il sostegno alla lotta del popolo Triqui non si ferma e un’altra carovana è già in viaggio per rompere l’assedio dei terroristi: del silenzio dei governanti, delle pallottole dei paramilitari.
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Nonostante la determinazione dei compagnoi e delle compagne, la carovana è costretta a interrompere il suo cammino a pochi chilometri dalla comunità di San Juan Copala. L’esercito sta bloccando la strada per la comunità dicendo (facendo in questo modo le veci dei paramilitari dell’Ubisort) che non ci sono le condizioni di sicurezza per poter proseguire. Cecchini dell’Ubisort, dal canto loro, stanno indiscriminatamente sparando sulla gente a San Juan Copala tanto che l’autorità autonoma della comunità è stata costretta a consigliare alla carovana di fermare il loro viaggio.

RACCOLTA DEI REPORTAGE AUDIO FATTI DA RADIO ONDA ROSSA CON UN CORRISPONDENTE DIRETTAMENTE DALLA CAROVANA

>>>aggiornamento 1 (8 giugno 2010, ore 23.54)

>>>aggiornamento 2 (8 giugno 2010, ore 23.54)

>>>aggiornamento 3 (8 giugno 2010, ore 21.19)

>>>aggiornamento 4 (29 giugno 2010)

REPORT FINALE AL RITORNO DELLA CAROVANA A OAXACA


>>>scarica l’audio


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