COCAINA 1

2010/06/20 alle 13:36

INFO SOSTANZE STUPEFACENTI

COCAINA 1

La cocaina è un alcaloide contenuto nelle foglie della Erythroxylon coca; la pianta, tipica dei climi sub-tropicali caldo-umidi, cresce ad un’altitudine tra i 700 e i 2000 metri in Sud America (Ecuador, Colombia, Bolivia, Perù, Cile e Brasile) ed in Asia (Birmania, Indonesia). Dai paesi dell’America Latina soprattutto, muove il traffico internazionale illegale che si avvale occasionalmente di corrieri della droga (‘cavalli’, body packers o mules).

Viene assunta per via nasale, fumata o iniettata.

Dalla cocaina base (grezza) si ottengono – la cocaina cloridrato, forma in polvere, che può essere assunta per via inalatoria (“sniffata”) o per l’iniezione endovenosa – la free base cocaina o ‘crack’ (fumata insieme al tabacco di sigaretta)

La cocaina è presente sul mercato in vario grado di purezza, in associazione con ‘sostanze da taglio’ – che possono essere relativamente inerti, aggiunte al solo scopo di aumentare la quantità (dette ‘diluenti’: talco, lattosio, bicarbonato di sodio), – o addizionate per modificare in vario modo gli effetti della droga (dette ‘adulteranti’:procaina, lidocaina).

Particolarmente insidiosa, per gli effetti imprevedibili che determina, è l’associazione eroina + cocaina (nota come speedball).

EFFETTI RICERCATI
Euforia, allegria, sensazione di benessere, sicurezza e fiducia; molta voglia di parlare, muoversi e camminare. Sensazione di essere «giusti», aumento del desiderio sessuale. L’effetto è immediato e dura tra i quindici e i venti minuti.

RISCHI E DANNI
L’abuso provoca stress, intossicazione, vita disordinata, alimentazione scarsa e poco oculata: porta quindi a un danneggiamento consistente della salute mentale e fisica.
Si comincia spesso con cambiamenti di umore frequenti e repentini fino a insonnia, irritabilità, dimagrimento, bronchiti, danni al sistema circolatorio
(infarti), decadimento delle facoltà mentali, danni alla fertilità; si giunge a deliri, psicosi e seri danni al sistema nervoso centrale.
Le crisi depressive portano inoltre spesso ad associare altre sostanze come alcol o psicofarmaci, in un maldestro tentativo di automedicazione: si causano così ulteriori danni alla propria vita sociale.
L’uso prolungato per via nasale può provocare danni alla mucosa con possibilità di perforazione del setto. Socialmente chi assume cocaina è
spesso incapace di valutare correttamente le proprie capacità e i risultati delle proprie azioni: il comportamento diviene violento, viene azzerata
la capacità autocritica e si arriva all’isolamento e alla paranoia molto più spesso di quanto si creda.
L’overdose porta alla morte per paralisi respiratoria.

MECCANISMO D’AZIONE
La cocaina agisce sulla corteccia cerebrale e sui sistemi che nel nostro cervello regolano la memoria, l’appetito, i sentimenti e il sonno.
Chi la usa rischia di perdere nel giro di poco tempo il controllo di sé e del consumo della sostanza. Passato l’effetto, infatti, ci si sente spesso stanchi, privi di energie e depressi: si avverte quindi nuovamente l’esigenza di assumere la sostanza. Questa dipendenza psicologica si rafforza velocemente con l’aumento dei dosaggi e della frequenza di assunzione, fino ad arrivare a una dipendenza totale.

La cocaina provoca una sindrome globale di stimolazione, centrale e del sistema autonomo, che si manifesta con agitazione, loquacità, disinibizione, potenziamento dell’attività mentale, aumento dell’attività muscolare e diminuzione del senso di fatica; inoltre con segni e sintomi da ipertono simpatico, come aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, midriasi, lieve aumento della temperatura corporea.

La cocaina, in tutte le sue preparazioni, aumenta la concentrazione nella sinapsi di nor-adrenalina, serotonina e soprattutto dopamina, (attraverso l’inibizione del re-uptake pre-sinaptico) con conseguente iperstimolazione delle sinapsi dopaminergiche (La dopamina è un neurotrasmettitore presente nelle regioni del cervello che regolano il movimento, l’emozione, la motivazione e il piacere).

Gli effetti peraltro sono di intensità diversa per la sostanza sniffata o fumata rispetto alla somministrazione endovenosa, che produce un flush definito come ‘esplosivo’, spesso alla base dei comportamenti violenti, a volte immotivati, riportati dalle cronache. In caso di overdose il paziente presenterà un quadro clinico complesso. Si manifestano uno stato di eccitazione o ansioso, reazioni di panico, confusione mentale; aumentano sia la pressione arteriosa che la frequenza cardiaca; possono insorgere aritmie o angina; le pupille sono midriatiche; i muscoli induriti e dolenti.


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