.:Episodi di guerra e resistenza a Bologna

2005/05/14 alle 16:43

Episodi di guerra e resistenza a Bologna


25 settembre 1943: un bombardamento devastante

Tra le 11 e mezzogiorno del 25 settembre 1943 Bologna subisce
l’incursione aerea più disastrosa di tutta la guerra: 120 aerei sganciano in centro e in periferia un enorme carico di bombe. Il sistema di allarme antiaereo si dimostra inefficiente: le sirene suonano quando gli aerei incursori sono già sulla città.
indicazione di rifugio antiaereo a Bologna Si accertano 936 morti e più di mille feriti. Oltre 500 edifici sono distrutti, tra cui i teatri Verdi e Apollo, il cinema Italia. Tra i monumenti colpiti le chiese del Sacro Cuore, San Martino e San Francesco. Centinaia di persone trovano la morte in un rifugio di fortuna ricavato nel tunnel del canale Cavaticcio, tra le odierne vie Marconi e Leopardi, centrato da alcune bombe aeree.

9 agosto 1944: liberazione degli antifascisti detenuti nel carcere di San Giovanni in Monte

La liberazione dei prigionieri politici è portata a termine nella notte del 9 agosto 1944 da 12 partigiani, che fingono la cattura di alcuni ribelli e si presentano al portone del carcere di San Giovanni in Monte travestiti da tedeschi e repubblichini.
Vengono liberati più di 400 uomini: in parte sono detenuti politici, ma anche i detenuti comuni vengono fatti evadere per creare una maggior confusione. Una telefonata di allarme giunge al famigerato capitano Tartarotti dal carcere femminile. Questi però non si preoccupa di intervenire subito. L’azione ha pieno successo: solo un partigiano rimane lievemente ferito.

14 agosto 1944: il martirio di Irma Bandiera

Irma Bandiera, giovane staffetta partigiana nella 7a G.A.P., viene arrestata dai nazifascisti a Funo di Argelato dopo uno scontro a fuoco.
Ha con sé documenti compromettenti. Per una settimana subisce tremende torture, ma non svela i nomi dei compagni. E’ accecata e fucilata il 14 agosto 1944 al Meloncello, ai piedi della collina di San Luca. Il suo corpo è lasciato per un giorno intero sulla strada come monito per tutti i ribelli. Irma è medaglia d’oro al valore “prima fra le donne bolognesi ad impugnare le armi per la lotta nel nome della libertà”.

4 settembre 1944: eliminazione del gruppo dirigente di “Giustizia e Libertà”

Il 4 settembre 1944 numerosi partigiani appartenenti al gruppo dirigente di Giustizia e Libertà vengono arrestati per una spiata di agenti infiltrati e condannati dopo un processo sommario. Otto di essi vengono fucilati al petto il 23 settembre al Poligono di Tiro di via Agucchi; altri, come Gino Onofri, sono deportati nei lager nazisti.

12 ottobre 1944: la distruzione della Ducati

Il bombardamento del 12 ottobre distrugge lo stabilimento della Ducati a Borgo Panigale. La Ducati, impresa di prodotti
elettrico-ottico-meccanici, è nel 1943 la più grande industria bolognese con oltre 6.000 dipendenti e 4000 macchine utensili. La prima pietra della fabbrica modello era stata posata il 1 giugno 1935.
Al momento del bombardamento una parte delle macchine e delle unità produttive era già stata evacuata in alcuni paesi del nord Italia.

20 ottobre 1944: la battaglia dell’Università

Il 20 ottobre una squadra di partigiani di Giustizia e Libertà, sostiene un prolungato conflitto a fuoco contro reparti delle brigate nere nella sede dell’Università a palazzo Poggi. Cinque giovani tecnici e studenti dell’ateneo, combattono fino all’ultimo colpo, quindi sono costretti ad arrendersi. Assieme a Mario Bastia, che era già sfuggito all’accerchiamento ed era tornato ad aiutare gli assediati, i giovani vengono fucilati sul posto.

7 novembre 1944: la battaglia di Porta Lame

Vari gruppi di partigiani si concentrano nei sotterranei dell’Ospedale Maggiore distrutto dai bombardamenti aerei e in uno stabile presso via del Macello, in vista della imminente insurrezione contro gli occupanti tedeschi. All’alba del 7 novembre una pattuglia di militi tedeschi scopre casualmente la base di via del Macello. Inizia una dura battaglia. I nazifascisti richiamano
dal vicino fronte anche un cannone e un carro armato. I partigiani riescono a superare l’accerchiamento e si allontanano verso altre basi del quartiere Bolognina, portando a spalla anche i feriti. Alle 18 entrano in azione a sorpresa i gappisti in attesa tra le rovine dell’ospedale Maggiore, aprendo la seconda fase della battaglia. I vari distaccamenti partigiani circondano le forze nemiche nei pressi del cassero di Porta Lame, infliggendo notevoli perdite. La battaglia di porta Lame è ricordata come il più importante scontro in campo aperto tra partigiani e nazifascisti all’interno di un centro urbano.

9 dicembre 1944: scoperta l’infermeria partigiana

I partigiani feriti nelle battaglie di Porta Lame e della Bolognina
trovano soccorso nell’infermeria allestita a villa Moneti in via Duca d’Aosta (ora Andrea Costa) per iniziativa del dott. Beltrame. Il 9 dicembre l’infermeria cade per mano delle brigate nere, in seguito alla delazione di una spia. I quattordici feriti catturati vengono torturati e fucilati il 13 dicembre.

14-23 dicembre 1944: l’eccidio di Sabbiuno

Dal 14 al 23 dicembre i tedeschi prelevano a gruppi più di 100
prigionieri dal carcere di San Giovanni in Monte. Gran parte di essi sono partigiani catturati in città e nei paesi della provincia. Li conducono a Sabbiuno, sulle colline di Bologna e qui li fucilano. I corpi sono gettati nei calanchi sottostanti e verranno recuperati nei giorni successivi alla Liberazione. Solo 53 salme saranno identificate.

Febbraio 1945: fucilazioni a San Ruffillo

Nel febbraio-marzo 1945 94 partigiani catturati nelle settimane
precedenti nei comuni della bassa emiliana vengono fucilati da militi della Guardia Nazionale Repubblicana e gettati in fosse comuni nei pressi della stazione di S.Ruffillo, dove i bombardamenti alleatiavevano scavato enormi crateri. Gli eccidi rimarranno ignoti fino al maggio 1945. Solo 73 corpi verranno riconosciuti dai familiari.

21 aprile 1945: la liberazione di Bologna

Alle prime ore del mattino di sabato 21 aprile 1945, entrano a Bologna le prime Unità alleate: alle 6 da est i soldati del 2° Corpo Polacco dell’VIII Armata Britannica, al comando del generale Anders, alle 8 da sud i reparti avanzati della 91° e 34° divisione USA, avanguardie dei gruppi di combattimento Legnano, Friuli, Folgore e parte della brigata partigiana Maiella, aggregata all’VIII Armata. Gruppi partigiani hanno già preso possesso dei principali edifici pubblici e controllano le strade del centro. La popolazione bolognese accorre e circonda festante i soldati liberatori. Nella tarda mattinata dal balcone di palazzo d’Accursio si affacciano il presidente del CLN regionale Antonio Zoccoli, il prefetto Gianguido Borghese e il nuovo sindaco Giuseppe Dozza.

21 aprile 1945: inizia il pellegrinaggio al Sacrario dei partigiani

Nel giorno della Liberazione i parenti di alcune vittime delle
rappresaglie nazifasciste cominciano ad appendere le immagini dei loro cari nell’angolo di Palazzo d’Accursio abitualmente utilizzato per le fucilazioni e chiamato dagli stessi fascisti “il posto di ristoro dei ribelli”.
Sono 2064 i caduti partigiani nei venti mesi dell’occupazione nazista. Di essi 2052 sono menzionati e quasi tutti effigiati nel Sacrario.


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