ALLUCINOGENI

2010/06/20 alle 13:40

INFO SOSTANZE STUPEFACENTI

ALLUCINOGENI

Gli allucinogeni comprendono sia sostanze naturali, quali la mescalina del peyote (lophophora williamsii, una cactacea) e i funghi allucinogeni (genere Paneolus e Psilocybe), che prodotti di sintesi come la dietilamide dell’ac. lisergico (LSD), attivo in quantità minime (microgrammi) tanto che era diffusa la pratica di spedirlo con la colla dei francobolli o delle rilegature dei libri. . L’introduzione e maggior diffusione degli allucinogeni sul mercato illegale, in Italia, risale agli anni ’70.

L’LSD è una droga ottenuta a dalla segale cornuta. In genere si trova sul mercato sotto forma di cartone (piccolo quadrato di carta imbevuto di acido e decorato da un disegno), o di micropunta (qualcosa che assomiglia vagamente ad una piccola mina di una matita, di colore nero, grigio o blu). 25 microgrammi di LSD sono già sufficienti a stimolare effetti psicotropi, anche se una dose media si aggira intorno ai 60-70 microgrammi. Tuttavia, la dose di acido contenuta in un trip è molto variabile: può andare dai 50 fino ai 300 microgrammi.

EFFETTI
L’LSD provoca allucinazioni, cioè intense modificazioni sensoriali. Le percezioni auditive, visive, tattili si mescolano. I suoni prendono colore, gli oggetti cominciano a respirare o a mostrare la loro energia, motivi a mosaico possono apparire su ogni superficie. Più le idee si mettono a scorrere velocemente più diventa difficile esprimerle oralmente. Il tempo assume una consistenza insolita e diventa impossibile rendersi conto di che ora sia. L’esperienza con l’LSD (buona o cattiva che sia) è molto forte e lascia un ricordo duraturo. La discesa è un momento di transizione difficile da gestire. Gli effetti svaniscono, compare la stanchezza, ci si ritrova in uno stato di coscienza normale. L’ideale sarebbe poter disporre davanti a sé di un giorno di riposo, senza attività che impegnino la mente o responsabilità da assumere. Tuttavia, anche in queste condizioni possono verificarsi momenti difficili. Se il contesto o l’ambiente non sono rassicuranti, c’è il rischio che in questi momenti si instauri una tendenza depressiva.

La sintomatologia dell’esperienza da allucinogeni si può schematizzare in tre fasi: la prima (10-30’ dopo l’assunzione) decorre senza particolari disturbi o con lieve malessere generale, nausea, vertigini, tachicardia, modesta midriasi, modificazioni del comportamento; dopo un’ora circa si manifesta la seconda fase (‘il viaggio’ vero e proprio) con allucinazioni e distorsioni delle percezioni sensoriali di vario tipo (soprattutto visive, ma anche olfattive e acustiche), labilità emotiva e comportamentale e alterazione dello stato di coscienza. Infine, il periodo di ripresa (8-12 h.) contrassegnato dal graduale ritorno al contatto con il mondo esterno e alla personalità abituale del soggetto.

RISCHI
A fronte di un’esperienza psichica ed emozionale a volte sconvolgente, queste droghe provocano una scarsa sintomatologia fisica. Esse causano uno stato di percezione alterata e la perdita temporanea del senso della realtà; la pericolosità per i consumatori e per la collettività consiste soprattutto nella alterata percezione del pericolo e conseguente esposizione a situazioni di rischio. Gli allucinogeni non determinano uno stato di dipendenza fisica e l’intossicazione acuta è un dato statisticamente irrilevante, sebbene tali sostanze possano determinare la manifestazione di disturbi psichici preesistenti (psicosi, schizofrenia), eventualmente latenti e non conosciuti dal soggetto stesso fino all’esperienza della droga.

Molti degli effetti collaterali sgradevoli dell’assunzione di allucinogeni (‘bad trip’: visioni paurose, reazioni d’ansia) possono essere contrastate con l’uso di benzodiazepine per via orale. La possibilità di incorrere in un “brutto viaggio” ha determinato la consuetudine, dagli anni ’70 in poi, di avere almeno una persona, nel gruppo, che non assumesse alcuna sostanza, in modo da poter soccorrere i compagni in caso di necessità, con tecniche di rassicurazione o farmacologiche.

CONSIGLI PER RIDURRE I RISCHI

* Non prendere dell’acido se hai disturbi fisici o psichici. * Fai attenzione a quello che compri e da chi lo compri * Se hai deciso di prendere un trip, fallo con gente di cui ti fidi e in un contesto rassicurante. * Evita di mischiarlo con altre sostanze, soprattutto con l’alcol. * Evita di prendere più trip in una stessa serata e soprattutto non tutti in una volta (conviene suddividere la dose in più riprese: ¼ o ½ per volta). I dosaggi variano molto da un trip all’altro e le reazioni sono molto individuali. * Se è la tua prima esperienza non prendere più di ¼ di cartone. Se gli effetti non si fanno sentire, aspetta prima di assumerne dell’altro (a volte l’LSD può impiegare anche 3-4 ore a salire) * Evita di avere la pancia piena, perché la digestione è resa più difficile durante la salita (non è neanche bene essere a stomaco vuoto da molto tempo: la cosa migliore è aver mangiato qualche ora prima). * Considera che nei giorni successivi è facile sentirsi stanchi nel fisico e nella mente. * Quando arriva la discesa, riposati, distenditi e mangia prodotti che contengano zucchero e vitamine. * Evita di metterti in macchina e di infilarti in attività che richiedono una certa responsabilità. * Evita di ripetere l’esperienza prima di alcune settimane. Farne uso troppo spesso attenua gli effetti e aumenta i rischi.

LA LEGGE
L’ LSD è una sostanza illegale al pari dell’eroina, della cocaina, dell’oppio, dell’ecstasi, dello speed, della marijuana. Per l’uso personale sono previste sanzioni amministrative: sospensione della patente del passaporto, del porto d’armi e di altri documenti per un periodo da 2 a 4 mesi. In alternativa viene proposto un programma terapeutico socio-riabilitativo presso il SERT di residenza. Per lo spaccio sono previste sanzioni penali (da 1 a 20 anni di reclusione).


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