CANNABIS

2010/06/20 alle 13:41

INFO SOSTANZE STUPEFACENTI

CANNABIS

Molte sono le forme in cui la Cannabis sativa (nelle varietà ricche di delta-9-tetraidrocannabinolo, cioè il THC, il principio attivo) o la Cannabis indica (sempre ricca di THC) possono essere usate come “droga”. I derivati della Cannabis sono usati da tempo immemorabile e le sue proprietà sono citate in testi cinesi e indiani che risalgono al III millennio a.C. Fino a qualche decennio fa, l’estratto fluido di C. indica era utilizzato in medicina come sedativo e analgesico.
Le preparazioni di cannabis sul mercato sono diversi in relazione alla parte della pianta da cui derivano ma la loro attività dipende sempre dalla concentrazione di principio attivo (il delta-9-tetraidrocannabinolo – THC) in essi presente.

In particolare:

-la marijuana è ottenuta da una miscela di foglie secche tritate;

-il bhang è costituito da foglie secche e parti legnose dello stelo, con una minore concentrazione del principio attivo;

-la ganjia (di provenienza dall’India), consiste in una miscela di le foglie e le infiorescenze, con un contenuto di principio attivo di tre volte superiore alla marijuana;

-hashish e charas, costituiti da materiale resinoso essiccato in forma di panetti solidi, di potenza da cinque a otto volte superiore al trinciato di foglie;

-L’olio di hashish, infine, deriva dalla trasudazione oleosa delle estremità diorali della pianta e ha una concentrazione elevatissima di principio attivo e una potenza di cinquanta-ottanta volte superiore alla marijuana.

EFFETTI
A basse dosi, i derivati della Cannabis hanno effetti sedativi, rilassanti e euforizzanti: si ha voglia di ridere, e spesso viene anche stimolato l’appetito. Ad alte dosi si possono manifestare forti alterazioni sensoriali e percettive, per cui gli effetti possono essere avvicinati a quelli delle sostanze “allucinogene”. Particolarmente marcate con le alte dosi sono le distorsioni spazio-temporali, e caratteristico è l’andamento “a ondate” dell’effetto. La Cannabis (principalmente, ma forse non solo, grazie al THC) ha interessanti proprietà farmacologiche che dovrebbero esser meglio sfruttate in medicina: abbassa la pressione intraoculare, combatte la nausea e il vomito indotti da certi farmaci (es. i chemioterapici antitumorali), riduce la spasticità dei muscoli, ha una certa azione analgesica, stimola l’appetito, e in generale migliora l’umore e genera una sensazione di maggior benessere. La rivalutazione medica della Cannabis è in corso da anni fra mille difficoltà dovute al suo status di droga illegale, attualmente esclusa da tutte le farmacopee ufficiali. Recentemente, negli Stati Uniti, la coltivazione e l’uso per scopi medici della Cannabis – in deroga alle draconiane leggi “anti-droga” – è stato approvato in diversi stati con referendum popolare.

MECCANISMO D’AZIONE
Il principio attivo dei cannabinoidi (THC) è un vaso dilatatore, quindi pochi minuti dopo l’inalazione del fumo di marijuana il cuore comincia a battere più rapidamente, le vie bronchiali si dilatano, i vasi sanguigni si espandono, anche quelli negli occhi, facendoli così arrossire. Il THC, attraverso il flusso sanguigno, passa anche nel cervello dove si lega a siti specifici (recettori dei cannabinoidi), presenti in abbondanza soprattutto in zone del cervello che regolano il movimento, la coordinazione, la memoria, il meccanismo di gratificazione-ricompensa e altre funzioni cognitive superiori, come il piacere.

MODO D’USO
La marijuana si fuma. L’hashish si fuma mescolato a tabacco, o si ingerisce in preparazioni particolari (pillole, infusi, pasticcini, torte). In certi paesi, viene a volte assunto insieme all’oppio. Il THC si assorbe immediatamente con il fumo e l’effetto – facilmente dosabile con un po’ di esperienza – si manifesta in pochi minuti (la marijuana in genere contiene il 3-5% di THC, l’hashish il 7-14%). Molto più lento è l’assorbimento per via orale: gli effetti – che dipendono dalla dose assorbita e sono molto più imprevedibili per intensità e durata rispetto a quelli ottenuti fumando – si manifestano dopo 30-40 minuti o più. La durata varia dalle 3 alle 5 ore circa, o anche più nel caso di alte dosi o dopo assunzione orale. Il THC viene eliminato molto lentamente e permane nell’organismo, soprattutto nel tessuto adiposo, per molto tempo (settimane). E’ possibile che questo fenomeno sia alla base del fatto per cui, con il consumo quotidiano, si ha bisogno di dosi minori rispetto a quelle iniziali per raggiungere lo stato desiderato.

RISCHI
Da un punto di vista farmacologico, il THC ha una tossicità acuta assolutamente trascurabile, tanto che non si è mai riusciti a calcolare la dose letale. Non sono documentati casi di morte direttamente dovuti a una dose eccessiva di THC. Il rapporto fra dose tossica e dose efficace è nell’ordine delle migliaia di volte e farmacologicamente la Cannabis è una delle sostanze più sicure. Diverso è il discorso legato ai suoi effetti psicoattivi: sebbene raramente, sono state descritte reazioni anche gravi di ansia, panico e sensazioni di depersonalizzazione. La tossicità cronica è più difficile da valutare. Fumare marijuana (come accade con il tabacco) porta inevitabilmente nei polmoni sostanze cancerogene derivanti dalla combustione. E’ stato sostenuto – ma non provato – che l’uso cronico di THC potrebbe avere effetti depressivi sul sistema immunitario. Secondo alcuni studi, il THC avrebbe effetti negativi sulla memoria e sull’apprendimento, mentre avrebbe effetti positivi sulle associazioni mentali, che diventano più ricche, varie e originali. E’ quindi possibile che l’uso cronico possa interferire con la capacità di studio o di lavoro: negativamente quando è richiesta costantemente un’alta efficienza intellettuale, e positivamente quando è richiesta soprattutto creatività e fantasia. Come tutti i farmaci psicoattivi che alterano le percezioni e le sensazioni, e in particolare quelle visive, uditive, propriocettive (cioè che riguardano le sensazioni sull’esatta posizione e sui movimenti delle varie parti del nostro corpo) e spazio-temporali, il THC può essere pericoloso quando si devono compiere lavori di precisione, o che richiedono attenzione, vigilanza, raziocinio, coordinamento dei movimenti e prontezza di riflessi. In particolare, ovviamente, non si dovrebbe mai guidare l’auto o usare attrezzi o macchinari pericolosi sotto gli effetti della Cannabis. Tuttavia, diversi studi non hanno evidenziato una maggior frequenza di incidenti automobilistici in relazione al consumo di derivati della Cannabis.


calendario

03 Aug, 22:42 - EMERGENZA GAZA

Atom Feed

RICERCA: