12/02 giovedì h.21 Salavisioni:KANASHIMI NO BELLADONNA

2010/11/27 alle 23:39


KANASHIMI NO BELLADONNA (Belladonna of Sadness)

Regia: Yamamoto Eiichi
Soggetto: liberamente tratto da ‘La Strega’ di J. Michelet
Sceneggiatura: Fukada Yoshiyuki, Yamamoto Eichi
Fotografia: Yamazaki Shigeru
Musica: Nubuhiko Satu
Art Director: Kuni Fukai
Anno: 1973
Durata: 89’
japansubita

Trama:
In un medioevo immaginifico Junnu e Jun si amano teneramente e vogliono sposarsi. Il feudatario locale, vedendo che Jun non è in grado di pagare la dote , non solo rifiuta loro il permesso ma, con una perversa forma di ‘jus primae noctis’, violenta e fa violentare dai suoi accoliti la promessa sposa. Nella sua disperazione Junnu entra in contatto col diavolo che le promette il potere in cambio dell’anima. Junnu usa questo potere per portare il benessere nel suo villaggio ma l’invidia della signora del castello e delle altre donne la condannano all’esilio. Assetata di vendetta, trova soccorso di nuovo presso il diavolo e, col suo aiuto, torna al villaggio invaso dalla peste per guarire i corpi e corrompere le anime.Il feudatario, facendo leva sul suo vecchio amore per Jun, cerca di carpire a Junnu il segreto del suo potere di guarigione..

Osamu Tezuka Della sua opera di regista e produttore si conoscono più che altro le opere televisive, come The Monkey o Astroboy, o il lungometraggio L’uccello di fuoco 2776, molto meno i lavori sperimentali, come i cortometraggi, o il lungometraggio Belladonna of Sadness (Kanashimi no Belladonna, 1973), da lui concepito e prodotto dallo studio Mushi Production, ma diretto da Eiichi Yamamoto dopo l’abbandono di Tezuka, che lasciò la Mushi per dedicarsi a tempo pieno ai suoi manga. Belladonna è un film unico, l’ultimo della trilogia Animerama, comprendente Cleopatra e A Thousand & one Nights, entrambi diretti da Tezuka stesso, composto quasi interamente da fotogrammi fissi e visivamente influenzato dalla psichedelia, da Klimt, Aubrey Bearsley e dall’arte occidentale più ardita. Il film fu un disastro commerciale, e fu una delle principali cause del tracollo economico della Mushi, che chiuse l’anno successivo. potentissimo e traumatico Belladonna, liberamente ispirato alla tragica vicenda di Giovanna D’Arco. vero e proprio ‘cult’ del cinema di animazione.Kanashimi no Belladonna è un capolavoro dal punto di vista visivo.
La colonna sonora, una sorta di ‘progressive’ folk giapponese, ha il fascino retrò di certi 33 giri di musica pop inglese anni ‘70. Le immagini statiche si fondono magistralmente ad esplosioni di animazione all’avanguardia per i tempi (nessuna grafica computerizzata era ancora stata inventata). Godetevi dunque questa ‘reliquia’ ancora così sorprendente e fatevi catturare dalle tristi vicende di Junnu.
Buon viaggio.


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