(((CRITICAL WINE)))<br>

2005/05/17 alle 17:37

CRITICAL WINE

CRITICAL WINE all’ XM24

Nel 2005 XM24 è entrato attivamente nella rete “Critical Wine – Terra e Libertà”, Critical Wine è un progetto, nato dalla spinta propulsiva di Gino Veronelli, il cui obiettivo è lavorare per far si che nasca una nuova sensibilità planetaria, in cui l’attenzione ai valori della terra è un mezzo per giungere alla liberazione da un sistema fondato solo sul consumo, il progetto si struttura in 12 punti:

1. RIATTIVARE LA RELAZIONE TRA SAPERI E SAPORI
“Il primo atto di sensibilità planetaria/ribelle è interrogare il rapporto tra saperi e sapori della vita.

2. PER LA RIAPPROPRIAZIONE SENSORIALE E RAZIOCINANTE
Sensibilità planetaria è dunque atto di resistenza contro la distruzione dei sapori, contro l’annichilimento dei saperi ma anche contro la deprivazione sensoriale che ci porta all’ottundimento della nostra facoltà di udire, di vedere, di tastare, di gustare e di annusare.

3. PER NUOVE RELAZIONI SOCIALI (ovvero rapporti di produzione)
Il terzo atto della sensibilità planetaria/ribelle è quello di concepire che l’insensatezza planetaria deriva dai rapporti di produzione, ovvero dalle modalità con le quali gli uomini producono e si relazionano tra di loro

4. DEINDUSTRIALIZZARE L’AGRICOLTURA
La deindustrializzazione dell’agricoltura che pretendiamo non è l’eliminazione delle macchine nei processi produttivi. Deindustrializzare l’agricoltura significa dare priorità alla t/Terra, alla Terra intesa come universo cosmico e alla terra intesa come zolla che si calpesta, sulla quale si cammina, si produce. Deindustrializzare l’agricoltura significa avere coscienza della t/Terra come vita e come luogo della vita. La t/Terra è contenuto e forma della vita. Deindustrializzare l’agricoltura significa prendersi cura della t/Terra, rispettare i suoi cicli, i suoi ambienti, i suoi prodotti.

5. COMBATTERE IL GIGANTISMO INDUSTRIALE
Odisseo sconfisse il ciclope con il vino. Odisseo battè il gigante che se ne infischiava delle leggi dell’ospitalità, che disprezzava gli uomini al punto da mangiarli vivi. Tocca riarmarsi del miglior vino come viatico per sconfiggere il ciclope della modernità, il gigantismo industriale che nell’agricoltura, come nella società di tutto il mondo, va fagocitando ambienti, culture, uomini.
Il gigantismo industriale è un effetto dell’economia drogata delle grandi multinazionali.
La bolla che trascina per il mondo i suoi effetti devastanti sull’economia, sui mercati finanziari e tra le società di tutto il pianeta è un effetto del gigantismo industriale delle grandi multinazionali.
Per quanto drogate da guerre terribili e stupide, da fiumi di denaro pubblico, da generose misure fiscali, da incentivi reiterati oltre ogni decoro, una parte notevole dei grandi gruppi industriali di livello internazionale o sono, nel migliore dei casi, in una situazione di stagnazione o non dichiarano apertamente il loro stato di crisi perché tale atto li farebbe precipitare nel baratro.

6. CONTRO IDENTITARISMO E GLOBALIZZAZIONE (due facce della stessa medaglia)PER UNA SENSIBILITA’ PLANETARIA
Il grumo d’interessi e di azioni che si è formato tra grandi multinazionali, apparati politici di ogni Paese e principali istituti di credito ha favorito un’evolversi del sistema planetario di dominio che con ritmi implacabili distrugge risorse, ambienti, relazioni. La sensibilità planetaria rifiuta ogni localismo e concorre a costruire e a diffondere, contro la globalizzazione, prassi e idee internazionali, cosmopolitiche, apolidi che hanno come fulcro, nella modificazione dei rapporti di produzione, la doppia centralità della relazione con l’ambiente e con le società. La sensibilità planetaria ama i particolari perché rifiuta ogni particolarismo, ricerca gli originali perché non crede alle origini, valorizza il locale perché sente puzza di muffa in ogni localismo.

7. CONTRO GLI OGM: CRIMINI CONTRO L’UMANITA’ E CONTRO LA T/tERRA
Gli Ogm sono i mostri dell’agricoltura: a parte le rilevantissime questioni riguardanti gli esiti della modificazione genetica delle piante su di esse e sugli uomini, che già ci impone di combatterli, gli Ogm concentrano l’industria agricola in poche mani, impoveriscono la terra, distruggono la contadinità, eliminano o omogeinizzano il gusto. Gli Ogm costituiscono oggi la più grande minaccia alla sensibilità planetaria. Contro di essi non c’è tempo da perdere né alcuna possibilità di mediazione. La ricerca, la sperimentazione, le legislazioni permissive, l’uso degli Ogm costituiscono un crimine contro la terra e contro l’umanità. Occorre fare di tutto perché ciò non accada. Ma dove la coltivazione, seppur sperimentale, è consentita, bisogna con ogni mezzo distruggere gli Ogm.

8. RIDURRE LA DISTANZA ALIMENTARE, ACCORCIARE LA CATENA COMMERCIALE
La sensibilità planetaria non si costruisce con le pur eccezionali esperienze marginali o di nicchia. Non vogliamo salvaguardare alcuna nicchia di potere o di mercato, commerciale o produttiva. Intendiamo concorrere a definire modalità di produzione, di commercializzazione e di consumo universali in aperto antagonismo con quelle esistenti. Siamo risolutamente contro la retorica, e la presa in giro, dei prodotti tipici. Essi non si contrappongono alla normalità, terribile e disgustosa, dei prodotti dell’industria agroalimentare; sono, invece, il risvolto elitario e identitario degli squilibri socio economici esistenti, prodotti di consumo che, magari a caro prezzo, proteggono le classi abbienti dagli alimenti spazzatura propinati dall’industria agroalimentare, barriera alimentare salutista e sicuritaria contro la misera, la malattia e le paure delle folle.

9. PER UNA CONTADINITA’ PLANETARIA
Riruralizzare il mondo partendo da una sensibilità antigerarchica che ci fa percepire la t/Terra come casa propria, contro l’attaccamento conservatore e l’invenzione localista delle radici, contro il rapporto razzista sangue-suolo di infausta memoria. Per un’agricoltura cosmopolitica, utopica e – con un ossimoro concettuale – per un’agricoltura nomade, per un rapporto nomade con la Terra: sentirsi a casa propria in ogni luogo della Terra, su ogni zolla di terra. Un’idea che viene da lontano. Forse qualcuno ricorda ancora quel canto proletario dell’Ottocento: «Nostra patria è il mondo intero, nostra idea la libertà…».

10. PER LA RESPONSABILITA’ INDIVIDUALE E L’AUTOCERTIFICAZIONE
Il nono atto della sensibilità planetaria afferma il principio di responsabilità e l’autocertificazione. Nessuna ignominia può essere tollerata solo perché si ripara all’ombra delle leggi. La legge non sostituisce, né copre il deficit di responsabilità con cui ciascuno e tutti ci rapportiamo al mondo sia come produttori sia come consumatori. È questo il motivo per il quale abbiamo evitato di redigere un altro protocollo universale o di invocare un’ennesima certificazione legale. Abbiamo optato, al contrario, per l’autocertificazione che chiediamo a tutti i produttori di definire con cura e di rendere chiaramente visibile. Ci siamo limitati a proporre le voci riguardanti ogni singolo atto produttivo dalle cui modalità ciascuno può farsi un’idea precisa non solo del prodotto finale ma anche del produttore e della filosofia che ispira la sua attività.
Nel protocollo di autocertificazione è possibile leggere con assoluta chiarezza la materia prima – lo stato dell’aria, della terra, del seme, della pianta – e la materia seconda – il rapporto tra i produttori e la materia prima – della produzione.

11. PRODURRE IDEE SEMPLICI PER TRASFORMARE LA PRODUZIONE
Il gigantismo industriale, con l’esternalizzazione globale, si è di fatto sottratto alla critica, allo sciopero, al sabotaggio della propria produzione materiale. I rapporti di produzione in questa fase sono così celati agli stessi produttori. I produttori non sono più in grado di governare il processo produttivo, ma neanche la produzione materiale è in grado di governare il circuito della commercializzazione e del consumo. Anzi, le regole e le modalità della produzione materiale devono sottostare sempre più alle forme, e ai ricatti, della grande distribuzione. Urge il decimo atto della sensibilità planetaria/ribelle: produrre idee semplici, efficaci, immediatamente applicabili e universali che siano in grado nel futuro presente di trasformare i rapporti di produzione, o almeno di rendere visibili le contraddizioni degli attuali rapporti di produzione.

12. PER IL PREZZO SORGENTE
La proposta semplice, pratica, immediatamente applicabile, universale che ha la possibilità di scardinare le attuali modalità di produzione è quella del prezzo sorgente. Il prezzo sorgente è quello che i produttori fissano al momento di vendere il loro prodotto. La semplice informazione derivante dall’applicazione in etichetta – o in controetichetta – del prezzo sorgente è in grado di rendere tracciabile, visibile, evidente, certificabile la catena commerciale con i relativi ricarichi
Il mercatino e l’osteria “La Rapa Rossa” si fanno carico della complessità espressa in questi punti, e cercano di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero di cittadini nella discussione e nella pratica della sensibilità planetaria, a partire dal momento del Giovedì.


Atom Feed

RICERCA: