02/17 h.21 @ Salavisioni Tenshi no Tamago (L'Uovo dell'Angelo)

2011/01/30 alle 11:56


Tenshi no Tamago/L’uovo dell’angelo

Titolo:....................Tenshi no Tamago (L’Uovo dell’Angelo)
Anno:....................1985
Genere:.................Fantasy / Mistero / Fantascienza
Durata:..................70 minuti circa
Produzione:...........Tokuma Shoten / DEEN (e altri)
Distribuzione Italia:.non distribuito
Data di uscita:.......1985 (2001 in DVD)

Lingua:..................Giapponese
Sottotitoli:..............HARDSUB INGLESE + SOFTSUB ITALIANO

Regia:.......................Mamoru Oshii
Sceneggiatura:...........Mamoru Oshii
Soggetto:...................Mamoru Oshii, Yoshitaka Amano
Musiche:....................Yoshihiro Kanno
Character Design:.......Yoshitaka Amano
Art director:................Lee Yun Se, Shichiro Kobayashi, Yoshitaka Amano
Direttori animazioni:....Yasuhuiro Nakura
Direttore fotografia:......Juro Sugimura
Produttore esecutivo:...Yasuyoshi Tokuma

Trama.

Quest’opera è una fiaba onirica e filosofica sulla morte del mondo, dell’uomo e di Dio. Al centro del racconto c’è l’incontro, in un mondo oscuro e senza vita, tra una bambina che protegge un uovo ed un misterioso guerriero armato di un fucile cruciforme. La bambina inizialmente ha paura del soldato, ma poi accetta la sua compagnia sperando che egli possa finalmente liberarla dalla sua triste solitudine. L’uomo invece è interessato soprattutto al suo uovo, convinto che esso sia la chiave per svelare i misteri del mondo ed il senso della propria esistenza.

“Tenshi no Tamago” racchiude nei suoi 71 minuti la migliore animazione “new age” venuta dal Giappone. Non c’è da stupirsi quindi se, un poco avventatamente, alcuni critici lo ritengono ancora oggi il migliore film d’animazione del Sol Levante. [...]

Tenshi no tamago è al tempo stesso puro esercizio di stile e ossessione meta-cinematografica, frutto della collaborazione di due grandi artisti giapponesi, l’intellettuale Oshii Mamoru e Amano Yoshitaka, pittore “pop” molto amato dalle nuove generazioni. Alla tenera età di quindici anni, Amano (classe 1952) entrò a far parte del prestigioso studio d’animazione Tatsunoko dove si occupò del disegno dei personaggi di alcune celebri serie Tv come Gatchaman e Kyashan. Negli anni ottanta la sua matita fu invece al servizio di alcuni romanzieri che affidarono a lui le copertine e le illustrazioni delle loro opere, tra le quali va almeno ricordato Vampire Hunter D di Kikuchi Hideyuki. Gli anni novanta infine lo hanno visto attivo nel prolifico campo dei video-game prendendo parte ai disegni della serie Final Fantasy e Front Mission. Tenshi rappresenta tuttora la sua unica esperienza cinematografica in senso stretto,
un’esperienza resa immortale dal talento visionario di Oshii Mamoru. Discostandosi volutamente dai canoni portanti dell’animazione giapponese, Tenshi concentra il grosso delle sue risorse sui disegni, bellissimi e ricchi di dettagli, sacrificando invece il piano dell’animazione in cui questo film non può e non
vuole concorrere con altri titoli del periodo. Ne consegue un abbondante utilizzo di quadri fissi e scrolling orizzontali in cui l’animazione full-motion (frame-to-frame) è ridotta a poche (ma eleganti) scene brevi. Pochi movimenti quindi, ma molta atmosfera. Siamo ai limiti della non-animazione, della video-pittura, dove il rodovetro pare voler lasciare il posto ad una serie di tele in cui è stato soffiato un alito di vita. Non un cartone animato ma un dipinto animato. Tenshi predilige i luoghi notturni, il chiaroscuro, l’acqua stagnante, i raggi di luce filtrati attraverso vetrate colorate, le figure vaghe e indistinte, i contorni labili, il barocco, il gotico, il sapore dell’antichità mescolato alla visione del futuro, corpi di personaggi avvinghiati su se stessi i cui abiti medievali si mescolano con l’ambiente circostante rendendo difficile la distinzione tra le due parti, tutto quello che da sempre fa parte dello stile di Amano che nel realizzare questo film ha goduto della massima libertà di espressione e non ha dovuto cambiare nemmeno minimamente il tratto che tutt’oggi lo rende famoso nel suo settore.


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