Il Lab57 supporta attivamente la campagna 2012 della LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’ AIDS), tutti i materiali informativi e profilattici sono gratuitamente in distribuzione presso le nostre sedi e durante i nostri interventi.
 
La Lila punta ancora una volta ad attivare comportamenti sessuali sicuri e promuove l’uso del profilattico, unico strumento in grado di tutelare chiunque abbia una vita sessuale attiva.
L’infezione da Hiv continua infatti a propagarsi e ha ormai assunto una precisa connotazione sessuale, con il 79% delle nuove infezioni dovute a rapporti sessuali. L’uso del profilattico continua ad essere una delle strategie principali di contrasto all’HIV raccomandate da tutte le agenzie internazionali, che attraverso l’uso dei preservativi maschili e femminili, l’accesso al test e la terapia antiretrovirale, si sono date come obiettivo l’azzeramento dell’infezione come dice l’esplicita headline del World Aids Day 2011 “Getting to Zero”.

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Dati a sostegno

I comportamenti per la prevenzione del rischio di trasmissione del virus Hiv sono ormai noti, ma non per questo sono adottati: il profilattico è poco utilizzato rispetto al resto d’Europa (l’Italia è agli ultimi posti) e il rapporto sessuale non protetto è la prima causa di infezione in Italia.
I casi di diagnosi di infezione da Hiv attribuibili a trasmissione sessuale sono aumentati dal 13,3% del 1998 al 79% del 2009. Anche rispetto alle diagnosi di Aids i casi attribuibili a trasmissione sessuale crescono dal 42,6 % del 1998 al 69,5% nel 2009/10. (Fonte Bollettino COA/ISS nr 24 del 2011, nelle regioni/province in cui è attiva la sorveglianza).

Le donne sono maggiormente a rischio di contrarre l’infezione da hiv rispetto agli uomini per una serie di fattori biologici, sociali e culturali: le infezioni tra le donne sono in crescita.
La proporzione di donne a cui viene diagnosticato l’Hiv è in crescita, nel nostro paese e più in generale nel mondo. Nel 1985 rispetto alle diagnosi di Hiv il rapporto donna/uomo indicava che per ogni donna che scopriva di aver contratto l’Hiv vi erano 3,5 uomini, nel 2009 questo rapporto è sceso a 3,1.

Nella coppia il profilattico è poco usato: molte delle infezioni avvengono all’interno delle coppie eterosessuali.
Rispetto alle diagnosi di Aids, i casi attribuibili a trasmissione eterosessuale crescono dal 25,3% del 1998 al al 45,1% nel 2009/10. Dallo studio ICONA (Italian CohOrt of Naive Antiretroviral patients) emerge che l’80% delle infezioni che le donne hanno contratto per via sessuale è avvenuta attraverso il proprio partner stabile.

Nella popolazione omosessuale, negli ultimi anni si è registrato un incremento delle infezioni sia a livello europeo che per quanto riguarda l’Italia.
Il Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità ci dice che in Italia l’infezione da Hiv dovuta a rapporti omo/bisessuali è salita dal 17,2% del 2001-02 al 24,4% nel 2009/10. In Europa, il sesso tra uomini è la principale modalità di trasmissione per le infezioni del 2009, ovvero il 35% dei nuovi casi (fonte ECDC).

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