» martedì, 18/02/2020

Sgombero dell’ex Caserma Sani: cemento e speculazione

 


Il comune di Bologna: cemento contro gli spazi sociali
Da subito gli occupanti della ex-caserma Sani hanno chiesto un’interlocuzione con la dirigenza di Cassa Depositi e Prestiti, senza mai ottenere risposta. Ora – a sgombero avvenuto – le responsabilità ricadono di nuovo interamente sul comune. 
E’ il comune che-se confermerà le previsioni del POC 2016 sull’area porterà a: 70% dell’edificato a edilizia residenziale privata e il 30% a commerciale (supermercati, parcheggi etc) e ricettivo (hotel), spingendo così ancora avanti la turistificazione della città e della Bolognina.
    
Degli attuali 41000 m2 dedicati ad aree verdi, approssimativamente, 7000 m2 verranno privatizzati e almeno 12000 m2 cementificati o pavimentati per la viabilità. 
(Qui l’analisi del Laboratorio LaBurba http://www.ecn.org/xm24/2019/12/21/stanno-svendendo-la-citta/ )
Il comune nega ancora una volta l’esigenza di spazi sociali liberi dal profitto, espressa a gran voce dalle migliaia di persone che hanno vissuto questi due mesi nella ex-caserma Sani.
Il 6 agosto in via Fioravanti 24 con la ruspa, oggi con le camionette, il Comune e il Pd scelgono il cemento e la speculazione. Proprio mentre si fingono alternativi a Salvini, confermano la loro scelta identica a quella del leghisti: avanti con la repressione (infatti non toccano i decreti sicurezza di Salvini & Minniti!) e la privatizzazione di tutto, proprio mentre le urgenze sociali e ambientali imporrebbero il contrario.

 

 

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